Nel cuore della Primavera torna il freddo
Dal caldo in Spagna al nevischio su Praga: l'Europa spaccata in due nel cuore del cambio di stagione Un continente a due velocità: 30°C a Montpellier,
Dal caldo in Spagna al nevischio su Praga: l’Europa spaccata in due nel cuore del cambio di stagione
Un continente a due velocità: 30°C a Montpellier, neve a Praga
Ci troviamo proprio nel culmine del cambio di stagione e vale la pena fare una panoramica rapida per capire cosa sta succedendo. Nel pomeriggio di venerdì 10 aprile, in Pianura Padana nel settore occidentale si registrano ancora temperature massime superiori ai 20°C, con picchi di 23°C e oltre in Piemonte – quel Piemonte che riceverà il maltempo nella giornata di lunedì e la neve a quote basse. Circa 18°C, invece, nelle pianure veneto-friulane.
Contents- Dal caldo in Spagna al nevischio su Praga: l’Europa spaccata in due nel cuore del cambio di stagione
Appena si supera l’arco alpino e si entra in Austria, la situazione cambia radicalmente: a Vienna ci sono appena 4-5°C, a Praga dai 2 ai 3°C. Sì, c’è il freddo – quel freddo di origine continentale che sta generando queste basse temperature, anche perché a macchia di leopardo si verificano precipitazioni: niente di eccezionale, niente di così intenso, ma tuttavia sufficiente per spingere verso il basso l’aria fredda. Un’aria fredda che scende anche in Slovenia e in Croazia. Fa specie, però, il fatto che nella mattinata di oggi la neve abbia fatto la sua comparsa – anche se solo come nevischio – su Praga, a qualche centinaio di chilometri appena dal nord-est italiano. Neve, dunque. Mentre in Francia si superano diffusamente i 20°C.
E sì, la Francia è sempre in prima linea, soprattutto nel sud-ovest: addirittura in alcune località del Golfo del Leone si segnano temperature tra i 28°C e i 30°C. Per essere precisi, nella zona di Montpellier si toccano ben 30°C: fa molto caldo. Stessa situazione in Spagna, nelle Baleari e a Madrid, dove le temperature superano i 27°C. Molto caldo anche in Portogallo, anche se alcune località costiere, esposte all’influenza dell’Oceano Atlantico, registrano valori decisamente più freschi: si passa dai 18°C ai 27°C, con circa 17°C nel sud del Paese, nell’Algarve – quella regione che è la più calda del Portogallo – mentre l’oceano è ancora freddo, anche se le terre emerse si stanno surriscaldando.
Nord Africa, Sahara e Tropici: dove il caldo diventa estremo
Sulle coste nordafricane le temperature sono del tutto simili a quelle italiane: siamo intorno ai 20-22°C. Solo in alcune località si sale sopra questo valore, quando soffia il vento che viene dall’interno, perché nell’immediato entroterra algerino si segnalano anche 35°C. Il grande caldo è nel Sahara, dove le temperature raggiungono i 38°C e in alcune aree si avvicinano ai 40°C. Siamo nel Mali, ormai: i 43-45°C si toccano nel Mali sud-occidentale, nei pressi del Golfo di Guinea, verso la zona equatoriale, dove inizia il grande caldo – un caldo che pian piano si sposterà verso nord. Fa caldo anche in Egitto, ma non tantissimo: tutto sommato al Cairo appena 25°C.
Sono differenze di temperatura notevoli, soprattutto tra le aree bagnate dal mare e quelle influenzate dal vento proveniente da est, dalla Siberia, dove appena a est dei Monti Urali le temperature sono diffusamente sotto 0°C.
Isole Britanniche, Islanda e Svalbard: storie dal grande Nord
Il sole ormai prevale sulla notte anche in Scandinavia, dove le temperature sono salite sensibilmente: trovare 0°C è ormai abbastanza difficile, raggiungibile solo nelle zone interne montane della Norvegia. Più o meno sottozero, invece, nelle grandi pianure della Scozia.
Gran parte dell’Europa è intanto interessata da un potentissimo anticiclone, di cui abbiamo parlato molte volte, mentre le Isole Britanniche si accingono a essere investite da una perturbazione piuttosto intensa. In Irlanda piove: le temperature sono tra i 7 e gli 8°C, le giornate grigie e piovose.
Una curiosità: in Islanda, dopo un inverno estremamente mite, si sono verificate di recente tempeste di neve, anche molto prolungate e ripetute più volte. Le temperature sono poi tornate a salire e sulle coste si segnano valori superiori a 0°C. Nel grande nord la notte inizia a essere meno lunga del giorno, e man mano che ci si avvicina ai poli le temperature diurne crescono. Anche alle Svalbard si segna appena 1°C, con valori sottozero nel settore settentrionale – quello disabitato. Un territorio che in passato veniva raggiunto dalla banchisa polare e che ora non la vede più arrivare. Le Svalbard si trovano alla stessa latitudine della Groenlandia, dove però fa molto freddo sulla costa occidentale, dove il Vortice Polare canadese è piuttosto attivo, produttore di ondate di freddo che raggiungono il nord-est degli Stati Uniti d’America. Al momento là c’è una fase di estrema mitezza, ma nei prossimi giorni arriverà l’aria fredda dai Grandi Laghi, dove la temperatura si sta portando sotto 0°C.
Italia: il tepore di Pasqua cede, lunedì arriva il maltempo
In questa ampia panoramica europea ritorno sull’Italia, dove stiamo vivendo una fase calante del grande tepore vissuto tra Pasqua e Pasquetta, con un picco massimo nel giorno successivo a Pasquetta, soprattutto sui settori occidentali. A est la temperatura ha già iniziato a scendere, perché l’anticiclone si è spostato verso ovest, verso la Francia e la penisola iberica – quella penisola iberica attualmente investita dallo scirocco, dal vento che viene dal Nordafrica, che precede la bassa pressione portatasi sulle Isole Canarie e sul Marocco e che si porterà lunedì verso le Baleari e la Sardegna, portando forte maltempo su gran parte del Nord Italia e segnando uno stop a questa primavera. Poi, forse, tornerà un po’ di alta pressione e le temperature saliranno ancora.
Il clima cambia: le stagioni di mezzo si estremizzano
Secondo uno studio pubblicato recentemente dalla NOAA, la stagione estiva si sta prolungando – e di parecchio – invadendo l’autunno e la primavera. Eppure proprio in primavera abbiamo queste improvvise sfuriate di freddo, così come accade in autunno. Vi ricorderete che all’inizio dell’autunno, nel 2024, abbiamo avuto l’aria fredda dalla Siberia – quella che di solito giunge in pieno inverno e che invece non si era manifestata nella stagione fredda. La stessa cosa è successa in ottobre: in quel caso faceva già più freddo e la neve è caduta soprattutto sui Balcani fino a 200 metri di quota.
Le stagioni intermedie si stanno estremizzando, diventando più estreme al pari dell’estate e dell’inverno, che allo stesso tempo vedono rispettivamente temperature più alte e inverni più miti. Le stagioni di mezzo – la primavera in questo caso – vedono situazioni di fortissimi contrasti termici, che molto spesso determinano fenomeni violenti. Così succede che di botto si passi dal caldo estremo al freddo, creando molto disagio alle persone e danni in ambito agricolo.
Non siamo ancora fuori pericolo per un’eventuale ondata di freddo, anche perché quel Vortice Polare che porterà il freddo nel nord-est degli Stati Uniti d’America a breve avrà influenza anche sull’Europa, e al momento non sappiamo cosa causerà. L’Italia in qualche maniera è protetta dall’arco alpino e dal Mar Mediterraneo – sempre più mite rispetto all’Oceano Atlantico – ma alla fine anche da noi possono giungere questi eventi, e lo abbiamo già visto in passato.
Posso citare ancora una volta il maggio 2019, che credo sia emblematico, perché fa parte di quella serie di annate in cui il cambiamento climatico si è manifestato in modo furioso. È dal 2000 in poi che questo processo si è fatto notare con vigore crescente, eppure proprio in aprile e ai primi di maggio di quell’anno abbiamo avuto gelate sulle vallate alpine, sulla Francia, sulla Germania e altrove, causate da questi colpi di coda dell’inverno. Lo ribadisco: non siamo ancora fuori pericolo per quanto riguarda improvvise irruzioni di freddo invernale, anche se ovviamente attenuate dal fatto che la stagione primaverile è ormai molto avanzata e questi fenomeni sono generalmente di breve durata – eccetto il maggio 2019, che fu un mese davvero molto anomalo.
Attenzione, però: alla fine di quel maggio 2019 ci fu l’esordio del caldo – un caldo assurdo, che non ebbe un attimo di sosta e che si intensificò a dismisura nel giugno successivo, determinando una furiosa ondata di calore di lunga durata. Tutto questo può succedere, ed è il meteo estremo di cui vi parliamo. Non vogliamo fare allarmismo, spaventare o preoccupare. Vi raccontiamo il meteo e il clima, e siccome il clima è cambiato ed è estremo, dobbiamo per forza citare questi fenomeni meteorologici così fuori dalle regole, che tanto a volte fanno ansia, sembrano fuori posto, ci rovinano le giornate. Bisogna dirlo. Vedremo che cosa succederà.
Credit:
