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      Home » Marzo col fiato sospeso: brusco ritorno d’inverno dopo la piena primavera
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      Marzo col fiato sospeso: brusco ritorno d’inverno dopo la piena primavera

      Percorso verso la bella stagione lanciatissimo, ma è un’illusione ed avremo una battuta d’arresto inattesa

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 05/03/2026
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      7 Min Lettura
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      Marzo cambierà volto
      Tornano maltempo e freddo

       

      Contents
      • L’occasione mancata della stagione fredda
      • Il collasso del vortice polare e lo stratwarming
      • La data della svolta tra pioggia e nevicate
      • L’incubo delle gelate tardive per l’agricoltura

      L’anticiclone subtropicale ha messo letteralmente in stand-by il meteo, mettendo radici sul Mediterraneo creando un dominio che si annuncia ancora prolungato. In effetti, sembra che la natura abbia improvvisamente premuto il tasto dell’avanti veloce, regalandoci fioriture anticipate dopo un lungo periodo di grandi piogge. Diciamolo apertamente, questa illusione di un tiepido tepore perpetuo fa comodo un po’ a tutti. Ci fa dimenticare i maglioni pesanti nel fondo dell’armadio, ci illude di una transizione indolore verso l’estate.

       

      Eppure l’orizzonte racconta una storia totalmente diversa. Una narrazione fatta di ribaltoni inattesi e di un meteo che, da un momento all’altro, si rimangerà tutto questo finto calore con gli interessi. Non fatevi ingannare dalle fioriture così avanzata o dai prati già stranamente verdi.

       

      L’occasione mancata della stagione fredda

      L’Italia, e lo abbiamo percepito chiaramente sulla nostra pelle quest’anno, ha giocato a nascondino con il vero freddo. Per settimane intere, fin verso buona parte di Febbraio, oltre mezza Europa batteva i denti sotto bufere di neve e temperature letteralmente siderali. Noi abbiamo invece semplicemente osservato il freddo altrui attraverso gli schermi della televisione. Un banale capriccio delle bizzarre correnti in quota ha deviato ogni assalto, lasciandoci a bocca asciutta.

       

      Di quell’aria pungente ne è arrivata una misera briciola. Appena sufficiente per brinare i parabrezza delle auto al mattino presto, ma nulla che potesse regalare eventi eclatanti o paesaggi incantati da fiaba. Insomma, un colossale bluff. E ora? Adesso gli occhi dei meteorologi sono tutti puntati lassù, verso il possente Vortice Polare, nella speranza cocciuta di un ultimo, grande sussulto.

       

      Quando il vortice risulta forte, compatto e gira a tutta velocità, sul nostro stivale domina incontrastato l’Anticiclone subtropicale e si sta decisamente bene. Ma quando questa immensa trottola inizia inesorabilmente a rallentare, vacillando sotto il peso di complesse dinamiche d’alta quota, si creano le condizioni perfette affinché il serbatoio artico possa tracimare. Il gelo scivola verso sud e questo può avvenire anche tardivamente.

       

      Il collasso del vortice polare e lo stratwarming

      In quest’ultima stagione il Vortice Polare ha zoppicato parecchio, mostrandosi a più riprese frammentato e fragile. È rimasto debole, favorendo potenzialmente l’arrivo di ondate memorabili di freddo, ma per una serie di coincidenze beffarde le nostre regioni ed il bacino del Mediterraneo hanno visto sfumare di un soffio diverse occasioni propizie. Puntando ora lo sguardo in avanti, ben oltre questa stasi barica, i segnali di un peggioramento si fanno prepotenti. Non si tratterà di un innocuo passaggio nuvoloso passeggero. A cambiare radicalmente le carte in tavola ci penseranno le vivaci correnti atlantiche.

       

      Il responsabile teorico di queste pesanti anomalie risponde a un nome preciso, un fenomeno affascinante quanto imprevedibile noto alla scienza come Stratwarming. In parole povere, stiamo parlando di un improvviso e violento riscaldamento della stratosfera, che si innesca a decine di migliaia di metri di quota. Se gli effetti dello stratwarming si propagassero fino ai bassi strati dell’atmosfera, gli effetti sul nostro delicato microclima sarebbero assolutamente dirompenti.

       

      La data della svolta tra pioggia e nevicate

      Il progressivo smantellamento del cupolone anticiclonico sul bacino del Mediterraneo aprirà un vero e proprio corridoio d’accesso. Da ovest, transitando forse dalla vicina Francia, si farà strada una riscossa in piena regola, proprio nel momento esatto in cui la delicata vegetazione percepisce l’inarrestabile risveglio. La svolta concreta sembra delinearsi a partire dal periodo che va tra il 12 Marzo e il 14 Marzo. In quella precisa finestra temporale l’anticiclone cederà il passo alle perturbazioni.

       

      Tornerà la provvidenziale Pioggia e tornerà, maestosa, anche la Neve almeno in montagna. I soffici fiocchi faranno la loro trionfale comparsa sui crinali, cadendo in quantità abbondante per restituire un aspetto consono alle nostre bellissime montagne ormai desolatamente brulle. Un ribaltone barico in piena regola.

       

      L’incubo delle gelate tardive per l’agricoltura

      Eppure, non c’è solo l’aspetto romantico di un paesaggio nuovamente imbiancato. L’inizio della stagione primaverile è da sempre caratterizzato da brusche, dolorose oscillazioni che fanno tremare interi settori produttivi. Il freddo peggiore, quello più tagliente, ipocrita e spietato, può decidere di fare la sua nefasta comparsa persino alla fine del mese o nei primissimi giorni di Aprile. L’insidia maggiore e più temuta, in frangenti simili, è indiscutibilmente rappresentata dalle subdole Gelate tardive.

       

      Le gemme si bruciano, i fiori appassiscono all’istante, i raccolti vengono letteralmente dimezzati in una manciata di ore di buio. Un danno economico di proporzioni gigantesche che purtroppo abbiamo già imparato a conoscere a nostre spese negli anni passati, a causa di continui e repentini sbalzi strettamente legati al preoccupante quadro globale definito come Riscaldamento Globale. Tutte situazioni che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

       

      In passato, la transizione stagionale era un percorso graduale, una dolce sfumatura di colori. Oggi somiglia a un violento braccio di ferro meteorologico. La natura si illude aprendo i petali fiduciosa verso il sole, e poi, con puntualità spietata, subisce la punizione del gelo fuori stagione. L’inverno, a quanto pare, non ha ancora intenzione di fare le valigie con meteo pronto a ribaltarsi di botto.

       

      Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.

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      TAG:anticiclone subtropicalegelate tardiveneve rilievivortice polare
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