Ennesimo esempio di blocco atmosferico. Stiamo subendo una circolazione atmosferica insistente che convoglia una sequenza quasi ininterrotta di sistemi perturbati verso l’area del Mediterraneo. Questo pattern meteo è sempre più consolidato e rende praticamente ripetitiva ogni previsione.
Un primo cambiamento
Comincia a emergere un primo segnale di cambiamento nella configurazione dei principali centri di azione a scala sinottica, un cambiamento che potrebbe prendere forma concreta verso il prossimo fine settimana. Si rafforza infatti l’ipotesi già accennata nella precedente analisi, ovvero quella di una maggiore ondulazione del flusso atmosferico in quota. Sebbene non sia un vero e proprio ribaltone meteo, si tratta di un segnale capace di favorire una discesa più incisiva delle masse d’aria fredda verso latitudini inferiori.
Prima però ancora mite
Tra mercoledì 11 e venerdì 13, il tempo rimane condizionato da un’accelerazione temporanea delle correnti occidentali, alimentata da un marcato gradiente barico orizzontale nel medio oceano atlantico. La conseguenza? Semplice, un altro afflusso di aria temperata alle nostre latitudini, con temperature in quota anche tra quattro e otto gradi al di sopra della media del periodo.

Cambiamento nel weekend
Nonostante il contesto resti dinamico e improntato a una persistente circolazione depressionaria, continueremo quindi a vivere giornate tutt’altro che invernali. Anzi, un mix tra autunno e primavera. L’aumento delle temperature comporterà anche un innalzamento sensibile della quota dello zero termico e, di conseguenza, del limite delle nevicate, che si collocherà su livelli tipici di marzo o addirittura aprile, se trattiamo la catena appenninica.
Nel corso del fine settimana, però, la corrente a getto polare potrebbe accentuare la propria ondulazione, favorendo uno scambio più marcato tra masse d’aria di diversa origine. Una saccatura di matrice artica, in discesa dalla Scandinavia verso l’Europa centrale, dovrebbe riuscire a sfiorare anche il nostro paese. Non sarà un vero e proprio ciclone che porterà neve a bassa quota. Ma sicuramente registreremo un calo termico abbastanza interessante.

Fine delle piogge?
Pare proprio di no. Si tratterebbe comunque di una fase meteo transitoria, non associata a un blocco duraturo della circolazione atmosferica. Il suo effetto principale sarebbe quello di riportare i valori termici su livelli più coerenti con la stagione invernale, senza eccessi, e di offrire una temporanea attenuazione del maltempo. Ricordiamo che, in una configurazione di blocco, non è detto che l’Italia sia sempre dalla parte asciutta. Può essere anche nella zona umida, come in questo caso.
Ricordiamo inoltre che eventi meteo estremi come queste piogge oppure come ciclone Harry altro non sono che è logiche conseguenze degli stravolgimenti climatici presenti oramai da anni. Non solo nella zona mediterranea, ma un po’ in tutto il mondo.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE