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Meteo Estate 2025: El Niño e La Niña, la NAO, l’anticiclone africano e l'Heat Dome

L’andamento meteo dell’estate nel bacino del Mediterraneo non dipende solo da ciò che accade localmente, ma è l’esito di un complesso equilibrio di

L’andamento meteo dell’estate nel bacino del Mediterraneo non dipende solo da ciò che accade localmente, ma è l’esito di un complesso equilibrio di forzanti globali. Tra i protagonisti invisibili ma determinanti di questa dinamica ci sono gli indici ENSO , ovvero El Niño e La Niña , e un regolatore fondamentale del clima europeo: la NAO . L’interazione tra questi fenomeni può facilitare o ostacolare la formazione dell’ anticiclone africano , sostituto di quello delle Azzorre , e contribuire all’innesco della cosiddetta Heat Dome , responsabile di ondate di calore eccezionali.

Che cosa è la NAO in meteorologia

El Niño e La Niña: il legame con la NAO

Anticiclone africano e l’ostacolo alle perturbazioni estive

Heat Dome: che cos’è e perché causa ondate di calore estreme

Un nuovo assetto climatico estivo nel Mediterraneo

Che cosa è la NAO in meteorologia

La North Atlantic Oscillation (NAO) è un indice climatico che misura la differenza di pressione atmosferica a livello del mare tra l’ Islanda e le Azzorre . Questo contrasto determina la posizione e l’intensità del getto polare atlantico , influenzando in modo diretto il tempo atmosferico sull’Europa .

Quando la NAO è positiva , si osserva una forte differenza di pressione tra le due regioni: le correnti occidentali si intensificano , spingendo le perturbazioni più a nord e portando tempo più secco e stabile sull’Europa meridionale, inclusa l’ Italia . Quando invece la NAO è negativa , la differenza di pressione si riduce: le perturbazioni si abbassano di latitudine , raggiungendo più facilmente il Mediterraneo con piogge e instabilità.

La correlazione tra NAO e piovosità sull’Europa è confermata da numerosi studi, come evidenziato in questo articolo pubblicato su Nature Communications , dove si mostra come una NAO negativa favorisca condizioni più umide in Europa meridionale e centrali.

El Niño e La Niña: il legame con la NAO

I fenomeni di El Niño e La Niña , noti collettivamente come ENSO (El Niño-Southern Oscillation) , si originano nel Pacifico tropicale , ma la loro influenza si estende ben oltre. Come dimostrato da ricerche pubblicate su Geophysical Research Letters e Journal of Climate ( fonte NOAA ), ENSO può modificare la circolazione atmosferica globale , compresa quella atlantica.

In particolare, El Niño tende a indebolire la NAO , portandola verso valori negativi, mentre La Niña può rinforzarla, mantenendola in fase positiva. Questo legame è mediato da onde planetarie e dalla modulazione dei getti subtropicali e polari. Di conseguenza, le anomalie ENSO possono indirettamente condizionare la frequenza e la traiettoria delle perturbazioni atlantiche che raggiungono l’Europa.

Anticiclone africano e l’ostacolo alle perturbazioni estive

Nel quadro meteorologico estivo italiano, la figura più influente non è più l’ anticiclone delle Azzorre , ma l’ anticiclone africano . Quest’ultimo, come spiegato in questa analisi del Copernicus Climate Change Service , si estende a latitudini insolitamente elevate , portando con sé aria molto calda e secca in quota .

A differenza dell’anticiclone oceanico delle Azzorre , che lasciava margini al transito di impulsi instabili, quello africano agisce come una barriera dinamica . Questo blocco è favorito dall’ elevato geopotenziale , ovvero dall’ altezza alla quale si trova una determinata pressione atmosferica – solitamente i 500 hPa – che risulta anomala e più alta del normale.

Geopotenziali elevati indicano una massa d’aria calda molto spessa e quindi più difficile da scalzare. Questo ha effetti molto concreti: diminuisce la convezione diurna , inibisce la formazione dei temporali pomeridiani sulle Alpi , e di conseguenza riduce i meccanismi di raffreddamento estivi naturali .

Heat Dome: che cos’è e perché causa ondate di calore estreme

Quando l’anticiclone africano si radica con forza e resta stazionario sopra una regione per più giorni o settimane, può originarsi un fenomeno noto come Heat Dome . Si tratta di una cupola di alta pressione molto potente e persistente , sotto la quale l’aria calda si accumula , senza possibilità di dispersione.

Come documentato in questa pubblicazione della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) , la Heat Dome agisce come un coperchio , comprimendo e riscaldando ulteriormente l’aria sotto di essa. Questo meccanismo è simile a quello di un forno statico, in cui l’aria non solo resta calda, ma diventa progressivamente più torrida giorno dopo giorno.

È proprio questa struttura che ha portato a ondate di calore record in Europa, Nord America e Asia negli ultimi anni, come riportato anche da BBC durante l’evento estremo del 2021 in Canada.

Un nuovo assetto climatico estivo nel Mediterraneo

Dunque, l’ interazione tra ENSO, NAO e anticiclone africano non è solo una questione teorica. Si tratta di meccanismi interconnessi che condizionano il meteo dell’estate italiana , con impatti significativi sulla distribuzione delle piogge, sulla durata delle ondate di calore e sul rischio di eventi estremi.

L’ estate 2025 si avvicina con il probabile ritorno di El Niño , che potrebbe spingere la NAO verso valori negativi , aprendo a maggiori possibilità di instabilità. Ma la presenza ingombrante dell’ anticiclone africano , con i suoi geopotenziali elevati e la predisposizione alla formazione di Heat Dome , rischia di rendere inefficaci anche le oscillazioni dell’Atlantico.

Il risultato? Un’ estate sempre più calda, stabile e secca , a meno di inversioni di tendenza inattese.