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Fa caldo, forse troppo per il periodo. L’attuale fase di alta pressione regala giornate miti e stabili, eppure nessuno ci vieta che ci siano fasi meteo di stampo invernale nelle prossime settimane. Su quale basi lo diciamo? Vi invitiamo a Leggere attentamente il nostro articolo.

 

Sorprese dietro l’angolo

Certo, sbirciando i modelli matematici non si intravedono ondate di freddo imminenti. Ma basta spostare lo sguardo più in alto, dritto nella stratosfera sopra il Polo Nord, per fiutare un’aria diversa. Lì sta maturando il Final Warming, un fenomeno meteo ben noto agli esperti, capace di stravolgere le condizioni del tempo su buona parte del continente europeo.

 

Mettere via i cappotti? Forse è presto. Non possiamo certo archiviare la stagione fredda con questa facilità. Diversi segnali su larga scala, in effetti, sussurrano di ribaltoni improvvisi, scenari in grado di scombussolare il tempo sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo.

 

Diciamo che, anche in epoche passate, l’imprevedibilità della Primavera era qualcosa di ben noto. Ma ultimamente gli estremi risultano ancora più amplificati, proprio perché il caldo precoce ci fa avvertire che siamo con un clima troppo mite per il periodo.

 

Diamo uno sguardo lassù

In termini tecnici, questo Final Warming è l’ultimo grande picco di calore nella stratosfera polare prima che esploda la stagione estiva. La fine ufficiale per quanto riguarda l’inverno polare. Ovviamente parliamo di stratosfera, oltre ai 10 km di quota.

 

Vi ricordate quando parlavamo di vortice polare? Fino a poco tempo fa lo vedevamo compatto. Ora, con le giornate che si allungano e la luce che torna a dominare, questa immensa trottola atmosferica perde colpi. Si sfalda lentamente. Distruggendosi definitivamente.

 

Ma il vero ago della bilancia è il tempismo. Quando avviene esattamente questa rottura? È facile da prevedere, ma difficile capirne gli effetti. Il nucleo gelido si spacca, i frammenti si spargono e l’aria artica scivola rovinosamente verso sud. Risultato? Improvvise e taglienti irruzioni gelide fuori stagione, pronte a invadere i nostri territori, quando siamo già magari con le mezze maniche.

 

Cosa emerge dalle mappe

Guardando le carte più recenti, la struttura polare appare visibilmente stanca. Manda chiari segnali di cedimento strutturale. Non mancherebbe molto quindi. Chiariamo Però subito il concetto. Intanto qualora ci fosse un riscaldamento stratosferico primaverile i suoi effetti si avvertirebbero due o tre settimane dopo. Non sarebbe istantaneo.

 

E ultimo, ma non meno importante. Vale la regola che avevamo scritto in questo articolo. Un Final Warming, anche violento e improvviso, non ci assicura al 100% un’ondata di freddo sul nostro paese. Qui si parla sempre dal punto di vista statistico. Le condizioni meteo potrebbero risultare fredde e perturbate, ma magari anche solo per un paio di giorni, salvo poi tornare a tutto come prima.

 

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