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      Home ยป Pasqua 1995, tormenta di neve in mezza Italia
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo storico

      Pasqua 1995, tormenta di neve in mezza Italia

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 03/04/2026
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      6 Min Lettura
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      Neve di Pasqua 1995.

      Pasqua 1995, la nevicata che imbiancรฒ il Centro Italia ad aprile: oltre un metro di neve ad Avezzano

      La nevicata di Pasqua e Pasquetta del 1995 resta uno degli episodi piรน straordinari di neve tardiva primaverile del Novecento in Italia, concentrato soprattutto sul Centro Italia, Lazio e Abruzzo in primis. Pasqua cadde il 16 aprile 1995 (domenica) e Pasquetta il 17 aprile. Lโ€™ondata di freddo colpรฌ tra il 14 e il 17 aprile, con lโ€™apice tra la sera del Venerdรฌ Santo (14 aprile) e il Sabato Santo (15 aprile), seguita da strascichi fino alle prime ore di Pasqua. Un evento rimasto scolpito nella memoria collettiva โ€“ un autentico colpo di coda invernale che nessuno si aspettava a metร  aprile.

      Contents
      • Pasqua 1995, la nevicata che imbiancรฒ il Centro Italia ad aprile: oltre un metro di neve ad Avezzano
        • Le cause sinottiche: una configurazione barica anomala
        • Evoluzione temporale: dal Venerdรฌ Santo alla Pasquetta
        • Accumuli e zone colpite: i dati piรน significativi
        • Non fu un evento meteo isolato
        • Credit

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      Le cause sinottiche: una configurazione barica anomala

      Lโ€™evento fu determinato da un cambio barico decisamente anomalo per la metร  di aprile. Lโ€™Anticiclone delle Azzorre si spostรฒ verso nord, in direzione delle Isole Britanniche e del Mare del Nord, formando quasi un โ€œponteโ€ con lโ€™alta pressione russo-siberiana. Questo schema bloccante alimentรฒ un cut-off ciclonico โ€“ una goccia fredda di origine polare โ€“ inizialmente posizionato sui Balcani dallโ€™11 al 12 aprile.

      Tra il 13 e il 14 aprile la goccia fredda si mosse in modo retrogrado โ€“ da nord-est verso sud-ovest โ€“ sullโ€™Italia centrale, collocando Lazio e Abruzzo in zona di massima instabilitร , a sud-sudest del cut-off. In quota si registrarono temperature molto fredde (-27/-28ยฐC a 500 hPa), mentre in bassa troposfera persisteva un richiamo umido di origine mediterranea e africana. Il contrasto generรฒ forte instabilitร , rovesci temporaleschi e un โ€œriversamentoโ€ di aria fredda al suolo, favorendo neve anche a quote basse nonostante temperature positive in superficie, tra i 3 e i 4ยฐC in alcuni casi. Un meccanismo raro ma non inedito per chi studia la climatologia delle nevicate tardive in Italia.

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      Evoluzione temporale: dal Venerdรฌ Santo alla Pasquetta

      • 14 aprile (Venerdรฌ Santo): il peggioramento fu rapido a partire dalle ore centrali del giorno. I venti da sud ruotarono a grecale con un brusco calo termico e lโ€™inizio delle precipitazioni. Neve copiosa dalla sera.
      • 15 aprile (Sabato Santo): fase piรน intensa, con nevicate abbondanti e continue, soprattutto nella notte tra il 14 e il 15 aprile.
      • 16 aprile (Pasqua): ultimi strascichi nelle prime ore della giornata, poi graduale miglioramento.
      • 17 aprile (Pasquetta): tempo piรน stabile e soleggiato, con il manto nevoso ancora presente sopra i 500 metri circa.

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      Accumuli e zone colpite: i dati piรน significativi

      La neve raggiunse quote collinari (200-300 metri) in molte aree interne del Centro, con fiocchi segnalati anche nella periferia di Roma. Le zone piรน colpite furono Lazio e Abruzzo, in particolare la Marsica. Gli accumuli registrati restano tra i piรน significativi mai documentati per metร  aprile sul Centro Italia, come ricordano anche le cronache storiche sulle nevicate tardive di aprile.

      Lazio

      • Frosinone e media Valle Latina: circa 30 centimetri.
      • Alta Ciociaria e Monti Prenestini: fino a 35 centimetri.
      • Castelli Romani: 40-50 centimetri.
      • Stazioni specifiche: Allumiere (502 metri) 5 centimetri; Subiaco (458 metri) 10 centimetri; Affile (684 metri) 30 centimetri.
      • Fiocchi fino alle porte di Roma; accumuli significativi giร  a partire dai 300 metri sui colli.

      Abruzzo (Marsica, la zona piรน colpita)

      • Piana del Fucino e Avezzano (bassa quota): oltre 115 centimetri nella sola giornata del 15 aprile โ€“ fino a oltre un metro nelle aree piรน basse.
      • Zone oltre i 600-700 metri: oltre 50 centimetri quasi ovunque, con picchi superiori al metro sui rilievi.
      • Lโ€™Aquila: circa 30 centimetri.

      Altre regioni

      • Molise (Campobasso): 30-50 centimetri.
      • Appennino centro-settentrionale e zone interne del Centro-Nord: nevicate copiose, ma meno intense rispetto a Lazio e Abruzzo.

      In alcuni casi la neve cadde con temperature al suolo tra +3 e +4ยฐC, grazie allโ€™instabilitร  convettiva e ai rovesci intensi che trascinavano lโ€™aria piรน fredda verso il basso.

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      Non fu un evento meteo isolato

      Lโ€™evento causรฒ disagi al traffico e danni significativi alle coltivazioni: la neve bagnata fu seguita da gelate notturne per due notti consecutive, con il manto bianco che si mantenne per oltre quattro giorni sui versanti esposti a sud. Pasqua 1995 รจ considerata una delle nevicate piรน tardive e significative del Novecento per il Centro Italia, paragonabile solo a pochi altri colpi di coda primaverili, come quelli del 2001 o del 1991.

      Lโ€™episodio rimane un esempio classico di come, in presenza di configurazioni bariche estreme, la primavera possa riservare sorprese invernali anche a quote collinari.

      Aprile, dโ€™altronde, non รจ mai stato un mese immune dai colpi di coda del freddo: come ricorda anche la rassegna sulle nevicate tardive di fine aprile, episodi analoghi si sono ripetuti โ€“ con intensitร  variabile โ€“ nel 1980, nel 1991, nel 2001 e nel 2003

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      Credit

        • International Journal of Climatology โ€“ โ€œMediterranean winter snowfall variability over the past millenniumโ€ (Wiley/RMetS)
        • Weather and Climate Dynamics โ€“ โ€œAtmospheric blocking and weather extremes over the Euro-Atlantic regionโ€ (EGU/Copernicus)

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