
(METEOGIORNALE.IT) Tre giorni tipici di febbraio. Perlomeno punto di vista termico. Lo scenario meteo europeo è alla vigilia di un vero e proprio ribaltone. Una massa d’aria fredda, di quelle tipiche delle fasi tardive invernali, si sta preparando a invadere il continente.
Certo, è ancora un po’ presto per definire con precisione decisa l’intensità e il percorso esatto, ma le elaborazioni modellistiche attuali indicano una tendenza oramai consolidata verso il freddo tardivo. Le aree più colpite dovrebbero essere quelle dell’Europa centro-orientale. Ma l’Italia sarà coinvolta in maniera comunque abbastanza decisa.
Cosa sta succedendo
Diamo un’occhiata all’alta pressione di origine atlantica. Invece di rimanere distesa verso est, come fa spesso, punterà verso latitudini decisamente più elevate. Questo movimento, in effetti, aprirebbe una vera e propria autostrada (penso che sia chiaro il senso metaforico) lungo il suo bordo orientale, favorendo la discesa di correnti fredde direttamente dall’Artico.
Tali masse d’aria potrebbero progressivamente dirigersi verso sud, arrivando a coinvolgere la nostra Penisola entro la fine della prossima settimana. Tra i vari scenari ipotizzati, uno in particolare, basato su una configurazione meteo proposta dal modello europeo, c’è quella dell’isolamento di un enorme goccia fredda che dovrebbe stazionare per almeno 4 giorni sul nostro paese.
Si tratta di una soluzione che privilegia condizioni più fredde rispetto alla media, pur rimanendo entro limiti comunque tipici del periodo. Ecco perché non vogliamo fare proclami di gelo e neve, ma il freddo che dovrebbe perdurare per qualche giorno è comunque di una discreta intensità.

Cosa ci dobbiamo aspettare
Nel caso in cui tale configurazione si concretizzasse, l’Europa centrale verrebbe investita da un’ondata di freddo di rilievo, con temperature a circa 1500 metri tipiche di gennaio. In Italia, le Alpi mureranno in parte il freddo, ma comunque le temperature risulteranno stesso al di sotto delle medie.
Discorso diverso per i versanti adriatici, decisamente più interessati dal freddo continentale. Per quanto riguarda le precipitazioni e i fenomeni associati, beh, la previsione resta particolarmente incerta. Ricordiamo che, come sempre accade in questi casi, anche minime variazioni nella traiettoria della massa d’aria fredda potrebbero determinare differenze sostanziali nella distribuzione degli effetti delle piogge sulle varie regioni.
Attualmente, le proiezioni sembrano indicare un maggiore coinvolgimento delle regioni centro-meridionali, mentre il Nord dovrebbe, senza mezzi termini, rimanere molto ai margini, in particolare le aree occidentali. Come si evince dalla cartina.

Clima compromesso a lungo?
Guardando un po’ più in là, verso l’inizio di aprile, le simulazioni non mostrano ritorni di alte pressioni. Queste ultime dovrebbero rimanere sempre a latitudini piuttosto settentrionali. Questa configurazione favorirebbe ancora l’afflusso di correnti fredde verso l’Italia.
Mantenendo condizioni di instabilità diffusa e temperature più tipiche di inizio marzo che del mese di aprile. Insomma, pare proprio che il prossimo mese parta in maniera zoppicante. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per l’evolvere del tempo e per capire quando ritornerà il caldo primaverile da 25 gradi.

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