
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi periodi abbiamo parlato di un curioso fenomeno meteo. I cosiddetti temporali “tropicali”. L’utilizzo di questa espressione, però, richiede una precisazione. Non si tratta, in senso rigorosamente scientifico. Facciamo chiarezza.
Ci troviamo piuttosto di fronte a temporali generati da condizioni di forte instabilità atmosferica, con temperature molto alte. A differenza di quanto accade quando c’è un fronte organizzato, i temporali tropicali si riescono a sviluppare quando ci sono temperature e condizioni di umidità opprimenti.
Facciamo un breve approfondimento
I temporali tropicali autentici si formano soprattutto nelle zone equatoriali o sub-equatoriali, per esempio lungo la fascia atlantica a ovest dell’Africa, oppure in zone equatoriali. Perciò, parlare di “temporali tropicali” in Italia non è del tutto corretto.
Diciamo che è un modo piuttosto giornalistico per sottolineare semplicemente come gli episodi che abbiamo vissuto alcuni giorni scorsi sono davvero fuori dall’ordinario. Basti pensare che in alcune aree ci sono state violente grandinate e nubifragi di tipo monsonico quando non c’era il minimo fronte atmosferico.
La dinamica di queste manifestazioni atmosferiche
Quello che stiamo sperimentando, dunque, sono temporali originati da un minuscolo cedimento della pressione in quota e aria molto calda nei bassi strati. Quando la colonna d’aria instabile punta violentemente verso l’alto, si genera un violento flusso discendente che porta aria relativamente fredda che scivola di colpo verso il suolo.
Questo fenomeno prende il nome di downburst. Ed è tipico di temporali quando fa molto caldo. Stessa cosa accade quando ci è sufficiente energia da creare moti convettivi violenti che possano tenere su cristalli di ghiaccio fino a che non diventano vere e propri “sassi”. Le fatidiche grandinate di medio-grosse dimensioni.
Temporali violenti ma isolati
Per alcuni giorni abbiamo vissuto temporali molto particolari: isolati, estremamente rapidi nella formazione (a volte bastano meno di trenta minuti), ma al tempo stesso di una violenza notevole. Non si tratterà di perturbazioni diffuse e organizzate, bensì di episodi localizzati che esplodono all’improvviso. Un comune può fare decine di millimetri e l’altro non riceve neanche una goccia.
Il falso refrigerio
Un aspetto importante da sottolineare riguarda la percezione del sollievo termico. Questi temporali, pur intensi, non sono in grado di abbassare stabilmente le temperature. Al massimo regalano un refrigerio momentaneo nelle zone direttamente investite dal nubifragio o dalla grandinata. Ma visto che non c’è un vero e proprio rimescolamento d’aria, dopo di essi l’atmosfera rimane torbida (e non certamente limpida come nei grandi fronti) e poi il caldo ritorna praticamente come prima.
Qualcosa di nuovo
Questo tipo di manifestazione temporalesca è davvero qualcosa di nuovo. Un tempo esistevano i fenomeni meteo violenti, ma erano appannaggio di veri e propri fronti. I temporali di calore risultavano più deboli e abbastanza passeggeri. Qualche fulmine, qualche tuono, un rovescio moderato e tutto finito. Il vero problema è che adesso, con queste condizioni al contorno, un temporale di calore può diventare un nubifragio di incredibile violenza. (METEOGIORNALE.IT)
