
(METEOGIORNALE.IT) Nonostante le condizioni meteo volgano a un periodo più primaverile, pare sempre più probabile Il ritorno del maltempo. La circolazione atlantica, infatti, continua a essere davvero molto dinamica. Ne consegue che riesce a ostacolare qualsiasi tentativo di instaurare un blocco atmosferico su scala euro-atlantica. Questa configurazione mantiene sull’Italia la possibilità di avere periodi di maltempo a tratti.
Andiamo per gradi
Chiariamo subito il concetto. Avremo quattro o cinque giorni di bel tempo per tutti. Questa è una pausa assolutamente gradita dopo le piogge eccezionali delle ultime cinque settimane. A cominciare da lunedì 23, infatti, sole e mitezza per tutti.
Unica eccezione: le pianure settentrionali, che potranno assistere al ritorno di foschie e banchi di nebbia nelle ore notturne e al primo mattino, ma in rapida dissoluzione, dato che oramai il sole scalda molto di più rispetto al mese di dicembre.

Ecco il cambiamento
La data cardine Dovrebbe essere giovedì 26. Ci aspettiamo i primi piovaschi sulle regioni del Nord-Ovest. Nulla di particolare, però intanto il tempo comincia a diventare più brutto. Peggioramento più marcato per la giornata di venerdì 27.
L’anticiclone si manterrà piuttosto saldo in prossimità delle Isole Azzorre, ma il flusso Atlantico riuscirà a scavarsi un percorso e una fase di maltempo piomberà addosso alle regioni occidentali del nostro paese. Ne deriverebbe un peggioramento con piogge e rovesci in propagazione dalle regioni settentrionali verso quelle centrali.
In questo caso, le nevicate sulle aree alpine sarebbero a quote non particolarmente basse. In questa fase pare un po’ più escluso il Meridione. Questo perché l’alta pressione non sarà totalmente scacciata via, come è successo le scorse settimane.

E inizio marzo?
Qualcosa di analogo. Andando ad analizzare attentamente i modelli a lunga gittata, la tendenza generale suggerisce una nuova espansione del flusso atlantico sull’Europa e sul Mediterraneo, con un progressivo ridimensionamento delle alte pressioni. Queste ultime, con buona probabilità, rimarrebbero confinate soprattutto alle latitudini più meridionali.
In tale quadro meteo l’Italia potrebbe tornare a essere interessata dal passaggio di perturbazioni di una certa intensità. Secondo le evoluzioni attuali le regioni del Nord sarebbero nettamente coinvolte, mentre quelle meridionali molto più di striscio rispetto al mese di febbraio. Ma ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
