
(METEOGIORNALE.IT) Vero e proprio colpo di coda di stampo invernale. Non sarà una semplice toccata e fuga. Avremo una Poderosa saccatura che condizionerà il meteo per diversi giorni. Proprio a ridosso di aprile, aspettiamoci invece temperature tipiche di inizio febbraio. Una anomalia marcata sull’Italia. Ma andiamo per gradi e scopriamo tutto in questo articolo.
L’analisi della situazione
Nel corso della prossima settimana assisteremo all’ingresso rapido di una circolazione depressionaria di origine fredda che andrà a posizionarsi nel bacino del Mediterraneo centrale. Questo vortice, previsto in transito sull’Italia tra mercoledì 25 e giovedì 26, tenderà a muoversi con una certa velocità verso le regioni del Centro-Sud.
Di conseguenza, il Nord Italia rimarrà in parte ai margini del peggioramento più intenso, anche se sarà la zona dove farà in assoluto più freddo. Addirittura, in quota potremmo avere delle temperature tipiche di gennaio per qualche ora.
Attenzione alla ventilazione!
Uno degli aspetti più rilevanti di questa fase sarà rappresentato dal vento. L’arrivo del poderoso e profondissimo sistema depressionario favorirà infatti l’attivazione di forti correnti di maestrale, che soffieranno con particolare intensità soprattutto sui settori occidentali e sulle due Isole Maggiori.
In queste zone si prevedono raffiche molto sostenute, in alcuni casi anche superiori ai 90-110 km/h, con conseguente aumento del moto ondoso e mari che potranno risultare agitati o addirittura in Burrasca. Non sarà paragonabile al ciclone Harry che abbiamo avuto in gennaio, ciò non toglie che risulterà l’ennesima fase di tempo da lupi e freddo.
Sarà quasi inverno!
A differenza di molte perturbazioni tipiche di questo periodo, spesso accompagnate da correnti miti e umide di scirocco, questa configurazione vedrà il prevalere di masse d’aria decisamente più fredde, provenienti da latitudini polari. Ciò comporterà un sensibile abbassamento delle temperature, con un clima tipico di febbraio.
Le precipitazioni nevose interesseranno non solo le Alpi, dove potranno risultare anche abbondanti lungo le aree di confine e arrivare persino nel fondovalle, ma potrebbero estendersi anche lungo la catena appenninica, raggiungendo quote relativamente basse per la stagione, localmente anche inferiori ai 700-1000 metri. Si tratterà quindi di un ulteriore episodio dal sapore invernale. Altro che primavera anticipata!

Attenzione ai contrasti
Come sempre accade in questi casi, attenzione ai contrasti. L’interazione tra masse d’aria di diversa origine genererà un’elevata instabilità, con lo sviluppo di fenomeni convettivi anche intensi. Sono attesi rovesci temporaleschi rapidi ma localmente di forte intensità, accompagnati da frequenti fulminazioni.
E, in alcune aree, dalla possibilità delle prime grandinate della stagione, non necessariamente piccole piccole. Le zone maggiormente esposte a questi fenomeni saranno il versante adriatico e le aree interne del Sud. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo!

