• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
mercoledì, 6 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Ciclone di origine polare verso Italia: neve a quote molto basse

Federico De Michelis di Federico De Michelis
08 Mar 2026 - 17:50
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
A A
Share on FacebookShare on Twitter
Brusco cambiamento meteo

Meteo in tilt: perché saremo in un caos atmosferico

(METEOGIORNALE.IT) Qualche giorno fa si è formata un’area ciclonica piuttosto attiva tra le Baleari e la Penisola Iberica. Questa, a ovest, ha poi visto la discesa di aria fredda che ha raggiunto le Isole Canarie, Madeira e il Portogallo. Proprio su queste zone si sono verificate nevicate a quote eccezionalmente basse per il periodo: ha nevicato a Madeira sui rilievi principali, e così anche alle Canarie. La neve è caduta perfino sul Marocco. Dall’altra parte del centro di bassa pressione, invece, c’è l’Italia, che ha visto il vento soffiare da sud-est e, tra le altre cose, anche una risalita di sabbia proveniente dal deserto del Sahara, arrivata persino fino al Mare del Nord.

Questo evento meteorologico può essere considerato tipico della stagione primaverile, o perlomeno dell’inizio della Primavera. Ma se invece andassimo a osservare meglio la situazione generale – anche perché quotidianamente seguiamo l’evoluzione meteo e osserviamo le linee di tendenza – ci rendiamo conto che qualcosa non funziona come dovrebbe.

LEGGI ANCHE

Meteo, Estate 2026 ROVENTE: Luglio sarà il mese più caldo

Italia a due velocità: un pattern meteo destinato a durare parecchio

Febbraio diventato Primavera d’improvviso: è preoccupante

Innanzitutto avete visto benissimo che cosa è capitato alla fine di febbraio: abbiamo avuto un aumento della temperatura a dismisura, che ha cancellato di fatto l’inverno, e improvvisamente è giunta la Primavera, che si sta protraendo per tutta questa prima decade di marzo. Ora, i modelli matematici stagionali, o addirittura quelli a più breve termine fino a 46 giorni di validità, non avevano previsto nulla del genere. Anzi, avevano indicato che in Italia e in gran parte dell’Europa avremmo avuto temperature sotto la media, e invece non è andata così. Addirittura, a nord delle Alpi, le temperature sono state ancora più elevate rispetto al nostro Paese, o perlomeno sono risultate ben più anomale rispetto all’Italia.

 

Insomma, le cose vanno diversamente da come i modelli matematici tracciano. Ma per quale motivo? Innanzitutto perché c’è un’anomalia nelle correnti atmosferiche: c’è una situazione di blocco, e questa tende a essere un’insidia non da poco per i modelli matematici, che intravedono un cambiamento e poi lo posticipano. Questo perché è estremamente complesso, per i modelli, prevedere quando la situazione di blocco andrà a sbloccarsi.

 

I blocchi atmosferici sono pericolosi

Peraltro parliamo di condizioni di blocco che si stanno verificando, derivanti probabilmente da un fenomeno atmosferico noto come Amplificazione Artica, cioè da quella situazione che si manifesta per un’anomalia veramente imponente del clima: le regioni polari registrano temperature sopra la media e le differenze tra quelle del Polo Nord – o più in generale delle regioni polari – e quelle dei tropici si sono ridotte nel tempo, aumentando l’intensità del Jet Stream, ovvero della corrente a getto. Corrente a getto che però poi tende anche a stabilizzarsi in una determinata posizione e a non spostarsi più di tanto: questa persistenza prende il nome di situazione di blocco.

Infatti, sulla Penisola Iberica di certo non si può parlare di vera Primavera. Così anche alle Canarie: pensateci, hanno visto persino accumuli di neve sul Teide fino a 1.800 metri di quota; vere e proprie bufere di neve si sono abbattute anche su Gran Canaria. Parliamo pur sempre delle Isole Canarie, ovvero di regioni dal clima subtropicale. Analogamente a Madeira – anch’essa dal clima subtropicale – la neve è scesa fino a 1.300 metri di quota. Peraltro è caduta anche sulle lontane Azzorre, al di sotto dei 1.000 metri. Una quota neve così bassa che difficilmente abbiamo visto in Italia in tutto questo inverno, se non in poche occasioni nella penisola e raramente nel Nord Italia.

 

La neve alle Canarie è un pessimo segnale di freddo per l’Italia

Pensate che cosa può accadere in zone dal clima mite quando si insinua l’influenza del Vortice Polare e di una massa d’aria derivante da questo cambiamento del clima. Un’evoluzione che, quando vedrà eventualmente spostarsi verso l’Europa e l’Italia questa direttrice del Jet Stream, potrebbe rivelarsi piuttosto invasiva sotto il profilo meteorologico. Una situazione difficilmente inquadrata con precisione dai modelli matematici in questa fase. Quindi l’osservazione dei modelli, e tutte le previsioni che ne derivano – ad esempio quelle per singola località – dopo il quinto giorno traballano sensibilmente in affidabilità. Perché, nell’attimo in cui la situazione di blocco – peraltro già prevista – tenderà a sbloccarsi, avremo un drastico cambiamento del tempo, con condizioni atmosferiche che andranno a divenire più invernali che primaverili.

