Mercoledì 27 maggio è stato il punto culminante di questa fase meteo bollente, anzi diciamolo pure estrema, caratterizzata da caldo intenso, afa crescente e condizioni climatiche che sarebbero state addirittura un po’ sopra le medie persino di luglio. In molte aree Si sono toccati valori termici record per il periodo, con un disagio fisico accentuato dall’aumento dell’umidità, soprattutto nelle aree pianeggianti del Nord.
Attenzione a questo indice
Uno degli elementi più importanti da considerare non sarà soltanto la temperatura reale (che rimane comunque l’unico parametro ufficiale. perché la temperatura percepita non esiste come valore in sé e per sé), ma anche il cosiddetto “indice di calore”. O se preferite di disagio da caldo.
Questo parametro combina temperatura e umidità relativa per determinare la percezione effettiva del calore sul corpo umano. In altre parole, quando l’umidità aumenta, il nostro organismo fatica maggiormente a disperdere il calore attraverso la sudorazione. Va da sé che. A maggior ragione Inn assenza di adeguata ventilazione. Sudare diventa più facile e rinfrescarsi più difficile.
Due giornate epocali
Tra mercoledì e giovedì il caldo viene percepito come decisamente fastidioso, con condizioni afose che potrebbero risultare particolarmente pesanti durante le ore centrali della giornata. Ovviamente la zona più colpita è la valle Padana, ma non è l’unica.
Tali valori interesseranno anche alcune zone interne del Centro Italia, in particolare la Toscana, l’Umbria e il Lazio. Più a sud, condizioni di caldo fastidioso interesseranno soprattutto il Foggiano e parte della Basilicata. Nelle restanti aree del Paese il disagio sarà più contenuto, grazie a temperature leggermente inferiori o a una ventilazione più presente. È importante notare che, ancora per qualche settimana, le coste risultano nettamente più mitigate, con massime difficilmente sopra i 25-26, ma con tassi di umidità altissimi, anche superiori al 90% in pieno giorno.
Le zone più bollenti
Per quanto riguarda i valori termici veri e propri, la situazione più critica si registrerà ancora una volta sulla Pianura Padana. Tra Lombardia e Veneto si potranno raggiungere diffusamente i 36-37 gradi, ma non si escludono punte locali di 38 gradi nelle aree più esposte. Ricordiamo un concetto importante. Sarebbero valori superiori di diversi gradi anche della media di luglio e fino a pochi decenni fa capitavano solo una volta ogni tot anni, e ovviamente nel cuore dell’estate.
Anche le regioni centrali vivranno una situazione piuttosto simile. Nelle zone interne tra Toscana, Umbria e Lazio le temperature potranno raggiungere i 34-35 gradi, mentre al Sud il caldo si farà sentire soprattutto tra Puglia e Basilicata, con picchi del tutto simili. Le uniche aree relativamente più fresche saranno quelle montuose e alcune località costiere favorite dalle brezze marine, a patto che non intervengano fenomeni di compressione adiabatica. Come è successo ad esempio in Liguria, dove si stanno superando la più giorni di 30 gradi.
Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus
