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      Home » Equinozio di Primavera ad un passo, ma la “bella stagione” non c’è
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      Equinozio di Primavera ad un passo, ma la “bella stagione” non c’è

      Venerdì irrompe l'equinozio di Primavera, la luce comincerà a prevalere sul buio. Il freddo però non molla la presa.

      Raffaele Laricchia
      Raffaele Laricchia
      Pubblicato: 18/03/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Equinozio di Primavera ad un passo, ma è ancora Inverno
      • Cos’è davvero l’equinozio di Primavera
      • Primavera solo sul calendario
      • Prima settimana di primavera ancora invernale
      • Aprile e Pasqua a rischio maltempo

      L’inizio di marzo sembrava voler regalarci un precoce esordio della primavera, ma come già avevamo acclarato si è trattato semplicemente di un fuoco di paglia. Ora la situazione si è improvvisamente ribaltata e addirittura l’inverno è tornato a ruggire: sembrerebbe un paradosso, considerando che ci troviamo ormai agli sgoccioli della stagione fredda, quantomeno sul calendario. Ma siamo pur sempre a marzo, mese di transizione e pazzerello, oltre tutto sostenuto da un final warming arrivato fin troppo precocemente. Ora arriva l’equinozio di primavera, ma di primaverile ci sarà poco o nulla.

       

      Equinozio di Primavera ad un passo, ma è ancora Inverno

      Quest’anno l’equinozio di primavera cadrà nella giornata di venerdì 20 marzo alle 15:46 (ora italiana), ma si tratterà solo di un mero passaggio astronomico che sul lato pratico avrà ben pochi riscontri. Continuerà a far freddo su tante regioni e il maltempo minaccerà l’Italia a più riprese, proponendo addirittura ondate di freddo fuori stagione, come quella ipotizzata per la prossima settimana dal centro meteo ECMWF.

      Chi si aspettava belle giornate di sole e temperature oltre i 20 °C resterà fortemente deluso. Per le prime giornate da piena primavera occorrerà attendere un bel po’, ed anche la settimana di Pasqua non è per niente al sicuro.

       

      Cos’è davvero l’equinozio di Primavera

      Ma prima di capire quando potrebbe davvero risvegliarsi la primavera, cerchiamo di capire in cosa consiste l’equinozio e perché è così importante dal punto di vista astronomico.

      L’equinozio di primavera rappresenta uno dei due momenti dell’anno in cui il sole si trova esattamente perpendicolare all’equatore terrestre. In questa particolare configurazione, i raggi solari illuminano in modo uniforme entrambi gli emisferi e la durata del giorno e della notte risulta praticamente identica in ogni punto del pianeta.

       

      È proprio da questo equilibrio che deriva il termine “equinozio”, ovvero “notte uguale”.

      Da questo momento in poi, nell’emisfero boreale le giornate iniziano ad allungarsi in maniera sempre più evidente, mentre nell’emisfero australe accade l’esatto contrario. Il sole, giorno dopo giorno, guadagna altezza sull’orizzonte e aumenta la quantità di energia che raggiunge il suolo. È questo il motore principale della primavera, ma i suoi effetti sulla circolazione delle masse d’aria, purtroppo, non sono immediati.

       

      Primavera solo sul calendario

      L’atmosfera, infatti, ha una propria “inerzia”. Le masse d’aria fredde accumulate durante l’inverno non spariscono improvvisamente con l’arrivo dell’equinozio, ma continuano a influenzare la circolazione per diverse settimane. È per questo motivo che proprio tra marzo e aprile possono verificarsi improvvisi ritorni di freddo, talvolta anche piuttosto intensi.

      Ce ne sono tanti di esempi in cui il freddo (e anche la neve) si è palesato in Italia a primavera già cominciata. Più volte il periodo dell’equinozio è stato accompagnato da condizioni pienamente invernali, con gelate diffuse e persino nevicate a quote molto basse.

       

      In alcune annate del passato, soprattutto tra gli anni ’80 e ’90, non sono mancati episodi di neve tardiva sulle regioni adriatiche proprio a ridosso del 20 marzo, a dimostrazione di quanto il calendario poco incida sullo stato del vortice polare.

      Gli effetti più tipici di queste fasi sono:

      • gelate diffuse e brinate notturne
      • nevicate tardive a quote basse o collinari

      Insomma, dal punto di vista climatico l’equinozio segna solo l’inizio di una fase di transizione. È come una porta che si apre sulla primavera, ma che non garantisce affatto un cambio immediato delle condizioni meteo.

       

      Prima settimana di primavera ancora invernale

      Tornando a noi, la prima settimana di primavera avrà un sapore molto invernale: l’alta pressione non riuscirà quasi mai ad imporsi nel Mediterraneo, lasciando così campo libero alle fredde correnti da est e alle perturbazioni artiche provenienti dal nord Europa o dal nord Atlantico.

      Questa è una diretta conseguenza del final warming arrivato ad inizio marzo, ovvero il riscaldamento finale della stratosfera che sancisce la fine dell’inverno ai piani alti (oltre 30 km di altezza). Gli effetti di questo riscaldamento si riflettono verso il basso dopo circa 2-3 settimane, e difatti il caos è arrivato puntuale: le ultime ondate di freddo scorrazzano a destra e a manca nell’emisfero nord, inserendo anche l’Italia tra i propri obiettivi.

      Possibile ondata di freddo fuori stagione tra 24 e 27 marzo 2026

      Aprile e Pasqua a rischio maltempo

      Fino a fine marzo prevarranno le giornate grigie, nuvolose, fredde e piovose rispetto a quelle belle, soleggiate e miti. Lo stesso andamento potrebbe averlo anche la prima settimana di aprile, che coinciderà con la settimana di Pasqua.

      In sintesi:

      • più probabilità di tempo instabile che stabile
      • temperature spesso sotto media

      Insomma anche Pasqua e Pasquetta sono a forte rischio: l’alta pressione farà enorme fatica a raggiungere l’Italia, ragion per cui al momento sarebbero maggiori le probabilità di tempo incerto e instabile.

      Per il risveglio definitivo della primavera occorrerà attendere almeno la metà di aprile. Fino a quel momento, l’inverno non sarà assolutamente uscito di scena.

       

      Per la realizzazione di questo approfondimento sull’equinozio di primavera e sulle dinamiche atmosferiche attuali, sono stati analizzati i principali modelli meteorologici globali, tra cui il Global Forecast System (GFS) del NOAA e il modello europeo ECMWF.

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      TAG:caldoequinozioequinozio di primaverafreddogeloinvernometeomitenevetepore
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