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L’inverno tardivo non mollerà facilmente, ecco quando arriva la primavera

Inizio Aprile compromesso ancora con impulsi freddi a ripetizione, poi l’ipotesi di una svolta solo ben dopo Pasqua

Mauro Meloni di Mauro Meloni
27 Mar 2026 - 16:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
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Solo verso metà aprile il tempo cambierà connotati
Dall’inverno alla piena primavera

 

(METEOGIORNALE.IT) Gelo, neve e temporali sferzano il meteo di questi ultimi giorni di marzo, ma sembrano averci preso così gusto che si protrarranno più a lungo del previsto condizionando anche il mese di aprile alle porte. Qualcosa si è inceppato. Diciamolo chiaramente, un cortocircuito profondo e strutturale nel clima di questo Marzo che era in realtà iniziato in tutt’altro, tra tepori e giornate radiose. A dire il vero, la primavera è così, con sbalzi e capovolgimenti all’ordine del giorno fino a colpi di coda invernale tipici del periodo.

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Stiamo attraversando la fase più acuta di quest’irruzione artica che nessuno si sarebbe mai aspettata così incisiva. Il freddo sta infatti stringendo l’Italia in modo rilevante e con nevicate davvero di notevole portata sino a bassa quota in Appennino. Si tratta un evento abbastanza anomalo non tanto guardando al calendario, ma pensando al fatto che nulla di tutto questo è successo in inverno quando non si sono avute nevicate così rilevanti lungo i rilievi.

 

Insomma, si tratta a tutti gli effetti di una cruda incursione di aria gelida che se fosse avvenuta in pieno gennaio avrebbe sepolto di neve anche varie parti di pianura, se non costiere, dell’Italia. E badate bene, non sarà una toccata e fuga e questa situazione si protrarrà ancora a lungo, forse per settimane. Non aspettiamoci alcun miracolo imminente per l’inizio di Aprile. Altri impulsi carichi di cruda instabilità segneranno inesorabilmente il passo della prossima settimana.  La bella stagione subisce una battuta d’arresto monumentale.

 

Una strada piena d’ostacoli verso le feste pasquali

Una nuova raffica di correnti fredde punterà l’Italia già all’inizio della prossima settimana, andando ad alimentare un poderoso vortice nel cuore del bacino mediterraneo. Il vortice si posizionerà probabilmente sui mari del Sud Italia e potrebbe risultare molto energico. Aprile esordirà quindi all’insegna del maltempo di chiaro stampo invernale, visto che arriveranno altre correnti fredde richiamate dall’Europa Centro-Orientale.

 

L’inverno sarà ancora fra noi. L’area del Mediterraneo si trasforma così in un autentico campo di battaglia atmosferico. Trovandoci ormai a ridosso della primavera, queste masse d’aria così fredde scateneranno notevoli contrasti termici, perfettamente in grado di esaltare le precipitazioni. Avremo a che fare con violenti temporali, cadute di grandine e persino neve a quote decisamente anomale, capaci di spingersi ancora sino a livelli di bassa  montagna, se non localmente collinari.

 

Il Vortice Polare sullo sfondo

Da dove nasce tutto questo disordine? Certamente un ruolo importante lo gioca il Vortice Polare che si è ulteriormente indebolito nelle ultime settimane, a seguito di un riscaldamento in stratosfera. Questa dinamica lascia così spazio a maggiori ondulazioni e discese d’aria fredda anche importanti come quelle che hanno raggiunto e raggiungeranno ancora il Mediterraneo. La vera anomalia di questo Marzo così bizzarro non è il fenomeno in sé, che fa parte del fisiologico respiro del nostro pianeta, ma le sue tempistiche un po’ anticipate.

 

Quest’anno il collasso strutturale è stato repentino, quasi brutale. Quando le dinamiche celesti subiscono un simile trauma, le conseguenze nella troposfera, il sottile strato in cui noi viviamo e respiriamo, si amplificano a dismisura. La percezione di questi episodi di freddo tardivo sono ancora più acuiti dal fatto che la stagione primaverile aveva esordito in tutt’altro modo, con primi tepori e temperature nel complesso ben sopra la media.

