Ancora una volta avremo un affondo depressionario nord atlantico in una posizione pericolosissima: tra la Penisola Iberica e il Nord Africa. Pericolosissima perché alla luce degli eccessi termici di quest’ultimo periodo i contrasti tra l’aria fredda oceanica e quella ben più mite – per non dire calda – presente da quelle parti potrebbero sostenere fenomeni atmosferici molto forti.
L’affondo, lo ripetiamo, colpirà l’Europa occidentale sprofondando rapidamente sul Nord Africa. I centri di calcolo internazionali ci dicono che tra Marocco, settori meridionali della Penisola Iberica e Tunisia andrà a svilupparsi un’ampia struttura ciclonica. Un vero e proprio Ciclone Mediterraneo che ben presto allargherà le proprie maglie cicloniche sul Mediterraneo centrale.
Sull’esatto posizionamento ci si dovrà aggiornare cammin facendo, quel che emerge dall’analisi modellistiche odierna è il classico posizionamento afro-mediterraneo: a ridosso delle due Isole Maggiori. Per capirci: qualcosa di molto simile a quanto accaduto nel mese di Gennaio, allorquando – lo ricorderete – un insolito Ciclone invernale colpì pesantemente Sardegna, Sicilia, Calabria.
Difficile pronosticare entità e distribuzione dei fenomeni, tuttavia possiamo ipotizzare un netto coinvolgimento delle due Isole Maggiori e di una fetta abbondante del Sud Italia. Ma è giusto ripetersi: l’evoluzione barica è talmente complessa che andrà rivalutata nei prossimi giorni.
Non possiamo escludere, ad esempio, il coinvolgimento anche di altre aree dello stivale. Così come non possiamo escludere l’interazione tra il freddo presente sull’Europa orientale e la suddetta area ciclonica. Quel che dobbiamo aggiungere riguarda le temperature: sono attese in forte diminuzione.
E’ vero, l’irruzione artico continentale dell’Est Europa sembra non essere più in grado di coinvolgerci direttamente, tuttavia l’apertura del canale depressionario verso est potrebbe riservare qualche sorpresa. Sorpresa che a quel punto potrebbe sostenere contrasti termici ancora più marcati e conseguentemente fenomeni atmosferici ancora più pesanti.
Quel che è certo, per concludere, è che la situazione andrà monitorata con estrema attenzione e in tal senso il quadro previsionale andrà aggiornato giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto.
