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      Home » Temperature ancora più giù, l’inverno travolgente a fine marzo
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      Temperature ancora più giù, l’inverno travolgente a fine marzo

      L’inverno non molla, un affondo polare potrebbe colpire in pieno l’Italia nel cuore della prossima settimana

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 19/03/2026
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      5 Min Lettura
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      Freddo invernale tardivo all'assalto
      Affondo freddo la prossima settimana

       

      Contents
      • Il blocco scandinavo e l’aria fredda
      • Italia ostaggio del gelo a fine marzo
      • Nevicate e crollo termico
      • Il ruolo chiave del Vortice Polare
      • Prospettive fino a Pasqua

      Credevamo di essercela cavata, ma il meteo marzolino è notoriamente avvezzo ai bruschi capovolgimenti. La primavera dovrà pazientare perché l’inverno, diciamolo francamente, si sta preparando a un colpo di coda notevole. Proprio quando i giardini iniziano a fiorire, le carte meteorologiche disegnano scenari ben diversi, con una stagione che sembra andare all’incontrario.

       

      Il blocco scandinavo e l’aria fredda

      Ma cosa sta succedendo esattamente? Un ponte di alta pressione si mantiene saldo con forza sul Nord Europa. Un posizionamento strategico, insomma, che agisce come uno scudo contro i miti venti atlantici. Tuttavia, questo sbarramento crea un canale di scorrimento perfetto sul suo bordo orientale. Ed è proprio lì che si stanno accumulando masse d’aria artica, pronte a scendere verso sud.

       

      Il ponte di alta pressione collasserà nel corso della prossima settimana con il getto pronto ad ondularsi in maniera marcata, confermando uno schema favorevole a scambi meridiani. Una profonda saccatura polare sprofonderà dalla Scandinavia, puntando dritto verso il Mediterraneo. L’anticiclone atlantico si allungherà verso l’Islanda, creando uno scivolo perfetto per l’aria fredda in rotta fino alle nostre latitudini.

       

      Italia ostaggio del gelo a fine marzo

      Per l’Italia, l’impatto si annuncia decisamente movimentato. Le attuali simulazioni mostrano un netto calo delle temperature nella seconda parte della prossima settimana. Più o meno tra il 25 e il 26 marzo, le prime avvisaglie del gelo artico-marittimo faranno capolino, annunciate da un fronte d’irruzione fredda. All’inizio della prossima settimana la situazione sarà ancora tranquilla, ma è solo la calma prima della tempesta (e chi pensava di aver già conservato il piumone farebbe bene a ricredersi).

       

      Dunque, ci attendiamo uno scenario invernale a tutti gli effetti, ancor più imponente di questi giorni. Un vortice ciclonico potrebbe approfondirsi sul Mediterraneo centrale, innescando precipitazioni sparse e, soprattutto, venti forti. E che venti! Più o meno su tutte le regioni centrali e meridionali sentiremo l’irruzione fredda con piogge, rovesci, grandine e anche la neve sotto i 1000 metri.

       

      Nevicate e crollo termico

      Quello annunciato appare come un crollo termico notevole, con valori che si porteranno decisamente sotto la media stagionale per diversi giorni. Le precipitazioni potrebbero essere abbondanti, localmente superiori alla norma, alimentate dai contrasti tra l’aria gelida in quota e le acque superficiali del mare. Altra neve, dunque, tornerà a imbiancare i nostri rilievi, non solo sulle Alpi, ma anche lungo l’Appennino a quote decisamente basse per il periodo. Un colpo di coda che sembra quasi non voler finire più, dato che alcuni modelli proiettano questa instabilità fredda fin verso la Pasqua.

       

      Il ruolo chiave del Vortice Polare

      Ma la vera origine di tutto questo scompiglio non è locale. Per capirla, dobbiamo alzare lo sguardo molto in alto, fino alla stratosfera. Il Vortice Polare, che ha dominato l’inverno, sta attraversando una fase di collasso, che peraltro precede di poco il Final Warming. Questo riscaldamento finale stratosferico, che avviene puntualmente ogni primavera, è quest’anno particolarmente intenso e “distruttivo”. Quando il Vortice Polare si indebolisce drasticamente, tende a frammentarsi con grosse ripercussioni anche in troposfera. L’aria fredda, prima confinata alle latitudini polari, è libera di “scivolare” verso sud attraverso affondi meridiani. È proprio quello che stiamo per vivere: una di queste frammentazioni ci colpirà in pieno.

       

      Prospettive fino a Pasqua

      Anche se siamo ancora nel campo delle tendenze, la linea è ormai tracciata dai principali modelli meteorologici mondiali. Certo, la traiettoria esatta dell’irruzione fredda artica potrebbe subire delle lievi variazioni nei prossimi giorni – è normale che sia così – modificando la distribuzione delle piogge e della neve. Ma l’impianto generale è confermato. L’inverno ci ricorda quanto possa essere imprevedibile il clima, anche quando la primavera sembra ormai arrivata. Sarà una Pasqua con la copertina? Probabile. Ma monitoriamo costantemente gli aggiornamenti perché, nella meteo, non si sa mai.

       

      Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.

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      TAG:calo temperaturecolpo di coda invernaleirruzione articaneve appenninoprevisioni pasqua
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