
(METEOGIORNALE.IT) Mentre si parla del meteo dei prossimi giorni, si comincia a delineare quello che potrebbe succedere verso Pasqua. Ormai Pasqua, in effetti, è piuttosto vicina: non manca tanto tempo e abbiamo già le prime informazioni, che al momento devo dire non sono affatto buone.
Orbene, è opportuno evidenziare che le previsioni per Pasqua, nel caso del lungo termine, sono soggette a fortissime variazioni. Tuttavia, da giorni osserviamo un trend che vede la formazione di alte pressioni nel nord dell’Europa e di basse pressioni nella fascia meridionale. La posizione delle alte pressioni nel nord dell’Europa, e poi delle basse pressioni più a sud, favorisce lo scorrimento di correnti da est. In sostanza, dovrebbe arrivare aria più fredda e questo vuol dire anche un abbassamento della temperatura, che comunque dovrebbe precedere il periodo pasquale. Non vuol dire che Pasqua sarà fredda.

Pertanto, non abbiamo ancora informazioni di buona attendibilità per il giorno di Pasqua. Possiamo averle solo per il periodo precedente a quello pasquale e, per questa fase, il denominatore comune di tutti i modelli matematici è il freddo: un freddo comunque primaverile, ma con un sapore invernale. Laddove, però, ci saranno delle precipitazioni, queste riverseranno verso il basso l’aria fredda, riducendo sensibilmente la quota neve, un po’ come quello che è atteso nella nottata tra sabato e domenica.
Sostanzialmente, che cosa succede? Una perturbazione, quando è di una certa robustezza, determina precipitazioni che possono essere anche consistenti, come abbiamo visto circa una settimana fa. Le precipitazioni consistenti riversano verso il basso l’aria fredda: magari con zero termico a circa 1200 o 1300 metri, potremmo avere addirittura nevicate anche a 300 metri sul livello del mare. Questo è successo, ad esempio, nella località di Domodossola, nel Piemonte settentrionale, l’altro giorno.
Questo fenomeno non è isolato. Succede soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane. Lo abbiamo visto in settimana, con nevicate cadute anche sotto i 700 metri di quota, eppure non è arrivato un impulso così gelido da est. Tuttavia, un impulso gelido nel mese di marzo porterebbe la neve anche sulle coste, e dobbiamo ricordarlo. Ad esempio, attorno al 18 marzo 2013 ci fu un’abbondantissima nevicata sulle regioni settentrionali, in Pianura Padana: tutta la pianura fu colpita da una forte nevicata, in particolare nel settore centro-occidentale.
Ora, sono fenomeni atmosferici che sembrano distanti epoche umane lunghissime, ma non è realmente così, perché comunque si tratta solo di 13 anni fa. Da allora abbiamo osservato una sinottica atmosferica che ha, per così dire, modificato il tempo invernale. Un tempo invernale che non ha più prodotto quelle nevicate che vedevamo più o meno tutti gli anni sino al 2013 e anche per parte del 2014.
Però ora ci troviamo a marzo, mese ormai inoltrato. Siamo nella primavera non solo meteorologica, ma anche astronomica, quindi il sole comincia a battere 12 ore al giorno, la radiazione solare comincia a farsi sentire e le temperature vanno ad aumentare. Anche quel serbatoio di aria gelida che c’è in Siberia comincia a perdere forza. Tuttavia, non è così debole, non si è così indebolito da non essere efficace quando arrivano correnti da est. E questo l’abbiamo imparato soprattutto negli ultimi anni, con quelle gelate che hanno procurato molti danni in ambito agricolo, gelate che si sono verificate anche in aprile inoltrato, soprattutto sulle regioni settentrionali, nelle vallate alpine.
Si sono verificate anche in Francia. Ricorderete probabilmente fotografie e video di campi coltivati dove venivano accesi dei falò, oppure di piantagioni annaffiate durante la notte, perché si formasse il ghiaccio capace di proteggerle dalle temperature inferiori a 0°C. Quindi, praticamente, il freddo può ancora giungere e, in effetti, i modelli matematici questo ci dicono.
Ovviamente so bene che tutti siete in attesa di avere un po’ di tepore, ma il tepore in realtà ce l’abbiamo, perché comunque le temperature non sono rigide. Abbiamo una situazione meteorologica che è cominciata a metà febbraio sulle regioni settentrionali, al Centro e al Sud dell’Italia, ma anche prima, con temperature sempre sopra la media. Perciò, diciamola pure: non ci dobbiamo neanche lamentare più di tanto del tempo che sta facendo, perché è vero che ogni volta che c’è pioggia o che c’è maltempo dà noia, ma ormai ci dà noia un po’ di tutto.
Insomma, però noi viviamo in Italia, non viviamo nelle regioni tropicali. Vedete che cosa hanno da lamentarsi gli abitanti delle Isole Canarie, che hanno visto la neve e delle tempeste anche nella giornata di venerdì. È caduta la neve sul Teide, che sarebbe la montagna più elevata delle isole, ma è caduta la neve anche altrove, sulle varie isole, perché è scesa sotto i 1500 metri di quota. È caduta la neve anche nell’isoletta di Madeira. Insomma, voglio dire, ci sono situazioni meteorologiche ben peggiori di quelle che stiamo vivendo in Italia, e a latitudini assai inferiori, ovvero latitudini che sono a sud di Lampedusa, tanto per intenderci.
Quindi quello che succede in Italia, tutto sommato, al momento non ha niente di eccezionale. Viviamo sostanzialmente un’anomalia meteorologica di clima primaverile, primavera che è iniziata a febbraio. Quindi questi guasti meteorologici di cui stiamo parlando, tutto sommato, fanno parte delle oscillazioni del tempo atmosferico, perché dopo un periodo così mite non è raro che durante la stagione primaverile si verifichino queste situazioni meteo, cioè bruschi cambiamenti meteorologici, temperature in fortissimo abbassamento: è praticamente l’inverno che torna in primavera.
Un inverno che torna in primavera, che crea anche danni e molti disagi, anche perché iniziamo a vedere varie località, a partire dal sud dell’Italia, con i termosifoni che vengono spenti. Per quanto riguarda le regioni più fredde d’Italia, parliamo di quelle del Nord Italia, i termosifoni saranno spenti in Pianura Padana il 15 aprile, quindi c’è ancora parecchio tempo per poter avere del freddo e per poter comunque avere una situazione domestica attenuata con l’accensione dei termosifoni.
Neve prevista. Ecco, i modelli matematici ci indicano che potrebbe nevicare a quote molto basse: questa è la tendenza. Succederebbe a fine mese e ai primi di aprile. Questo lo vediamo, ad esempio, con il Centro Meteo Europeo, e non è mica una previsione che vi stiamo prospettando noi, ma è ciò che i modelli matematici sul lungo termine indicano. Ovviamente è tutto da confermare, però queste situazioni meteorologiche, soprattutto in primavera, tendono a manifestarsi. A differenza dell’inverno, infatti, quando abbiamo molto spesso delle ondate di freddo che poi magari non arrivano, in primavera queste irruzioni fredde hanno una percentuale più elevata di manifestarsi. Ciò perché la primavera è un periodo in cui ci sono più scambi di masse d’aria in senso meridiano e poi siamo in una stagione di transizione. Quindi la primavera può veramente portare questi fenomeni meteo di cui vi ho parlato.
Insomma, prepariamoci a un periodo che a tratti potrebbe essere più freddo. Tuttavia, non sarà un freddo duraturo nell’arco delle 24 ore: freddo probabilmente soprattutto nelle ore notturne e, se ci saranno precipitazioni, vedrete la neve a quote bassissime. Questo è ciò che vediamo.
