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El Niño e La Niña: il 2025 sarà un altro anno sconvolgente per il meteo globale

Luca Martini di Luca Martini
27 Gen 2025 - 12:20
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il 2025 si preannuncia come un anno di grande interesse per la meteo, con l’attenzione degli scienziati rivolta all’influenza di El Niño e La Niña sul clima mondiale. Nonostante il fenomeno di La Niña possa temporaneamente attenuare l’aumento delle temperature globali, il pianeta continua a riscaldarsi a ritmi preoccupanti, alimentato dall’accumulo di gas serra nell’atmosfera.

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Il contesto climatico: un 2024 da record e le prospettive per il 2025

Il 2024 è stato segnato da temperature globali senza precedenti, superando per la prima volta il limite di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, obiettivo fissato dall’Accordo di Parigi. Questo record è stato in parte attribuito all’effetto amplificante di un forte El Niño, che ha contribuito al riscaldamento globale.

Guardando al 2025, il ritorno di La Niña generalmente provoca un lieve raffreddamento delle temperature globali. Tuttavia, secondo il Met Office britannico, anche senza l’influenza di El Niño, il 2025 rimarrà tra i tre anni più caldi mai registrati. Ciò evidenzia come il trend del riscaldamento globale sia ormai consolidato, indipendentemente dai cicli climatici naturali.

 

El Niño e La Niña: due forze opposte

I fenomeni El Niño e La Niña rappresentano due estremi di un ciclo climatico che si sviluppa nell’Oceano Pacifico e influenza il meteo su scala globale.

El Niño si verifica quando gli alisei, i venti che soffiano normalmente da est verso ovest nel Pacifico, si indeboliscono o si invertono, causando un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nell’area orientale del Pacifico. Questo fenomeno è spesso associato a periodi di siccità in alcune regioni, mentre altre aree, come il Sudamerica, possono sperimentare piogge torrenziali.

 

La Niña, al contrario, si manifesta quando gli alisei si intensificano, spingendo le acque calde verso l’Oceano Pacifico occidentale e causando un raffreddamento delle acque nell’area orientale. Questo fenomeno è legato a precipitazioni abbondanti in zone come l’Australia settentrionale, il Brasile e l’Africa sud-orientale, mentre altre regioni possono subire periodi di siccità prolungata.

Questi cicli, che si alternano ogni due-sette anni, esercitano un’influenza profonda sul clima globale, modificando schemi di precipitazioni, temperature e fenomeni meteorologici estremi.

 

Le previsioni per il meteo globale nel 2025

Le condizioni di La Niña che stanno emergendo in questo periodo, possono causare un raffreddamento temporaneo delle temperature medie globali. Tuttavia, il segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, Celeste Saulo, ha evidenziato che qualsiasi raffreddamento sarà limitato e transitorio, poiché il riscaldamento globale continua a intensificarsi a causa delle emissioni di gas serra.

Anche in assenza di un fenomeno El Niño attivo, le temperature attese per il 2025 saranno comunque superiori a quelle registrate in passato, confermando il trend preoccupante dell’aumento costante del calore globale.

Un confronto significativo riguarda il 2016, anno caratterizzato da un potente El Niño che contribuì a renderlo il più caldo mai registrato fino ad allora. Nonostante ciò, anni più recenti, anche senza eventi El Niño particolarmente forti, hanno mostrato temperature superiori a quelle del 2016, dimostrando che l’effetto del cambiamento climatico è ormai predominante.

 

Il superamento della soglia di 1,5 °C

Il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, nel 2024 ha acceso il dibattito sul rispetto dell’Accordo di Parigi. Sebbene gli scienziati sottolineino che il superamento di questa soglia non rappresenta ancora una violazione ufficiale, in quanto sarebbe necessario un riscaldamento persistente per oltre 20-30 anni, l’evento rappresenta un segnale d’allarme.

Questo scenario sottolinea la crescente frequenza di eventi climatici estremi, come ondate di calore, siccità e cicloni tropicali, che continuano a mettere sotto pressione ecosistemi e popolazioni umane.

 

Cambiamento climatico e cicli naturali

Il legame tra il cambiamento climatico e i fenomeni El Niño e La Niña rimane oggetto di studio. Gli scienziati stanno cercando di comprendere come il riscaldamento globale stia modificando l’intensità e la frequenza di questi eventi naturali. Si sospetta che il cambiamento climatico possa amplificare gli effetti di El Niño e La Niña, rendendoli più estremi e imprevedibili.

Con l’arrivo del 2025, l’attenzione si concentrerà su come questi fenomeni influenzeranno il meteo globale e su come le temperature in aumento continueranno a modellare il clima del pianeta. (METEOGIORNALE.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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