
(METEOGIORNALE.IT) La prima decade di Marzo ci ha viziato, regalandoci una lunga parentesi di tepore con meteo francamente troppo primaverile. Eppure, astronomicamente parlando, dovremmo trovarci ancora a fare i conti con i postumi dell’inverno. In effetti, la possente Alta pressione che domina l’Europa centro-meridionale sembrava inattaccabile. Una corazza perfetta, una cupola dorata capace di respingere ogni assalto perturbato.
Già da alcuni giorni il bel tempo ha iniziato a scricchiolare silenziosamente dall’interno, anche se per il momento i termometri continuano a segnare valori rassicuranti. Qualcuno se lo chiede a mezza voce. Tornerà il grande freddo o dobbiamo mettere da parte gli abiti pesanti? Una domanda lecita. Stiamo letteralmente sottovalutando le enormi potenzialità di un mese da sempre capace di innescare sorprese a catena, sbalzi termici vertiginosi e repentini cambi di scenario.
Prima vera incursione perturbata per il fine settimana
Cosa succederà esattamente nell’immediato futuro? I dati dei principali centri di calcolo parlano una lingua chiara, priva di grandi incertezze. Tra Sabato 14 e Domenica 15, assisteremo a un drastico, inevitabile cambio di circolazione generale su gran parte del Continente. Dimenticate le gite fuori porta in maniche di camicia. Un profondo cavo d’onda di origine nord-atlantica, gonfio di instabile Aria polare, deciderà di affondare il colpo in modo deciso verso l’Europa occidentale. Scaverà una profonda e irrimediabile ferita nel fianco del fragile anticiclone che ci sta tenendo compagnia in questi giorni sereni.
Si tratterà di un vero e proprio Affondo polare in grande stile. Un proiettile freddo che mirerà dritto verso la Francia e in parte verso la Spagna, senza colpire così direttamente l’Italia. Inizialmente, l’impatto frontale si tradurrà in un teso e fastidioso richiamo di correnti miti, mosse da un umido scirocco o da raffiche rabbiose di libeccio. Sarà comunque l’avvisaglia di altre perturbazioni e di un cambiamento destinato a diventare ancor più ficcante nei primi giorni della prossima settimana.
Un nuovo affondo freddo, stavolta più orientale, colpirà in modo più diretto l’Italia, favorendo soprattutto l’ingresso d’aria più fredda al seguito. Le nuvole grigie e cariche copriranno i cieli azzurri a cui ci eravamo placidamente assuefatti in fretta. La Pioggia tornerà a bagnare in modo diffuso e non per semplici temporali, ma per vere e proprie perturbazioni. Un capovolgimento di fronte in piena regola, insomma.
Temperature in picchiata e neve in agguato
Il calo termico si farà sentire, pungente e implacabile, fin dentro le ossa. Torneremo ad assaporare valori termici decisamente più consoni al periodo, magari con massime giornaliere che a stento, e con grande fatica, supereranno i 12°C o i 13°C durante le ore centrali della giornata. Un brusco risveglio per chi già sognava, forse con troppa ingenuità, le prime lunghe passeggiate sul lungomare assaporando l’aria salmastra.
Il ritorno di masse d’aria nordiche trascineranno una dose massiccia di Freddo moderato e qualche gradita spruzzata di bianco brillante. La Neve tornerà ad ammantare parte delle Alpi e i ripidi declivi della dorsale appenninica. Attenzione però, il fenomeno si concentrerà solo sui rilievi montuosi di un certo livello e sino a quote prevalentemente medie, forse fin verso i 1000 metri di altitudine. Niente bufere apocalittiche in pianura, sia chiaro, ma quanto basta per riportare un pizzico di clima invernale del tutto normale per il periodo.
Questa repentina sfuriata invernale serve come un severo, necessario monito. Ci ricorda bruscamente che l’atmosfera possiede un’inerzia termica notevole, un respiro lento e profondo che non si spegne semplicemente strappando le pagine del calendario. L’Aria fredda di estrazione prettamente artica, scivolando inesorabile verso le acque decisamente più miti del bacino del Mediterraneo, innescherà instabilità atmosferica e contrasti termici di non poco conto. Non sono per nulla da escludere, a dire il vero, episodi isolati di severo Maltempo.
Le complesse dinamiche di una primavera fittizia
All’orizzonte si profila, sempre più nitida, la concreta prospettiva di un’ultima parte di Marzo piuttosto altalenante, profondamente capriccioso e volubile. Esattamente come esige la nostra secolare tradizione contadina, da sempre saggiamente abituata a non fidarsi mai ciecamente dei primissimi tepori. Calare il sipario in via definitiva sulla stagione fredda, proprio adesso, risulta un azzardo prematuro e concettualmente sbagliato. Soprattutto considerando i pesanti e proverbiali sbalzi che questo specifico arco temporale di pura transizione è in grado, talvolta, di regalare a sorpresa.
L’atmosfera non sembra minimamente intenzionata a trovare pace tanto facilmente. Le mappe previsionali a lunghissimo raggio, pur con i dovuti margini di incertezza, delineano un quadro sinottico estremamente dinamico e vivace. Il nucleo centrale e propulsore del Vortice Polare continuerà a mostrare inequivocabili, chiari segni di evidente sofferenza, sbandando vistosamente e frammentandosi ai suoi margini più esterni.
Questo comportamento aprirà una vera e propria autostrada invisibile a ulteriori, insidiose incursioni fredde verso le medie latitudini, accentuando gli scambi meridiani. Ci aspetta, in sintesi, un emozionante ottovolante barico. Meglio tenere i cappotti pesanti a portata di mano, perché la natura, evidente maestra di colpi di scena, ha deciso di prenderci in giro ancora un po’. La stagione dei fiori dovrà attendere pazientemente il suo turno formale, il meteo d’inverno ha deliberatamente deciso di concedere un inaspettato, capriccioso, inevitabile bis.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
