
(METEOGIORNALE.IT) L’inverno termina ufficialmente oggi, quantomeno sul calendario. È il giorno dell’equinozio di primavera, che arriverà per l’esattezza alle 15:46 (ora italiana) e coinciderà con l’esatto momento in cui il sole cadrà perpendicolarmente sull’equatore. I minuti di luce da domani cominceranno ad aumentare lentamente, poi arriverà anche il cambio dell’ora nell’ultimo weekend di marzo, a donarci quella sensazione di primavera ormai avviata. Tuttavia sul fronte meteo la situazione è parecchio diversa.
Cos’è davvero l’equinozio di primavera
L’equinozio di primavera è uno dei due momenti dell’anno in cui il giorno e la notte hanno una durata quasi identica su tutto il pianeta, ma dietro questa apparente semplicità si nasconde un meccanismo astronomico molto più complesso. In quell’istante la Terra si trova in una posizione tale per cui il suo asse non è inclinato né verso il sole né in senso opposto, e questo fa sì che l’illuminazione risulti distribuita in maniera quasi perfettamente equilibrata tra emisfero nord e sud.
Perché non significa subito primavera
Da questo momento in avanti, qualcosa cambia in modo sostanziale:
- il sole guadagna altezza sull’orizzonte giorno dopo giorno
- aumenta progressivamente l’energia solare in ingresso
Non si tratta solo di giornate più lunghe, ma anche di una maggiore intensità dei raggi solari, che incidono con un angolo sempre più diretto. Questo aumento dell’energia è il vero motore della primavera, ma i suoi effetti non sono immediati, perché atmosfera e oceani hanno bisogno di tempo per accumulare e redistribuire il calore.
Inverno ancora dominante?
È proprio questo ritardo a spiegare perché, nonostante l’equinozio segni ufficialmente l’inizio della primavera astronomica, il clima possa rimanere ancora pienamente invernale. Le masse d’aria fredde presenti alle alte latitudini non spariscono all’improvviso e, anzi, possono ancora muoversi verso sud con estrema facilità.
In molte annate del passato, proprio a ridosso dell’equinozio o nei giorni immediatamente successivi, si sono verificate ondate di freddo tardive anche di forte intensità.
Non sono rari episodi di neve a bassa quota o gelate diffuse tra fine marzo e i primi giorni di aprile, a testimonianza di quanto la primavera sia una stagione di passaggio tutt’altro che lineare.
Caos atmosferico su tutto l’emisfero boreale
Alla fin fine poco importa la data segnata sul calendario: fin quando il vortice polare avrà cartucce da sparare, l’inverno resta dietro l’angolo, pronto a colpire in qualsiasi momento, sia a marzo che ad aprile.
In questi giorni stiamo vivendo un vero e proprio caos meteorologico in tutto l’emisfero: in Italia le temperature sono invernali grazie al freddo dai Balcani, mentre in nord America arriva una clamorosa ondata di caldo fuori stagione. Gli scambi meridiani diventano davvero impressionanti, come del resto ci aspettavamo da settimane dopo il precoce final warming di inizio marzo.

Guai a sottovalutare Marzo e Aprile
Fino a metà aprile, in effetti, è molto probabile che la primavera non riesca assolutamente ad imporsi. Qualche giornata mite ci sarà sicuramente, ma troppo poco per parlare di lunghi periodi belli, stabili e miti.
Le perturbazioni rischiano di colpire ripetutamente l’Italia, culminando con almeno un paio di irruzioni fredde polari che ci rispediranno di nuovo in pieno inverno, come l’irruzione fredda di fine marzo (ormai sempre più probabile).
Per farla breve, la primavera è cominciata ma nei fatti resterà in letargo ancora per un po’. L’inverno ha ancora qualcosa in serbo per noi e ce lo mostrerà nitidamente tra fine marzo e inizio aprile.
Questo approfondimento sull’equinozio di primavera e sull’evoluzione del tempo è stato realizzato consultando i principali modelli meteorologici globali, tra cui il modello GFS del NOAA e il modello europeo ECMWF, fondamentali per analizzare il comportamento del vortice polare e le dinamiche atmosferiche sull’emisfero boreale. (METEOGIORNALE.IT)
