
(METEOGIORNALE.IT) Una primavera dal meteo estremo. Ebbene sì, oramai non ci sono più dubbi. Se in passato abbiamo spesso assistito a precoci e lunghi anticipi d’estate già da marzo, quest’anno la situazione appare profondamente diversa.
Ha fatto caldo, ma la nostra penisola continua a essere esposta al passaggio di perturbazioni e all’instabilità atmosferica, con la bella stagione che sembra procedere a singhiozzo. Questo perché un potente anticiclone africano è troppo defilato verso ovest. Ne consegue che non si creano le condizioni idonee per una stabilità assoluta.
Cosa emerge dai modelli
Secondo le ultime analisi a cura degli autorevoli modelli meteo GFS e ECMWF, questa tendenza incerta e altalenante è purtroppo destinata a protrarsi. Il principale responsabile è il freddo residuo del vortice polare che, sebbene ci troviamo ormai a ridosso di maggio, continua a vagare nell’emisfero boreale.
Nonostante ci sia stato il Final Warming oramai da un un po’ di tempo, l’atmosfera rimane irrequieta Per diverse settimane. Già in queste ore abbiamo avuto la prima frustata fredda, intensi temporali in Valle Padana. Le temperature sono calate e si aspetta addirittura il rischio di deboli gelate tardive. Stiamo parlando di cose molto fugaci per fortuna, nulla a che vedere con i grandi episodi del passato. Ciò non toglie che questo è un ulteriore monito di estremizzazione meteo.
La tregua per la Festa della Liberazione
Fortunatamente, l’evoluzione del tempo concederà una breve e gradita tregua subito dopo questa parentesi perturbata. In concomitanza con il ponte della Festa della Liberazione, nelle giornate del 25 e 26 aprile, è infatti prevista una plausibile pausa all’insegna del tempo mite e soleggiato. Sarà un’occasione perfetta per godersi finalmente un clima più consono al periodo. Sarà importante che questo tempo sia plausibile anche per il ponte del primo maggio. Anche se prima c’è da superare un ostacolo.

La svolta di fine mese?
C’è una novità però. La notizia che sta maggiormente catturando l’attenzione dei meteorologi riguarda l’ultima decade del mese. I più recenti aggiornamenti dei principali centri di calcolo, in particolare il modello americano GFS ipotizzano una clamorosa svolta fredda tra il 27 e il 29 aprile. Sarebbe un’altra toccata e fuga, ma attenzione che oramai la vegetazione è veramente avanzata e rigogliosa.
La configurazione barica europea vedrà l’alta pressione posizionarsi in modo anomalo a ridosso del nord Europa. Questo blocco anticiclonico favorirà il facile scivolamento di aria fredda continentale dall’Europa orientale verso il cuore del Mediterraneo. Chiaramente, avvisiamo subito i nostri lettori che non parliamo assolutamente di neve a quote basse.
Di giorno, il sole primaverile garantirà massime tutto sommato non distante dalle medie, mediamente comprese tra i 16°C e i 19 gradi. Di notte, però, l’assenza di copertura nuvolosa e l’accumulo di aria fredda nei bassi strati faranno letteralmente precipitare i termometri. L’aria secca e fredda potrebbe originare ancora delle deboli gelate qua e là.

Di nuovo l’incubo
Il rischio maggiore e più concreto legato a questa ondata di freddo tardivo è la formazione di brinate e gelate. Questo scenario rappresenta un allarme rosso per l’intero comparto agricolo: le colture e gli alberi da frutto sono già in fase avanzata di sviluppo e un gelo improvviso potrebbe comprometterne i raccolti. Ovviamente, come sempre accade in questi casi invitiamo i nostri lettori a seguire gli aggiornamenti meteo per capire se effettivamente andrà così.