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Aprile ribalta tutto: inizia con siccità al Nord. Neve al Centro e Sud

Federico De Michelis di Federico De Michelis
31 Mar 2026 - 18:15
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Meteo sconvolto di Primavera

Primavera ribaltata: freddo al Sud, siccità al Nord e un’Italia climaticamente spaccata in due

Nord senza pioggia, Sud sotto la neve

(METEOGIORNALE.IT) C’è una strana primavera che non vuole finire. Nelle regioni meridionali italiane affluisce aria fredda, che interessa anche il resto del paese, ma poco si percepisce – soprattutto al Nord Italia, dove le temperature rimangono elevate perché l’aria fredda, scendendo attraverso le montagne, si riscalda. Non si può parlare di ondata di freddo, per esempio, a Verona, a Milano, a Torino o a Genova: assolutamente no. Il freddo si avverte un po’ su Roma, si fa sentire anche su Grosseto, è deciso su Napoli, si percepisce parecchio su Palermo e su Pescara, lungo tutto il settore Adriatico e sull’Appennino centrale e meridionale, dove cade la neve.

Le condizioni atmosferiche mostrano su queste aree un quadro più tipico di Febbraio che di quasi Aprile: lo avevamo già detto, che Marzo sarebbe stato, in alcune circostanze, travestito da Febbraio. Tuttavia queste condizioni si sono viste solo in poche regioni e, quando si sono manifestate al Nord Italia, sono state decise, davvero tipiche del mese invernale – basti pensare alle grandi nevicate alpine, soprattutto nel settore occidentale.

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Il deficit idrico del Nord

Bisogna dirlo chiaramente: al Nord Italia c’è un deficit pluviometrico non trascurabile e, trovandoci già in primavera, dovrebbero riprendere le precipitazioni. I modelli matematici cominciano a indicare che pioverà sulle regioni settentrionali più avanti nel tempo; a volte propongono ulteriori flussi di aria fredda, che però sappiamo potrebbero non materializzarsi o non avere efficacia, dato che le Alpi sbarrano la discesa dell’aria fredda verso la Pianura Padana.

Perché l’aria fredda raggiunga il Nord Italia – parliamo della pianura – deve giungere attraverso la via orientale; quando invece soffiano forti venti da nord, il favonio surriscalda la temperatura, rendendo l’aria calda, asciutta e quasi priva di umidità, con un punto di rugiada di molti gradi sottozero. Nel frattempo i campi sono verdi, gli alberi sono in fiore, i prati fioriscono e tutto sembra primavera. Eppure accade qualcosa di paradossale: l’Appennino centrale e meridionale si imbianca di neve.

 

Nevicate eccezionali sull’Appennino

Nelle prossime quarantotto ore sono attese forti nevicate sul settore Adriatico montano – parliamo di Abruzzo, Marche, Molise – sull’Appennino pugliese, su quello campano, della Basilicata e della Calabria, nonché sulle cime della Sicilia e sui monti della Sardegna. Queste zone sono esposte alla forte bassa pressione che sta avanzando verso il Mezzogiorno italiano e che porterà maltempo diffuso. Alla fine, però, c’è un ma: le piogge al Nord non arrivano.

La stagione sembra tornare indietro per alcune regioni, verso il freddo – lo dimostra la neve abbondante sui rilievi del centro-sud, mentre al Nord Italia questo non si avverte e non si percepisce nemmeno l’arrivo della pioggia, assolutamente vitale in questo periodo dell’anno. Dovrebbero esserci giornate soleggiate, ma anche piovose: dovrebbe riprendere quella piovosità fisiologica della stagione, e la sua assenza crea un deficit concreto.

È vero che a volte un paio di giorni di pioggia intensa riempiono i pluviometri quanto avrebbe dovuto fare un intero mese. Sono queste le nuove tendenze meteo-climatiche: un clima caratterizzato dall’accentuarsi delle precipitazioni di breve durata e di maggiore intensità. Lo si vede su tutta Italia, con grandi picchi di pioggia; in questo periodo, sul settore Adriatico si segnalano accumuli di 300 mm sulle aree pedemontane dell’Abruzzo e del Molise, dove tra l’altro sono attese grandine e nevicate, e dove sta già nevicando, naturalmente in montagna.

 

La piovosità capovolta

Piove al Sud e al centro-sud – soprattutto in zone dove avrebbe dovuto piovere in pieno inverno. Il picco massimo di precipitazioni nelle regioni meridionali è tipicamente invernale, non si colloca a Marzo inoltrato o in Aprile: c’è dunque qualcosa che non va. Al contrario, il Nord Italia – che dovrebbe vedere le piogge – non le vede, oppure le sperimenta come fenomeni molto passeggeri e localizzati, sebbene a volte abbondantissimi. Si pensi alle grandi precipitazioni sull’estremo nord-ovest di una decina di giorni fa, con grandi nevicate e metri di neve sui monti del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Tutto ciò ci riporta sempre al medesimo discorso: l’anomalia climatica, che ci porteremo avanti nel tempo. Con Aprile la situazione tende a cambiare più rapidamente: ci sarà un aumento graduale della temperatura media nel corso del mese, il meteo invernale andrà esaurendosi e, teoricamente, prevarranno condizioni di vera primavera. Si dice teoricamente, perché abbiamo vissuto altri Aprile con un meteo drammaticamente freddo – quel freddo che avrebbe dovuto fare da Dicembre o Gennaio e che invece si manifesta in primavera, talvolta addirittura ai primi di Maggio, con temperature comunque contestualizzate al periodo stagionale.

 

Le gelate in Francia e Germania, danni in agricoltura

È un fenomeno che si ripete: in Francia, per esempio, l’ultima fase di freddo tardivo ha costretto gli agricoltori ad accendere falò nei campi per evitare i danni delle gelate. Da loro il freddo arriva direttamente, senza ostacoli, perché non c’è l’arco alpino a fare da scudo, e sono guai seri soprattutto in ambito agricolo. Questi sbalzi termici procurano un grande disagio alle persone, agli animali, alla fauna, alla flora e, naturalmente, all’agricoltura.

 

Le previsioni meteo di Pasqua

Le previsioni per Pasqua indicano un miglioramento del tempo e una situazione primaverile, con temperature in ripresa. Poi, nel dopo-Pasqua, inizia l’incertezza: potrebbe transitare una serie di perturbazioni sull’Italia, probabilmente associate ad aria fredda di origine marittima, riportando condizioni da tardo Febbraio. Potrebbe tornare la neve sulle Alpi e sull’Appennino, ma sarebbe comunque un tempo molto diverso da quello attuale.

La Pasqua è un periodo molto seguito per le previsioni, essendo vacanza scolastica e momento in cui molti allungano il fine settimana: due giorni festivi più il Sabato creano la situazione ideale per staccare dal lavoro. Le varie applicazioni meteo si aggiornano continuamente e per ora promettono bel tempo su quasi tutta Italia, con residui di instabilità al Sud, ma tutto è da confermare. Il quadro a medio termine rimane incerto, anche se tendenzialmente anticiclonico. Il caldo si farà sentire soprattutto nella Penisola Iberica, non in Italia: qui si arriverà a condizioni primaverili, senza eccessi fuori stagione.

 

Serve la pioggia al Nord Italia

Se non arrivano presto le piogge al Nord Italia, sarà un problema serio. È il periodo del risveglio agricolo, si lavora moltissimo nei campi e serve acqua – non quella che giunge dai fiumi o dalle falde acquifere, ma quella che scende dal cielo, l’acqua naturale. Serve per le risaie dell’estremo nord-ovest, serve per tutte le colture. Confidiamo quindi in un meteo più nella norma, sperando che arrivi davvero, perché spesso, osservando i modelli matematici, ci si rende conto nell’imminenza dell’evento che qualcosa è cambiato e che le precipitazioni attese si sono sensibilmente ridotte o azzerate. Tutto si è trasformato, tutto si è disfatto, e c’è sempre una novità all’orizzonte.

