
(METEOGIORNALE.IT) Con il ritorno dell’alta pressione in pianta stabile nel Mediterraneo — praticamente da oltre due settimane — sono di nuovo aumentati vertiginosamente i livelli di inquinamento sulla Val Padana e nelle principali città d’Italia. La “calma piatta” indotta dall’alta pressione ha quasi del tutto annullato la presenza del vento, agente atmosferico assolutamente fondamentale per i ricambi d’aria, in grado di allontanare gli inquinanti dei principali centri urbani e i poli industriali.
Inquinamento, smog e polveri sottili in forte aumento
La situazione è critica: sono bastate appena due settimane di alta pressione e assenza di vento per far impennare i livelli di smog, inquinanti vari e soprattutto i temibili pm10, ovvero le polveri sottili di piccolissimo diametro (uguale o inferiore ai 10 micron). Dalla mappa che vi mostriamo si può notare l’attuale concentrazione di pm10 sull’Europa meridionale, inclusa l’Italia.

Le polveri sottili sono particelle microscopiche che rimangono sospese nell’aria e che, proprio a causa delle loro dimensioni ridottissime, possono essere facilmente inalate. Il PM10 rappresenta solo una parte di queste particelle: esistono anche frazioni ancora più piccole, come il PM2.5 o il PM1, che riescono a penetrare ancora più in profondità nel sistema respiratorio. In presenza di anticicloni persistenti queste polveri restano sospese nei bassi strati per giorni, aumentando gradualmente la loro concentrazione.
I fattori principali che favoriscono l’aumento dello smog sono:
- assenza di vento e ricambio d’aria
- persistenza prolungata dell’alta pressione
Val Padana tra le aree più inquinate d’Europa
La val padana è una delle zone più inquinate d’Europa, al pari di Francia e Germania. Messa peggio, come estensione e concentrazione di inquinamento, la Polonia. In particolare tra Piemonte e Lombardia spiccano concentrazioni elevatissime di pm10, addirittura di oltre 80-90 microgrammi per metro cubo.
L’orografia del territorio purtroppo non aiuta: la val padana è un catino protetto dalle montagne e di conseguenza l’aria tende a ristagnare molto più facilmente rispetto ad altri territori. Ed ecco come mai l’inquinamento aumenta giorno dopo giorno, tanto più insiste l’alta pressione nel Mediterraneo.
La conformazione geografica della pianura padana gioca un ruolo decisivo in questo fenomeno. L’area è circondata da catene montuose su quasi tutti i lati, dalle Alpi agli Appennini, e questo rende molto difficile il ricambio naturale dell’aria. Quando manca il vento e l’atmosfera è stabile, si crea una vera e propria “bolla” di aria stagnante.
Le cause principali dell’accumulo di inquinanti nella pianura padana sono:
- orografia chiusa tra Alpi e Appennini
- frequenti fenomeni di inversione termica
Anche l’inversione termica contribuisce ad aggravare la situazione: l’aria più fredda resta nei bassi strati mentre quella più mite si dispone al di sopra, formando una sorta di coperchio che impedisce la dispersione degli inquinanti.
Smog elevato anche nelle grandi città
Non se la passano molto meglio anche città come Bari, Roma e Napoli, che possiedono concentrazioni di polveri sottili superiori ai 20-30 microgrammi per metro cubo.
In queste città il fenomeno è meno estremo rispetto alla Val Padana, ma la lunga permanenza dell’alta pressione favorisce comunque l’accumulo di particolato. Il traffico urbano e la densità abitativa contribuiscono a mantenere livelli di smog significativi, soprattutto nei giorni caratterizzati da calma di vento e umidità elevata.
Quando tornerà il ricambio d’aria
Ma quando ci sarà un miglioramento? Fin quando l’alta pressione non si schioderà del tutto dal Mediterraneo assisteremo sempre alla solita solfa. Anzi, nei prossimi giorni le concentrazioni di inquinamento aumenteranno ancor di più soprattutto in Val Padana.
Al centro-sud ci sarà spazio per qualche improvviso scroscio di pioggia che proverà a ripulire l’aria. Tuttavia per un vero e proprio ricambio d’aria bisognerà aspettare una perturbazione atlantica degna di nota e questa potrebbe arrivare a metà marzo, a partire dal prossimo weekend.
Questa analisi sull’aumento dell’inquinamento in Italia è stata realizzata considerando gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici internazionali, tra cui il modello GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, utilizzati per valutare la persistenza dell’alta pressione e le prospettive di ricambio d’aria sul Mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)
