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E’ in piena azione l’annunciato “ciclone freddo” invernale per questa fase finale di marzo. Azione un po’ anacronistica, ma, per così come son evolute, specie nelle ultime settimane, alcune faccende soprattutto stratosferiche, era da mettere nel conto un colpo di coda invernale.

Esso, come abbiamo avuto modo di rilevare ampiamente nei nostri precedenti editoriali, si sta già mostrando e continuerebbe a mostrarsi nelle prossime ore anche poderoso, con molti rovesci e temporali, in particolare sulle regioni del medio/alto Adriatico e relative appenniniche, ma, soprattutto, con nevicate consistenti sul Centro Nord Appennino.

 

Ci sono conferme, anche con gli ultimissimi dati, che la neve cadrebbe abbondante e fino in collina tra i rilievi toscani, specie Nord-orientali, quelli Emiliano-Romagnoli, poi Marchigiani, umbri e abruzzesi: su queste aree sono attesi, entro sabato 28, 20/30 cm a partire dall’alta collina o bassa montagna, diversi centimetri anche più in basso e accumuli di 70-80, fino a 100 cm sopra i 1.000 metri.

Insomma, un’azione invernale veramente significativa e fuori stagione, considerato che siamo oramai sul finire della prima settimana di primavera.

 

Ma, nelle nostre rubriche sul medio-lungo termine, avevamo accennato a una possibile persistenza dell’azione fredda invernale anche nei giorni successivi, dopo una breve pausa inter-ciclonica.

E i dati ultimi confermano questa tendenza. Per la giornata di sabato 28, continuerebbero rovesci e locali nevicate intorno agli 800/1000 m sul medio basso Adriatico e localmente al Sud, il tempo, invece, sarebbe prevalentemente bello sul resto d’Italia, soprattutto sul Medio Alto Tirreno e al Nord, sebbene piuttosto freddo e con gelate al mattino.

 

La domenica 29 trascorrerebbe all’insegna del bel tempo prevalente un po’ ovunque, grazie a una breve e debole rimonta anticiclonica, poi, per lunedì 30, già inizierebbero ad avvertirsi prime influenze di un’altra azione fredda proveniente dal Nord Europa con più nubi e locali piogge o temporali al Centro, sul basso Tirreno, sulle isole, al Nordest e su Alpi, qui di nuovo con neve bassa entro sera per calo sensibile delle temperature.

Sarebbe, poi, tra martedì 31 e mercoledì 1 aprile, che prenderebbe forma il nuovo peggioramento invernale verso il Mediterraneo centrale e anche verso l’Italia, a causa di una ennesima saccatura fredda di matrice polare, che affonderebbe la sua azione verso il nostro bacino, sfruttando l’insistenza di una posizione meridiana su Centro Ovest Europa dell’anticiclone sub-tropicale.

 

Va premesso che, data una evoluzione ancora a 5/6 giorni, il possibile e più credibile orientamento dell’asse di saccatura è ancora abbastanza incerto, potendo esso puntare dritto il Mediterraneo centrale o magari virare leggermente a Ovest.

Se l’asse si indirizzasse più centrale, arrecherebbe freddo più diffuso da Nord a Sud e altre nevicate anche a quote basse, su buona parte del territorio; se dovesse virare un po’ più a  Ovest, magari gli effetti invernali sarebbero più visibili al Centro Nord e soprattutto sul Centro appennino, meno al Sud.

 

In ogni modo, per struttura potenziale e per estrazione della massa d’aria, l’azione si configurerebbe senz’altro di tipo invernale, per cui arrecherebbe altro importante maltempo generale sull’Italia, attraverso piogge e temporali diffusi, venti intensi e altre nevicate a quote medio-basse. Monitoreremo costantemente questo possibile secondo “raid invernale” a stretto giro, nei nostri quotidiani aggiornamenti sul medio periodo.  Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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