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Vigilia dei super temporali anche nel Nord Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
14 Mar 2026 - 17:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Temporali in Val Padana, vigilia di stagione.

Val Padana, catino esplosivo per i temporali

(METEOGIORNALE.IT) Ovviamente siamo sempre nel campo delle ipotesi, ma ipotesi supportate da modelli matematici e analisi approfondite, attraverso l’ausilio di documentazione scientifica. Abbiamo cercato di comprendere come potrebbe evolvere la stagione temporalesca sulle regioni settentrionali italiane, in particolare sulla Pianura Padana, un’area che si potrebbe definire quella italiana con il maggior rischio di temporali di forte intensità.

 

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Qui si generano, durante il periodo più caldo dell’anno, ma già dal mese di Aprile, le condizioni ideali per lo sviluppo di nubi a fortissimo sviluppo verticale e poi di temporali che possono assumere intensità estrema. In questi giorni abbiamo visto violenti temporali sul Lazio, con quantitativi di pioggia veramente considerevoli. C’è un elemento che non può essere trascurato, proprio quanto accaduto nel Lazio dimostra come l’atmosfera sia carica di umidità e quanto possa essere attiva la stagione temporalesca sulle regioni del Nord Italia, in particolare sulla Pianura Padana, dove nelle prossime settimane avremo il primo avvio dei fenomeni temporaleschi.

 

È probabile che Marzo veda solo alcune circostanze temporalesche, in quanto c’è una situazione estremamente caotica. Si potrebbe avere un sensibile abbassamento della temperatura, quindi minore energia a disposizione. Tuttavia, va detto che i mari sono molto caldi, quindi i temporali magari si potrebbero evolvere soprattutto in Liguria; allo stesso tempo, non appena la temperatura comincerà a salire nelle ore pomeridiane per effetto della radiazione solare, che è in crescita, i temporali giungeranno in Pianura Padana improvvisamente e soprattutto con intensità spesso estrema.

 

Grandine devastante

Ed è proprio questo il problema. Infatti, potrebbero poi essere accompagnati da grandinate anche devastanti e, in questo caso, sappiamo molto bene che la grandine può procurare molti danni sia alle cose, parliamo di auto e non solo, sia in agricoltura, oltre che all’ambiente naturale. Possiamo pensare alla vegetazione che si è appena risvegliata dal letargo invernale.

 

La grandine in Pianura Padana durante la stagione estiva procura molti danni. Tuttavia, ci sono annate estremamente grandinigene e altre molto meno. In particolare, estremamente ricca di grandinate fu quella del 2024, mentre nel 2025 ci furono meno grandinate e temporali meno violenti. In particolare, nel Luglio 2024 si ebbe una situazione, tra il 20 e il 25, veramente estrema, con supercelle a raffica, si potrebbe dire, da ovest verso est: temporali che hanno procurato anche grandinate con chicchi talmente giganteschi da danneggiare le abitazioni.

 

Downburst

Ma non solo. Questi temporali furono accompagnati da quel vento del temporale chiamato downburst, capace di soffiare con raffiche a 150 km/h se non oltre e quindi di essere assimilato, come danni, persino a quelli di una tromba d’aria. Ma attenzione, sono due fenomeni estremamente differenti, perché la tromba d’aria colpisce un’area molto ristretta, mentre il vento del temporale si propaga quasi a 360° e interessa aree amplissime, a volte anche di diversi chilometri quadrati, procurando danni come quelli di portar via i tetti da alcune abitazioni, strappare gli alberi dal suolo, addirittura sollevare automobili.

 

Le raffiche giungono praticamente improvvise e quindi le strutture, ma anche la vegetazione, si trovano colpite da questa sorta di colpo di frusta che il vento del temporale determina. Infatti, un vento che progressivamente aumenta d’intensità procura danni minori; invece, questo tipo di ventilazione improvvisa e violenta, con raffiche che, come ho detto, superano anche i 100 km/h e possono raggiungere i 150 km/h, arriva all’improvviso. La vegetazione viene immediatamente sottoposta a uno stress notevolissimo ed ecco perché si registrano danni rilevanti, alberi che cadono e quindi intralci alla circolazione stradale e ferroviaria.

 

Questi fenomeni sono particolarmente pericolosi. Sono, tra l’altro, molto pericolosi anche per quanto riguarda gli aeroporti. Infatti, durante temporali così intensi, capita che lo scalo aereo venga chiuso temporaneamente, in attesa che il fenomeno atmosferico cessi o si sposti.

