
(METEOGIORNALE.IT) Split del Vortice Polare. Solo per questo motivo molte persone sono allettate dall’idea. Ma c’è un problema. Lo andiamo a vedere più tardi. In questo articolo cerchiamo di capire che cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane a livello europeo.
In queste ore
Potremmo assistere a una violenta inversione dei venti nell’alta stratosfera a migliaia di metri di altezza. Una trentina di chilometri circa. Il vortice si spezzerà letteralmente in due tronconi, andando a piazzarsi tra la Siberia e il Canada.
In gergo tecnico, quando i venti zonali si invertono in questo modo, si parla di Major Sudden Stratospheric Warming, ovvero un riscaldamento stratosferico particolarmente forte. È il secondo di questa stagione, dopo quello decisamente più fiacco di novembre.
Gelo e neve?
Attenzione, però, a non farsi illusioni. Vortice spaccato uguale gelo siderale e neve in pianura? Non esattamente. Spesso si crea questa aspettativa, ma la realtà, come sempre accade in campo meteo, è decisamente più complessa.
Questo vale ancora di più quando il pattern meteorologico a livello del suolo rema decisamente contro. In questo episodio specifico, la ferita del vortice rimarrà confinata alle alte quote. Molto probabilmente, allorquando scenderà verso la troposfera, il segnale si perderà praticamente con sicurezza. Insomma, al momento non emerge alcuna evidenza di un’ondata di freddo dritta verso l’Italia.
Perché potrebbe essere un’altra occasione persa
Quando capita uno split che riesce provocare un’onda gelida, la corrente a getto frena bruscamente. Si formano dei grossi blocchi anticiclonici a nord. Ed è facile che una colata fredda punti nel Mediterraneo. Stavolta no, o perlomeno non in modo interessante. Chiariamo il seguente concetto.
L’energia scatenata dalle onde planetarie in quota ha sì distrutto la compattezza del vortice, ma fatica a propagarsi verso il basso. Potrebbe solamente enfatizzare un pelo l’anomalia. Ma niente proclami di freddo. Niente rivoluzioni epocali, in effetti.
Le vere conseguenze per noi
Ricordiamo che non dobbiamo sempre guardare cosa succede a 30 km di quota. La troposfera è il nostro palcoscenico. Qui si fanno le regole del tempo che ci governa. Se manca una buona predisposizione per i blocchi settentrionali, un evento stratosferico isolato serve a ben poco. E questo potrebbe essere ancora una volta un’occasione sprecata.
Affinché la situazione si ribalti, serve un innesco dal basso che attualmente proprio non si vede. Ma nemmeno col binocolo. E se la troposfera non risponde alla chiamata, gli effetti di questo stravolgimento in quota resteranno confinati. Questo vuol dire che può fare tutti gli Stratwarming di questo mondo, ma se troposfera e stratosfera non comunicano, le condizioni meteo a livello mediterraneo rimangono pressoché invariate. E vincerò l’anticiclone, anche stavolta.