Il periodo critico, al momento, sembrerebbe andare dal 26 marzo al 28 marzo come prima fase, ma poi ce ne potrebbero essere anche altre. Nel frattempo, un imminente fase critica è quella della notte tra il 21 e il 22 marzo e finire il 23 marzo. Non sarà assolutamente paragonabile, però, rispetto a quello previsto successivamente, cioè a quello di fine mese. Sostanzialmente, la fase di fine mese vedrebbe temperature più rigide e una quota neve decisamente molto più bassa, e poi diffusa a tutta Italia, o quasi.
In tale contesto potrebbe nevicare, e parliamo di 500 metri sul livello del mare, quindi di colline sulle regioni settentrionali. Qualche fiocco, addirittura, vista la possibilità di avere rovesci anche intensi, non è da escludere in alcune località di pianura, soprattutto sul settore centro-occidentale. Ma ovviamente qui parliamo un po’ di ipotesi, perché non possiamo avere previsioni ben precise quando succedono eventi di questa natura. Tuttavia, per il tempo stabile e soleggiato di primavera sembrerebbe ancora che ci sia da attendere.
Ecco, voglio ancora ricordare che il tempo stabile e soleggiato di primavera è qualcosa che vediamo soprattutto nella cartografia, nelle cartoline, nei racconti. Ma la primavera è un periodo molto instabile.
Vediamo per un attimo la Pasqua. La Pasqua è un periodo che non ha niente a che fare con Ferragosto, cioè non ci si può aspettare una Pasqua soleggiata e calda, una Pasqua da trascorrere in spiaggia. Questi eventi, se sono accaduti nel passato, sono veramente occasionali, perché le Pasque sono mediamente molto instabili, con tempo generalmente molto incerto.
Però bisogna comunque sfruttare queste giornate festive e quindi non ostacolarsi nel programmare eventualmente un periodo di relax per quei giorni. È molto importante per il turismo ed anche per noi, che usciamo effettivamente dal pieno della stagione invernale. La primavera ha questa incertezza meteorologica e anche colpi di coda dell’inverno. Perciò prendiamoli così come sono. Potrebbe, ripeto, succedere molto di peggio e in passato è capitato.
Primi di aprile 2003 ci fu una bufera di neve che investì il settore adriatico, con nevicate sull’Appennino, in alcune aree del Nord Italia, a bassa quota in Sardegna e sui rilievi della Sicilia. Eravamo nel 2003, che vi ricordo fu seguito da quell’estate terribile, credo indimenticabile per tantissimi che l’abbiano vissuta. Quindi aprile è ancora un mese che può partorire questi eventi meteorologici.
Nel 1991 ci fu un cambiamento drastico del tempo. Pensate, era aprile. Eravamo attorno al 19 aprile, quando un fronte d’aria fredda irruppe sul Nord Italia e portò la neve in pianura. Pensate un po’: eravamo già in aprile inoltrato, la temperatura superava i 15°C, ma scese attorno a 0°C. Questo può succedere, questi repentini cambiamenti meteorologici si possono verificare anche in quel mese.
Ovviamente questa non è una previsione: sto solo descrivendo eventi meteo del passato, che non fanno parte di una storia meteorologica così lontana, non parliamo di cinquant’anni fa. Certo, oggi sarebbero modificati nel caso dal Cambiamento Climatico.
Il Cambiamento Climatico ha sicuramente un effetto, ed è galoppante in Europa. L’Europa è divenuta – secondo gli scienziati – l’hotspot dei cambiamenti climatici, però allo stesso tempo sta osservando di nuovo anche fenomeni meteo che sono in linea con quelli che avvenivano anche un tempo.
Quest’inverno, ad esempio, è gelato il mare a nord della Germania e a nord della Polonia, e non parliamo quindi dei mari della Scandinavia interna, non di quelli dell’Oceano Atlantico, che invece sono immuni da questi fenomeni a causa della Corrente del Golfo.
Insomma, concludo proponendovi la possibilità di seguire nuovi aggiornamenti. I nostri sono sempre puntuali e, soprattutto, questi articoli sono orientati su una visione d’insieme del meteo sul lungo termine e, lo ribadisco, sempre da confermare.
Crediti: ECMWF – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine | NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (METEOGIORNALE.IT)