 

Arriva La Niña

Non possiamo fare previsioni puntuali sui temporali della prossima estate, però ci sono due elementi che iniziano a essere interessanti per poter fare un’analisi. Il primo è il fatto che avremo il passaggio della La Niña verso El Niño, e El Niño genera ondate di calore maggiori, mentre La Niña attenua le temperature. Ci troviamo, tra le altre cose, in un globo che si è riscaldato e, nonostante La Niña, abbiamo avuto sempre mesi più caldi rispetto a quelli precedenti a livello storico in tutto il pianeta. Parliamo di temperature globali, ovviamente.

 

Mediterraneo molto caldo

E poi parliamo di Mediterraneo molto caldo, che misura temperature anche di 4°C superiori alla media. Magari, con il fatto che nelle prossime settimane ci potrà essere un’attenuazione della calura, il riscaldamento si ridurrà, ma abbiamo un calore che si chiama latente, cioè tutti gli specchi d’acqua, quindi laghi e mari, trattengono il calore e rilasciano umidità. E questa umidità, tra le altre cose, viene rilasciata in grosse quantità, specialmente quando arriva dell’aria fredda, perché si creano quindi contrasti termici. Le superfici marine e lacustri tendono a rilasciare grosse quantità di vapore acqueo, ed ecco che si formano le nubi e quindi poi le precipitazioni, da cui derivano questi eventi precipitativi violentissimi.

 

Voglio solo ricordare i fenomeni che sono appena avvenuti nella provincia di Roma e nel Lazio, sino al Viterbese, con accumuli che hanno superato durante i temporali anche i 100 mm di pioggia, sono quantitativi veramente considerevoli.

 

Ora, noi stiamo parlando dell’Italia, ma abbiamo dati e informazioni anche da altre parti del mondo, dove questi fenomeni si stanno verificando. Posso citare, solo per esempio, quello che sta succedendo negli Stati Uniti d’America, dove improvvisamente è arrivato il caldo e a breve giungerà un’irruzione di aria fredda di origine artica dal Canada, e ve ne ho parlato in un altro articolo. Ecco, con l’arrivo dell’aria calda si sono formati temporali a multicella, con temporali e trombe d’aria, anzi, da loro vengono chiamati tornado. Questi hanno procurato anche vittime e poi grandinate devastanti.

 

Tutto ciò in modo precoce, bisogna dire, perché sono fenomeni molto insoliti. Questi fenomeni a Marzo, tra le altre cose, sono anomali. Un tornado di estrema violenza si è verificato nel Michigan, che è uno Stato del Nord, siamo nella zona dei Grandi Laghi, dove solo qualche settimana prima, anzi che dire, forse appena dieci giorni prima, c’erano temperature sotto gli 0°C e addirittura nei fiumi scorrevano ancora i ghiacci dell’inverno freddissimo che si è avuto da quelle parti.

 

Questo è meteo estremo dovuto dal cambiamento del clima

Insomma, siamo davanti a una situazione che tende a essere di meteo estremo, e quindi parlarne è necessario. Parliamo di Meteo Estremo derivante dal Cambiamento Climatico, lo ricordo ancora, si chiama così, non possiamo definirlo diversamente. E questo è causato, con altissima percentuale, dalle attività umane. Purtroppo niente, o troppo poco, si fa per ridurre la nostra presenza dannosa su questo pianeta. Anzi, con gli ultimi eventi, con la guerra sostanzialmente esplosa nel sud del Medioriente, purtroppo non si fa altro che inquinare il nostro pianeta e soprattutto l’atmosfera, in questo caso, oltre che l’ambiente naturale.

Di certo non si spendono miliardi di dollari o di euro per la difesa della nostra casa. Invece, vogliamo a tratti distruggerla perché non ci sta bene qualcosa. E si chiama guerra.

  (METEOGIORNALE.IT)

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro europeo di riferimento per le previsioni meteorologiche numeriche e l’analisi climatica
  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Agenzia statunitense per oceani e atmosfera con dati su fenomeni ENSO e climatologia
  • World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione mondiale per la meteorologia e i sistemi di allerta meteo
  • Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – Organo scientifico dell’ONU sulla valutazione del Cambiamento Climatico
  • Copernicus Climate Change Service – Programma europeo di monitoraggio climatico e dei fenomeni meteo estremi
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Tags: downburst raffiche ventoel niño la niña climagrandine grandini chicchimeteo estremo cambiamento climaticopianura padana temporalisupercelle temporalschetemporali nord italia
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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