 

Continui colpi di scena ci attendono al varco. L’orizzonte per Aprile appare segnato in modo fin troppo evidente. Le correnti fredde settentrionali punteranno dritte verso la nostra Penisola, trasformandola nell’epicentro assoluto dei peggiori contrasti termici di tutta l’Europa. Uno dei grandi pericoli di questo scenario è rappresentato dal pericolo gelo, considerando che il risveglio vegetativo è ben avanti rispetto alla stagione.

 

Le gelate tardive, spettri tristemente noti nelle annate più recenti, incombono come una mannaia letale e affilata sulle fioriture precoci. Immaginate i delicati alberi da frutto, sbocciati prematuramente a causa dell’illusorio e anomalo caldo di inizio mese. Ora vengono sferzati impietosamente dalla grandine o pietrificati dal velo di ghiaccio notturno laddove la temperatura scenderà prossima allo zero.

 

Occhi puntati a quando finirà il freddo invernale

C’è un po’ di luce in fondo al tunnel? A dire il vero, le ultime proiezioni matematiche a lunghissima scadenza intravedono un deciso punto di rottura, uno spiraglio che fino a pochi giorni fa non vedevamo. L’alta pressione sembra voler fare finalmente sul serio. Proverà a distendersi con grande forza verso il Mediterraneo e buona parte dell’Europa, abbracciando in pieno l’Italia.

 

Tutto questo dovrebbe avvenire solo nel corso della settimana dopo Pasqua, mentre le festività rischiano di essere ancora condizionate da una certa instabilità e temperature ancora inferiori alle medie. Se Marzo ci ha prima illuso con il caldo per poi gettarci senza pietà nel frigorifero, il prossimo mese potrebbe esibirsi nell’esatta performance opposta. Lo sblocco atmosferico, atteso attorno al 10-12 aprile, aprirà verosimilmente le porte alle prime, intense fiammate calde di matrice africana.

 

Masse d'aria pronte a fronteggiarsi sull'Italia
Aprile sarà anche mese di contrasti esplosivi

 

Aprile proseguirà fra alti e bassi

I primi caldi potrebbero confliggere con altre incursioni fredde e l’Italia potrebbe essere perfetto terreno di scontro nella seconda parte di aprile. Quale sarà il risultato finale di questo titanico scontro tra masse d’aria così diverse? Logico quanto devastante, purtroppo. Temporali di un’intensità inaudita. Parliamo di precipitazioni violente, sempre ostiche da localizzare preventivamente con precisione millimetrica sul territorio. Fenomeni bruschi accompagnati da sbalzi termici che fanno rabbrividire anche le persone meno freddolose.

 

La variabilità estrema regnerà sovrana, dettando senza possibilità di appello i ritmi delle nostre giornate all’aperto. Scordiamoci, per il momento, la stabilità granitica e rassicurante dell’alta pressione. I principali centri di calcolo internazionali annunciano copiose nevicate in montagna anche nel corso di aprile. Fiocchi candidi che potrebbero fare la loro improvvisa comparsa imbiancando paesaggi già orgogliosamente fioriti.

 

Sulle nostre città un acquazzone improvviso sarà sempre in agguato, pronto a rovinare anche il sole che tanti auspicherebbero specie nel fine settimana. Le amate stagioni intermedie, quelle dell’adattamento morbido del corpo e della mente, si sono letteralmente polverizzate. Fagocitate da una polarizzazione patologica degli estremi climatici.

 

Maggiore calore immagazzinato nel nostro delicato sistema terra significa, inevitabilmente, una maggiore e pericolosa energia pronta a scatenarsi all’improvviso. Quelli che un tempo erano lenti passaggi stagionali oggi si manifestano con sbalzi letteralmente esagerati. Il vecchio e saggio concetto di equilibrio stagionale sfuma lentamente nei ricordi del meteo del passato, che ora è profondamente mutato.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressionetemperature aprilevortice polare
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Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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