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Ponte del 1 maggio: il meteo che non ti aspetti. Ecco l'evoluzione con le ultime, intriganti novità

Compromesse le speranze di caldo e bel tempo

Ci avviciniamo piano piano, anche se mancano ancora 10 giorni circa, al primo ponte festivo dell’anno, quello del 1 maggio, festa dei lavoratori, che cade di venerdì, consentendo un weekend più lungo.

L’interesse degli italiani, naturalmente, è volto alle condizioni del tempo che, convenzionalmente, in questo periodo dell’anno, tendono mediamente alla stabilità, data una avanzata fase primaverile. Le prospettive che vengono fuori dalla ultime indagini sul medio-lungo periodo, però, non sono molto confortanti e qualche cenno su possibili fastidi tra fine aprile e inizio anno lo abbiamo dato già in analisi pregresse.

Andando per gradi, più nell’immediato l’evoluzione computa l’azione di una moderata onda instabile settentrionale che, dopo aver apportato nella giornata di ieri diverse piogge sulle aree centro orientali del Nord, via via sposterebbe la sua azione anche verso il Centrosud e di più sulle aree adriatiche e relative appenniniche.

Tra le prossime ore, la notte e domani, piogge più diffuse su Emilia Romagna, Marche, Umbria e via via verso Abruzzo, Est Lazio, Molise e Centro Nord Puglia entro domani pomeriggio, qualcosa anche su Est Campania e su aree interne toscane nel pomeriggio sera di domani.

Nel frattempo, l’instabilità continuerebbe su diverse aree del Nord, anche a Ovest, su Piemonte e Liguria, andrebbe meglio, invece, sulle aree tirreniche centro meridionali e sulle isole maggiori.

Mercoledì 22, locali piogge o temporali ancora la Centro, tra Lazio e Abruzzo, altri sparsi al Sud, anche su Nordest Sicilia e occasionalmente sui rilievi sardi e su qualche settore alpino, altrove tempo in miglioramento.

Da rilevare, a seguire, ossia tra martedì sera notte e ancora più tra mercoledì e giovedì prossimi, il già annunciato calo termico anche significativo, specie per le aree alpine e adriatiche, fino a 10° in meno rispetto ai valori attuali e 6/7° sotto le medie tipiche del periodo, il tutto in un contesto con apprezzabile aumento della ventilazione settentrionale.

Insomma, quasi uno spacco simil invernale, specie al Centrosud e soprattutto sotto l’aspetto termico, per qualche giorno prossimo. Poi, però, l’evoluzione vedrebbe un generale miglioramento nei giorni a seguire e verso il fine settimana del 25 aprile con prospettive di temporanea rimonta anticiclonica, bel tempo ovunque e temperature in decisa ripresa.

Volgendo lo sguardo verso fine mese, però, la circolazione potrebbe tornare ad accusare disturbi. L’alta pressione, infatti, che assumerebbe una posizione ancora spiccatamente meridiana, potrebbe sbilanciarsi con i suoi massimi verso Ovest e mostrarsi decisamente più fiacca in corrispondenza del Mediterraneo centrale e dell’Italia.

Data la propensione a collocazione meridiana dell’alta, sul suo fianco orientale più debole correrebbe, stando ai dati attuali, il rischio di scorrimento di impulsi moderatamente freddi settentrionali che, dai settori scandinavi, potrebbero indirizzarsi proprio verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.

C’è una concreta possibilità, dunque, stando agli ultimissimi aggiornamenti mattutini odierni del modello europeo ECMWF, che gli ultimi giorni di aprile, a iniziare dal 27 al Nord e sul medio-alto Adriatico, poi verso buona parte del paese nei giorni a seguire, possano essere caratterizzati dal ritorno di una diffusa instabilità.

L’azione instabile, sempre a componente settentrionale, potrebbe insistere diffusamente sull’Italia anche sul ponte del 1 maggio, magari in misura minore, sebbene comunque con rischio di qualche fenomeno sparso, sulle aree centro-orientali delle isole maggiori, tra Toscana e Nord Lazio e sulla Pianura Padana.

Per di più, essendo la componente circolatoria a matrice settentrionale, sarebbe atteso un nuovo apprezzabile calo termico già dal 29/30 aprile al Nord e verso il medio Adriatico, poi, proprio dal 1 Maggio e per tutto il fine settimana successivo, calo termico apprezzabile anche sul resto della nazione, magari più sensibile sulle aree centro orientali del Nord e su quelle adriatiche e appenniniche centro settentrionali.

Questa tendenza sul Ponte del 1 Maggio è sulla base dei dati ultimissimi, per di più i primi che vedono una azione meridiana, per cui essi vanno confermati con le simulazioni prossime e vannpo confermati ancora più perchè si tratta di una tendenza a lungo termine, oltre i 10 giorni, suscettibile, naturalmente, di cambiamento anche significativo. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).