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Il Meteo avverte: retrogressione GELIDA e NEVE a bassa quota

Modelli d'accordo: l'aria artica punta l'Italia

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
16 Mar 2026 - 17:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Sembrava quasi fatta, con quel tepore precoce che ci aveva illuso di aver già archiviato i cappotti pesanti, e invece la stagione fredda ha deciso di giocare l’ultimo asso nella manica proprio ora.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Non è una novità, a dirla tutta, perché Marzo è da sempre il mese dei voltabanda meteorologici, ma l’irruzione che si prepara a colpire l’Italia tra Mercoledì e Giovedì ha tutto il sapore di un vero colpo di coda invernale. Insomma, prepariamoci a cambiare di nuovo il guardaroba, perché l’aria che soffierà dai Balcani non farà sconti a nessuno, specialmente lungo il versante adriatico.

 

Cosa dicono i modelli meteorologici per i prossimi giorni

Le ultime proiezioni dei centri di calcolo, come il GFS e l’europeo IFS, parlano chiaro e disegnano uno scenario che non lascia spazio a molti dubbi. Si sta strutturando un massiccio blocco anticiclonico tra le isole britanniche e la Scandinavia, una sorta di muro che costringe le correnti gelide a scivolare lungo il suo bordo orientale.

 

Diciamolo, è la classica configurazione che apre la porta all’aria artico-continentale verso il Mediterraneo centrale. La novità interessante arriva però dalle simulazioni AIFS, quelle basate sull’intelligenza artificiale, che mostrano una retrogressione ancora più decisa.

 

Il nocciolo freddo non si limiterà a sfiorarci, ma punterà dritto verso l’Italia portando con sé la bora sull’alto Mare Adriatico e il grecale lungo quasi tutta la Penisola. Si avverte già quel tipico odore di neve nell’aria, una sensazione sensoriale che chi vive in montagna conosce bene. In effetti, le mappe a circa 1500 metri di quota mostrano colori che virano prepotentemente verso il viola, segno di isoterme negative che riporteranno il gelo in quota.

 

Temperature in picchiata e valori sotto la media

Il calo termico sarà brusco, quasi violento per chi si era abituato ai 20°C dei giorni scorsi. Si parla di una flessione che porterà i termometri anche 5°C sotto le medie stagionali, un’anomalia termica notevole per la seconda decade di Marzo. Nelle principali città del Centro-Nord, le massime faticheranno a superare i 10°C o i 12°C, mentre di notte la colonnina di mercurio scenderà pericolosamente vicina allo zero.

 

Le zone più colpite? Senza dubbio il medio e basso Mare Adriatico, dove il vento teso aumenterà la percezione del freddo, rendendo la giornata decisamente fastidiosa per chi dovrà stare all’aperto. Al contrario, i versanti tirrenici e le grandi Isole come Sardegna e Sicilia vedranno una diminuzione più contenuta, pur rientrando in un clima decisamente più consono al periodo. È il solito gioco delle correnti, dove l’Appennino funge da barriera, proteggendo parzialmente l’ovest ma scaricando tutta l’instabilità a est.

 

Neve marzolina e il rischio per le aree interne

Non sarà solo questione di freddo, perché la formazione di una ciclogenesi sul medio Mare Adriatico potrebbe regalare sorprese bianche a quote insolite. Le regioni come Marche, Abruzzo e Molise sono in prima linea per vedere nevicate fino a quote collinari, forse anche verso i 400 metri o 500 metri se le precipitazioni risulteranno intense. Chi l’avrebbe detto soltanto una settimana fa?

 

Esiste poi la possibilità concreta di assistere a episodi di graupel, quella neve tonda che sembra polistirolo, anche in pianura sul Nord-Est e nelle conche interne di Lazio e Umbria.

 

Tutto dipenderà dall’esatta posizione del minimo barico, un dettaglio che spesso si definisce solo all’ultimo momento, ma la dinamica è ormai tracciata. È il fascino della meteo, dove un piccolo spostamento di pochi chilometri può trasformare una giornata grigia in un paesaggio natalizio fuori tempo massimo.

 

Il ruolo determinante del Final Warming

Ma perché sta succedendo tutto questo proprio adesso? La risposta va cercata molto in alto, nella stratosfera artica, dove il Vortice Polare sta vivendo il suo atto finale. Gli esperti lo chiamano Final Warming, un riscaldamento fisiologico ma che quest’anno è arrivato con un certo anticipo. Questo evento destabilizza l’intera circolazione atmosferica dell’Europa, favorendo scambi meridiani che portano il gelo dalle alte latitudini verso il cuore del continente.

 

Questo tipo di stravolgimento è spesso il responsabile dei freddi tardivi che tanto preoccupano l’agricoltura, proprio quando le piante sono in fiore. In un contesto di Riscaldamento Globale, questi sbalzi sembrano diventare quasi più estremi, con passaggi repentini dal caldo anomalo a scenari puramente invernali.

 

Insomma, il Vortice Polare si sta frammentando e noi ne stiamo pagando le conseguenze con questa retrogressione balcanica che ci farà battere i denti per qualche giorno.

 

Credit:

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

World Meteorological Organization – WMO

NASA – Global Climate Change

Severe Weather Europe (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: correnti retrogradegelogelo tardivogoccia aria fredda retrogradamarzo freddomarzo meteoneve tardivaretrogressione di aria freddaretrogressione fredda
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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