 

L’emblema di febbraio: l’anticiclone che ha cambiato il percorso delle stagioni

È un po’ come è successo a Febbraio – cito Febbraio perché è un caso emblematico. C’erano tutte le condizioni per avere un gran freddo in Europa, anche verso l’Italia, era il periodo ideale. Invece quel timido anticiclone che si stava formando verso la Penisola Iberica è esploso a dismisura, avvolgendo di mitezza quasi tutta l’Europa e non solo. Sembrava dovesse durare qualche giorno, invece si è instaurata una situazione di blocco – quelle note ormai da anni – e così abbiamo avuto quindici giorni di Febbraio estremamente primaverili.

La prima parte di Marzo ha visto l’indebolimento di quell’alta pressione, ma il Nord Italia non ha beneficiato delle precipitazioni, sempre così scarse. Si è così generata un’anomalia meteorologica durata un mese intero, che, guardando a una regione importante come il Nord Italia, si è protratta per tutto il mese di Marzo – e tutto ciò dopo un inverno anomalo, nel quale appena qualche giornata ha offerto condizioni nella media. Viviamo costantemente in anomalie climatiche, eppure a molti sembra non importare, rifugiandosi nell’argomento che «questi fenomeni ci sono sempre stati, non c’è niente di nuovo».

 

Un clima che non riconosciamo più

Ci stiamo abituando a un nuovo clima e questo adeguamento sta, lentamente, cancellando quello che era il clima di un tempo. Eppure non riusciamo ad adattare le colture: gli agricoltori si lamentano dei danni. L’ambiente naturale, le nostre città, gli alberi e le piante non sono più adatti al clima attuale – andrebbero rinnovati, perché il clima è cambiato. Basta osservare cosa succede d’inverno: non nevica più su molte regioni dove prima la neve cadeva con regolarità, oppure l’estate è diventata rovente, asfissiante. E poi ci sono queste stagioni intermedie, incerte, quasi orfane di una propria identità, dominate da condizioni atmosferiche selvagge che impongono estremi appartenenti ad altre stagioni.

In questa primavera potrebbe arrivare anche un caldo estivo, come quello registrato recentemente nel Nord America, con temperature record: un’ondata di calore in piena prima parte di Marzo. Il meteo oltreoceano è più estremo rispetto a quello europeo – ma non ci si illuda troppo su questa distinzione, perché l’Europa ormai comincia a non scherzare in tale ambito, e l’Italia è tra le aree europee più esposte al meteo estremo.

 

Dopo le alluvioni, nelle Isole Canarie arriva la Calima: un esempio di meteo estremo. Ora tocca all’Italia

Ne abbiamo parlato in precedenza: le Isole Canarie hanno vissuto situazioni assurde – dalle alluvioni di qualche giorno prima alla Kalima. Si è formata una tempesta di sabbia estesa per circa 2.000 km nel Nord Africa, nel Sahara: una nube che si è diretta verso le Isole Canarie. Per fortuna, a causa di fortissimi venti, questa nube non si è abbassata al suolo – il che avrebbe determinato gravissimi problemi respiratori e allergie nelle isole, popolate da milioni di persone – ed è rimasta in quota, tra i 4.000 e i 5.000 metri sul livello del mare. Anche questa è meteo estremo, anche se la Kalima è un fenomeno abbastanza comune in certi periodi dell’anno su quell’arcipelago.

 

Nei prossimi giorni di meteo estremo ne sentiremo ancora parlare nelle cronache, soprattutto sull’Appennino centrale e nelle regioni adriatiche, dove è atteso un maltempo serio; poi un balzo termico verso l’alto governerà improvvisamente un clima più primaverile – ma quanto durerà? Anche questo peggioramento in corso è stato annunciato tardivamente dai modelli matematici, prendiamone atto. Per le previsioni locali, anche se in una visione d’insieme i modelli possono essere considerati discreti, quello che conta alla fine è il meteo quotidiano, il tempo che si manifesta concretamente – non il clima atteso.

  (METEOGIORNALE.IT)

Credit:

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • World Meteorological Organization (WMO)
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • Severe Weather Europe – Spring 2026 Forecast
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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