 

Primavera stop

Anzi, è proprio questo il punto: si cancellerà la Primavera, torneranno condizioni meteorologiche più invernali. Direte: ma siamo ormai a marzo, l’inverno sta andando via. Vorrei ricordare che anche in tempi non sospetti marzo, ma anche aprile, hanno portato condizioni atmosferiche invernali, quando abbiamo dovuto indossare l’abbigliamento pesante, accendere i termosifoni e vedere la neve cadere a bassa quota. Peraltro, questo è avvenuto persino a maggio, nei primissimi giorni del mese.

In definitiva, tutto questo fenomeno così anomalo fa parte di queste nuove stagioni – soprattutto primaverili – delle mezze stagioni. Però attenzione: iniziamo a intravedere situazioni simili anche in autunno. Perché nell’autunno del 2025 abbiamo assistito a un’intrusione di aria proveniente dalla Russia verso l’Italia – anche se in modo marginale – che ha interessato soprattutto la regione balcanica, dove è caduta la neve fino a 200 metri di quota. In Italia si sono verificati fenomeni non particolarmente rilevanti. L’anno precedente l’irruzione dalla Siberia è giunta, pensate, a metà settembre, cambiando drasticamente le condizioni atmosferiche anche in Italia; a nord delle Alpi era caduta la neve persino a quote basse.

 

Modelli matematici nel caos

Dunque, situazioni così estreme creano sicuramente problemi ai modelli matematici, che probabilmente non sono programmati per intercettare eventi così avversi, così fuori dal comune. Questo tempo che cambia, queste condizioni atmosferiche così variabili, spiegano perché siamo per così dire incerti quando parliamo del fatto che marzo cambierà e che ci saranno dei colpi di coda dell’inverno, ovvero manifestazioni meteorologiche invernali in piena Primavera.

Ecco, queste manifestazioni invernali in piena Primavera hanno lo svantaggio delle molte ore di luce. E che cosa comportano queste molte ore di luce? Il fatto che nell’arco della giornata si possano avere anche periodi con un rialzo della temperatura. Quindi, ad esempio, se la neve cade a bassa quota, poi tende anche a fondere; in alta quota invece – parliamo delle Alpi a 1.500 metri sul livello del mare – la neve, stando anche alle proiezioni dei modelli matematici – che su questi aspetti forniscono già qualche indicazione – dovrebbe mantenersi abbondante e compatta.

 

Ecco il cambiamento meteo

Infatti i modelli prospettano un periodo che va verso la seconda metà di marzo, ma soprattutto verso la fine di marzo, con precipitazioni abbondanti; e abbondanti potrebbero essere le precipitazioni perfino nella prima parte di aprile. Però attenzione: siamo nel campo delle previsioni a lunghissimo termine e, come abbiamo potuto constatare, basta un nulla perché si verifichino variazioni eclatanti.

Qui siamo di fronte a una situazione di blocco nata da una previsione di un anticiclone tenue che si ergeva verso la Penisola Iberica con timidezza, dopo quel flusso di fiume atmosferico che aveva determinato alluvioni in Portogallo e in Spagna. E che invece, come anticiclone, si è poi espanso sempre più verso nord. Dapprima pensavamo, osservando i modelli matematici, che esplodesse verso latitudini più elevate e facesse irrompere verso sud l’aria fredda che si era generata e mantenuta per settimane sulla Scandinavia, addirittura verso l’Italia. Cosa che avrebbe potuto verificarsi se l’alta pressione si fosse spinta verso un’orbita ancora più a nord. Ma l’alta pressione si è allargata anche di pancia verso l’Italia, ed ecco che l’Italia si è trovata all’interno di questa struttura anticiclonica.

Ciclone mediterraneo di qualche giorno fa.

Ciclone Penisola Iberica, e ne verrà un altro

Poi abbiamo avuto questa crisi della bassa pressione, una ferita che si è aperta sulla Penisola Iberica, e lì il contrasto tra masse d’aria provenienti dalle regioni artiche e l’aria mediterranea, ma anche quella proveniente dal Nord Africa, ha generato queste basse pressioni e questo grande maltempo. Nella Penisola Iberica – Portogallo e Spagna inclusi, senza dimenticare le isole, le Canarie e Madeira – frequentemente in questi giorni si sono registrate allerte meteorologiche. Peraltro ne è prevista un’altra a metà settimana, perché giungerà un blocco di aria fredda che interesserà la Spagna, le Isole Canarie e poi il Marocco, con un brusco abbassamento della temperatura.

 

Successivamente dovrebbe toccare all’Italia e, a quel punto, avremo modo di parlarne più nel dettaglio con previsioni più precise, senza più quel velo d’incertezza che effettivamente permane, fintanto che non avremo dati più affidabili.

 

Credits: ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts · NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration · Copernicus Climate Change Service · World Meteorological Organization – WMO · NASA Earth Observatory

  (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
Tags: amplificazione articablocco atmosfericojet streammaltempo penisola ibericaneve isole canarieprevisioni meteo marzovortice polare
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Colpo di freddo più intenso dell’Inverno: le Regioni coinvolte e lo stop alla Primavera

Prossimo articolo

Amplificazione artica: cos’è, perché il ghiaccio che si scioglie al Polo Nord minaccia il Mediterraneo

Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

Prossimo articolo
Amplificazione artica in Primavera.

Amplificazione artica: cos'è, perché il ghiaccio che si scioglie al Polo Nord minaccia il Mediterraneo

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.