
(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente, quei primi giorni di caldo fuori stagione, magari proprio in aprile con i termometri che sfiorano già i 25-27 gradi, possono essere delle condizioni meteo particolarmente gradevole. Ma è solo una percezione personale, purtroppo. Perché c’è un pesante rovescio della medaglia.
Sono gli ecosistemi a soffrire un possibile anticipo quasi Esti. L’anomalia termica agisce come un acceleratore biologico impazzito, risvegliando le specie vegetali dal loro necessario riposo invernale con un tempismo molto severo. Il termine tecnico è fenologia, quel ritmo stagionale che scandisce la vita, ma quando il ritmo è sfasato, sorgono numerosi problemi.
Ma andiamo sul concreto
Pensate all’impollinazione. I fiori sbocciano prima che gli insetti siano pronti a svolgere il loro ruolo vitale. Chi garantisce la continuità della specie? Nessuno. E il problema, diciamocelo, si riflette a cascata lungo tutta la catena alimentare. A titolo di esempio: predatori che arrivano quando le prede sono già sparite, o viceversa.
Tutto questo erosione continua della biodiversità, colpendo duro soprattutto negli ambienti più fragili e delicati, come la tundra o le immense foreste boreali del Nord, dove l’effetto del Riscaldamento Globale è amplificato. Si chiamano hotspot climatici.
Disastro per i ghiacciai
Come spesso accade, lo squilibrio non si ferma alla vegetazione. Cambiamo scenario, andiamo in alta quota, dove il panorama si sta trasformando radicalmente. Il cambiamento climatico lì non bussa, sfonda la porta. La distrugge. I ghiacciai si stanno rapidamente fondendo.
Scompaiono letteralmente sotto i nostri occhi, un fenomeno che ci porta conseguenze sia immediate che a lungo termine, riducendo drasticamente le nostre riserve strategiche di acqua dolce. I dati, purtroppo, non mentono mai. Secondo gli ultimi rapporti scientifici diffusi dalla WMO (World Meteorological Organization), stiamo assistendo ai ritiri glaciali più veloci mai registrati a memoria d’uomo.
Una cosa molto grave
E non pensiamo che sia un problema lontano da noi. Poiché ci tocca da vicino, molto da vicino. Anche le nostre amate Alpi e persino alcuni residui ghiacciai sugli Appennini stanno scomparendo rapidamente. Il motivo è semplice nella sua brutalità: la stagione delle nevicate è sempre più breve.
Questo significa che il ghiaccio viene esposto alla fusione e all’erosione molto prima di quanto accadeva fino a qualche decennio fa, accelerando l’intero processo degenerativo. Ecco perché avere condizioni meteo di stampo quasi estivo già in aprile o ai primi di maggio non è certo un bel segnale in vista dei prossimi mesi…
