
(METEOGIORNALE.IT) La bella stagione sembrava una conquista definitiva, ma il meteo ha capovolto tutto spazzando via quella piacevole illusione che aveva conquistato un po’ tutti. Stiamo vivendo una virata clamorosa proprio mentre il calendario ci accompagna verso l’equinozio. Chi aveva già fatto il cambio di stagione è costretto a tornare sui propri passi, decisamente in fretta e furia.
Una severa sferzata artica è entrata nel vivo sull’Italia, veicolata da correnti orientali e spazzando via ogni parvenza di tepore. In un’epoca in cui il Riscaldamento Globale ci ha purtroppo abituati ad anomalie termiche positive quasi costanti, questi ritorni di fiamma del gelo ci appaiono ancora più brutali, quasi innaturali. Il nostro corpo percepisce il salto all’indietro in modo amplificato.
Dopo settimane di una calma piatta e surreale, lo stupore generale è assolutamente comprensibile, quasi tangibile. È un po’ come se la natura volesse tirare di colpo il freno a mano, ricordandoci con fermezza che la stagione di transizione non è un semplice interruttore che si accende spegnendo magicamente il freddo invernale. Le attuali proiezioni dei modelli matematici parlano una lingua chiara, indicando uno sbilanciamento anomalo e prolungato dell’alta pressione verso le zone settentrionali dell’Europa.
Questa complessa manovra barica agirà come un vero e proprio scivolo scosceso, favorendo la caduta libera di violente correnti fredde lungo il suo confine orientale. Il bacino del Mediterraneo si ritroverà così ad essere il bersaglio inevitabile di questo flusso inarrestabile. Nel momento in cui si aprirà un pertugio in questo corridoio anticiclonico, la corrente a getto sembra favorevole all’intrusione di un flusso d’aria fredda dalla Scandinavia, in base a quelle che sono le simulazioni per la prossima settimana.
Weekend d’inizio primavera ancora con ampi strascichi invernali
Il 21 ed il 22 marzo l’Italia sarà sempre alle prese con un’ampia circolazione relativamente fredda, costantemente protesa dall’Europa Orientale fin sul Mediterraneo. Il mantenimento di un solido ponte anticiclonico alle alte latitudini esporrà quindi ad ulteriori infiltrazioni fredde ed instabili dai Balcani.
Un probabile nocciolo d’aria fredda in quota tracimerà verso l’Italia proprio tra il Sabato 21 e la Domenica 22, riportando una certa recrudescenza dell’instabilità più evidente al Centro-Sud. La mancanza di un minimo ben strutturato al suolo, contrariamente alle precedenti previsioni, ci terrà lontano dal maltempo. Ci sarà quella tipica atmosfera favorevole allo sviluppo di nubi imponenti soprattutto nelle ore più calde, con acquazzoni sparsi sulle zone interne e nevicate sui rilievi.
Nuova pesante ricaduta fredda invernale la prossima settimana, potenziale maltempo
Le proiezioni mostrano una possibile rapida incursione fredda di matrice artica in rapida discesa dal Nord Europa. Le prime folate taglienti toccheranno le creste dell’arco alpino già da Martedì 24, portando un brusco cambiamento nella consistenza dell’aria. Ma sarà durante le giornate tra Mercoledì 25 e Giovedì 26 che l’attacco dell’inverno mostrerà il suo vero volto, quello più crudo e spietato.
L’irruzione fredda, una volta valicate le Alpi, si mostrerà più incisiva e produttiva al Centro-Sud, anche per il probabile approfondimento di un vortice ciclonico la cui posizione è ancora incerta. La portata dell’aria artica sembra notevole. Si parla di crolli vicini ai 10°C in pochissimo tempo, dopo la parziale risalita dei giorni precedenti, e il possibile ritorno della neve a quote collinari in Appennino.
Dinamiche tempestose e venti dominanti
L’arrivo frontale di questo blocco d’aria molto fredda in quota, sospinto da un flusso portante da nord nord/ovest, innescherà la rapida formazione di una profonda bassa pressione secondaria sui nostri mari, i cui effetti si faranno sentire pesantemente su gran parte del centro e del sud. Le precipitazioni assumeranno spesso e volentieri il carattere di temporale, colpendo in modo irregolare ma estremamente intenso sia le aree costiere che quelle più interne della Penisola, senza risparmiare le due Isole Maggiori.
In questa fase delicata dell’anno, i rovesci sanno essere cattivi, improvvisi, accompagnati da fitte grandinate che preoccupano non poco il settore agricolo. E in Appennino tornerà l’inverno pieno, con nevicate che a tratti raggiungeranno accumuli ragguardevoli già a partire dai 1000 metri di altitudine.
Le prospettive incerte aspettando Pasqua
All’orizzonte si profila, sempre più nitida e reale, la concreta prospettiva di un ultimo scrocio di Marzo profondamente altalenante, capricciosa e infinitamente volubile. Esattamente come esige la nostra saggezza popolare, da sempre abituata a non fidarsi mai ciecamente dei primissimi tepori illusori. L’atmosfera non sembra minimamente intenzionata a trovare pace, e forse non la troverà fino all’arrivo di Pasqua. Le mappe previsionali a lunghissimo raggio delineano un quadro sinottico estremamente dinamico.
Il nucleo centrale e propulsore del Vortice Polare continuerà a mostrare inequivocabili segni di sofferenza, sbandando vistosamente. Questo assetto caotico aprirà una vera e propria autostrada invisibile a ulteriori, insidiose incursioni fredde verso le medie latitudini, accentuando i fisiologici scambi meridiani di calore. La stagione dei fiori dovrà attendere pazientemente il suo turno formale, mentre il meteo d’inverno ha deliberatamente deciso di tornare sui propri passi quando nessuno ci avrebbe scommesso un solo euro.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
