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Va via La Niña e arriva El Niño, cosa cambia nel meteo in Italia

El Niño e La Niña: come cambia davvero il clima europeo ed in Italia stagione per stagione Confronto tra l'influenza di El Niño e La Niña sul tempo

Influenza in Europa e Italia di El Niño e La Niña.

El Niño e La Niña: come cambia davvero il clima europeo ed in Italia stagione per stagione

Confronto tra l’influenza di El Niño e La Niña sul tempo atmosferico in Europa – diretta/indiretta, stagionale.

Contents

L’influenza di La Niña (fase fredda dell’ENSO) sul tempo europeo è, come per El Niño, esclusivamente indiretta: avviene tramite teleconnessioni remote, onde di Rossby troposferiche, pathway stratosferico-troposferico e ponte Atlantico. Rammento che in questi miei articoli le teleconnessioni vengono espresse, al fine di semplificare, come indici di comportamento del clima, o indici climatici.

El Niño e La Niña non influenzano direttamente l’Europa, ma lo fanno in modo indiretto, attraverso una catena di effetti atmosferici. In linea generale:

  • El Niño tende a favorire una NAO negativa con inverni più freddi e perturbati sull’Europa occidentale
  • La Niña tende a favorire una NAO positiva con inverni più miti e atlantici

Però ci sono importanti eccezioni e limiti:

  • Il segnale non è simmetrico: El Niño forte ha un impatto più chiaro e prevedibile di La Niña
  • L’effetto varia nei decenni, perché dipende anche da altri fattori climatici (come PDO e QBO)
  • Funziona meglio in pieno inverno; in estate e autunno il segnale è debole e poco affidabile
  • Gli eventi molto intensi amplificano tutto, nel bene e nel male

Da sapere: cosa sono le PDO e QBO:

  • PDO (Oscillazione Decadale del Pacifico): variazione ciclica della temperatura superficiale del Pacifico Nord, con fasi calde/fredde che durano 20-30 anni, influenzando clima globale.
  • QBO (Oscillazione Quasi-Biennale): alternanza dei venti stratoferici equatoriali tra est e ovest ogni ~28 mesi, che influenza la circolazione atmosferica globale.

In sintesi: El Niño e La Niña hanno un’influenza reale ma sfumata, non una regola fissa utile come indicazione di tendenza, non come previsione certa. Di seguito riassumo il confronto diretto stagione per stagione, basato esclusivamente su pubblicazioni scientifiche autorevoli.

El Niño e La Niña: cosa cambia davvero per l’Europa?

Un’influenza reale ma sfumata, che dipende dalla stagione, dall’intensità dell’evento e persino dal decennio in cui viviamo.

Sintesi basata su letteratura peer-reviewed (studi ampiamente revisionati) – Brönnimann 2007 – Mezzina et al. 2021 – Manzini et al. 2024

El Niño e La Niña non agiscono direttamente sull’Europa. La loro influenza è indiretta: attraverso una catena di effetti atmosferici che attraversa oceani e stratosfera, queste oscillazioni del Pacifico tropicale riescono comunque a spostare probabilità e tendenze del clima europeo – soprattutto in inverno.

Inverno (picco Gennaio-Marzo)

La stagione in cui il segnale è più chiaro

L’inverno è l’unica stagione in cui la teleconnessione ENSO-Europa può essere considerata sufficientemente robusta da avere rilevanza pratica. Il meccanismo principale passa per la stratosfera: El Niño indebolisce il Vortice Polare, favorendo irruzioni di aria fredda e una circolazione di tipo NAO negativo.

El Niño forte

  • Alta pressione su Islanda e Scandinavia
  • Freddo al nord e nord-est Europa
  • Più piogge in Europa centro-occidentale e Mediterraneo
  • Pista delle tempeste spostata verso sud
  • Più Sudden Stratospheric Warmings

La Niña forte

  • Effetto generalmente opposto (NAO positiva)
  • Inverni più miti al nord Europa
  • Più piogge al nord, meno al sud/Mediterraneo
  • Jet atlantico più attivo
  • Risposta stratosferica più debole

Attenzione: La Niña non è semplicemente «El Niño al contrario». El Niño produce risposte più forti e coerenti, soprattutto per eventi intensi. La Niña ha una variabilità molto più alta e un segnale spesso meno robusto. L’asimmetria è confermata dalla letteratura.

Autunno

Un segnale che è cambiato nel tempo

L’autunno è una stagione di transizione in cui il legame con l’ENSO è debole e, soprattutto, non stazionario: attorno agli anni ’80 il segnale ha subito un cambiamento netto. L’ENSO è l’alternanza El Niño (Pacifico caldo) e La Niña (freddo), che altera clima globale ogni 2-7 anni.

Nel periodo post-1980, El Niño tende a portare temperature più elevate in Europa occidentale, mentre La Niña produce l’effetto opposto – ma con ampiezza minore e maggiore variabilità. Prima degli anni ’80, il segnale era più debole o addirittura invertito. In sintesi: l’autunno è poco affidabile come stagione predittiva.

Estate

Il segnale più incerto di tutti

In estate, l’influenza dell’ENSO sull’Europa è generalmente debole e non stazionaria. Il meccanismo coinvolge la Circumglobal Teleconnection (CGT), che modula ondate di calore e anomalie termiche in modo indiretto.

Prima del 1980, La Niña era associata a estati più calde in Europa occidentale attraverso un rafforzamento del monsone indiano. Dopo il 1980, questo legame si è indebolito. El Niño mostra effetti opposti o nulli. La conclusione pratica è semplice: in estate, l’ENSO conta poco per l’Europa.

Cosa tenere a mente

Stagione chiave: Inverno, con picco tra Gennaio e Marzo.

Fase più prevedibile: El Niño forte, risposta chiara e coerente.

Fase più incerta: La Niña, alta variabilità tra un evento e l’altro.

Il segnale è stabile? No, varia su scale multidecennali (PDO, QBO, vulcani).

Estate: segnale marginale, non utilizzabile in chiave previsionale.

Futuro: possibile rafforzamento, ma la variabilità interna resta dominante

Le informazioni in questo articolo derivano esclusivamente da analisi osservazionali, rianalisi e modelli accoppiati descritti in letteratura peer-reviewed: Brönnimann (2007, Reviews of Geophysics); Mezzina et al. (2021, Journal of Climate); Manzini et al. (2024, JGR: Atmospheres); Hardiman et al. (2019) e studi correlati.

Per approfondire le ricadute di questi fenomeni sull’Italia nei prossimi mesi, si rimanda alle più recenti analisi sugli scenari invernali legati a La Niña e alle previsioni sull’eventuale ritorno di un Super El Niño nel 2026.

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