
(METEOGIORNALE.IT) La situazione meteo sul Mediterraneo centrale continua a presentare caratteristiche di notevole staticità. Le più recenti immagini satellitari all’infrarosso mostrano chiaramente una vasta banda nuvolosa distesa sul bacino centrale del Mediterraneo, collegata a una depressione che mantiene il proprio minimo barico a sud delle Baleari. Si tratta di una configurazione ormai presente da diversi giorni e che tende a muoversi molto lentamente, determinando una fase atmosferica poco dinamica ma comunque dominata da una diffusa copertura nuvolosa.
Osservando la distribuzione delle precipitazioni nel dettaglio, emerge come i fenomeni più significativi si stiano concentrando lontano dall’Italia. In particolare è il sud della Francia, soprattutto le aree affacciate sul Golfo del Leone, a registrare le piogge più intense e persistenti. Qui le correnti umide richiamate dalla depressione trovano condizioni favorevoli per alimentare sistemi nuvolosi più attivi.
Sul nostro Paese, invece, la situazione appare decisamente più tranquilla. Le nuvole non mancano e spesso il cielo si presenta velato o lattiginoso, ma le precipitazioni risultano nel complesso molto limitate. Solo la Sardegna orientale ha visto qualche pioggia nelle prime ore della giornata, mentre sul resto delle regioni prevalgono nubi irregolari senza fenomeni degni di nota.
In questa fase contribuisce anche il trasporto di pulviscolo desertico, il cosiddetto plume sahariano. Le correnti meridionali che scorrono davanti alla depressione iberica stanno infatti trascinando verso il Mediterraneo masse d’aria cariche di sabbia proveniente dal Nord Africa. Il risultato è un cielo spesso opaco, con una luminosità attenuata e una nuvolosità che appare più diffusa ma meno produttiva dal punto di vista delle precipitazioni.
Questo quadro rientra pienamente in una configurazione di “stallo atmosferico”. La depressione iberica continua a ricevere energia in modo intermittente ma non abbastanza da innescare una vera evoluzione perturbata verso il Mediterraneo centrale. In sostanza il sistema resta quasi ancorato alla stessa area, mantenendo una circolazione meridionale che favorisce nuvole diffuse ma non perturbazioni organizzate sull’Italia.
Tuttavia lo scenario potrebbe cambiare nel corso dei prossimi giorni. I modelli previsionali iniziano infatti a intravedere un possibile rafforzamento della dinamica atlantica proprio in prossimità della metà del mese. Un nuovo afflusso di aria più fredda dall’Atlantico potrebbe affondare verso la penisola iberica, andando ad alimentare e approfondire ulteriormente la depressione già presente in quella zona.
Quando l’Atlantico torna a spingere con decisione su quel settore del continente europeo, il Mediterraneo spesso diventa il teatro di evoluzioni più vivaci. L’approfondimento di una nuova struttura ciclonica potrebbe infatti riattivare il flusso perturbato da ovest, aprendo la strada a sistemi nuvolosi più organizzati e a precipitazioni più diffuse.
Naturalmente serviranno ancora alcuni aggiornamenti per definire con precisione tempi e modalità di questa possibile evoluzione. Ma la tendenza appare ormai abbastanza chiara: l’attuale fase statica potrebbe rappresentare soltanto una parentesi prima di un contesto più dinamico.
In altre parole, dopo giorni dominati da nuvole, pulviscolo sahariano e fenomeni sporadici, la situazione meteo potrebbe cambiare volto proprio attorno alla metà del mese, quando il motore atlantico proverà a riaccendere il maltempo sul Mediterraneo e, potenzialmente, anche su parte delle regioni italiane.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
