
(METEOGIORNALE.IT) L’alta pressione è tornata a dominare la scena meteorologica da Nord a Sud, come non accadeva letteralmente da mesi. Questa volta non si tratta della solita breve parentesi di bel tempo, destinata a essere rapidamente spazzata via da nuove perturbazioni atlantiche. Al contrario, siamo di fronte a un anticiclone ampio, robusto e ben strutturato, capace di erigere una vera e propria barriera contro l’ingresso delle correnti instabili almeno fino alla fine di Febbraio. In tutto questo, lo zero termico schizzerà alle stelle.
Alta pressione a tutta forza, zero termico alle stelle
Dopo settimane di piogge, vento e continui passaggi perturbati, lo scenario cambia radicalmente. L’ultima parte del mese avrà un sapore quasi primaverile su molte regioni: il Sole splenderà quasi ovunque e le giornate appariranno più luminose e piacevoli. Anche la percezione del tepore sarà amplificata dal fatto che le ore di luce sono ormai aumentate sensibilmente e l’equinozio di primavera non è poi così lontano.
Attenzione però a non lasciarsi ingannare. Non siamo di fronte a un’ondata di caldo anomala o fuori stagione come accaduto in alcuni episodi degli anni passati tra Febbraio e Marzo. Il cuore dell’alta pressione resterà infatti più a ovest, tra Spagna e Francia, dove le temperature in quota saranno decisamente più elevate. L’Italia si troverà in una posizione più periferica rispetto al massimo anticiclonico, e questo consentirà a deboli correnti più fresche provenienti dai Balcani di limitare eventuali eccessi termici.
In questa fase assisteremo a:
- Stabilità diffusa e assenza di perturbazioni
- Temperature gradevoli ma senza eccessi al suolo
- Maggiore irraggiamento solare nelle ore centrali
- Aumento sensibile delle temperature in quota
Perché lo zero termico salirà rapidamente
Ed è qui che emerge un aspetto molto interessante: paradossalmente farà più caldo in montagna che in pianura, soprattutto oltre i 2000 metri di quota. Il motivo è legato alla subsidenza, un fenomeno tipico delle alte pressioni più intense. Quando l’anticiclone si rafforza, l’aria tende a scendere lentamente dagli strati superiori dell’atmosfera verso il basso. Durante questa discesa l’aria si comprime e, comprimendosi, si riscalda. È un riscaldamento “dinamico”, non legato direttamente al Sole, ma alla fisica dell’atmosfera.
Questo processo provoca un aumento significativo delle temperature in quota, molto più evidente rispetto a quello registrato al suolo. Il risultato è che lo zero termico, cioè la quota alla quale la temperatura dell’aria raggiunge gli 0°C, tende a salire rapidamente. In queste situazioni può portarsi anche oltre i 2500-3000 metri, un valore piuttosto elevato per il periodo.
Cosa comporta uno zero termico così alto
Uno zero termico così alto non è un dettaglio da poco. Significa che gran parte delle cime alpine si troverà in un contesto termico insolitamente mite. La neve presente sui monti, soprattutto quella caduta nelle settimane precedenti, sarà sottoposta a un rapido processo di fusione. Durante il giorno il Sole e le temperature più alte favoriranno la fusione superficiale; durante la notte, con il cielo sereno, potrà verificarsi un nuovo rigelo. Questo continuo ciclo di scioglimento e ricongelamento modifica la struttura del manto nevoso.
Le principali conseguenze saranno:
- Fusione superficiale della neve nelle ore diurne
- Rigelo notturno con formazione di croste
- Indebolimento degli strati superiori del manto
- Aumento del rischio valanghe sui pendii più ripidi
Il manto nevoso non è un blocco compatto, ma un insieme di strati depositati in momenti diversi, con caratteristiche differenti. Quando interviene un improvviso rialzo termico, gli strati superiori possono perdere coesione o scivolare su quelli inferiori più duri e compatti. È proprio in queste fasi che il rischio valanghe può aumentare, specialmente sui pendii più ripidi e nelle ore più calde della giornata.
Temperature al suolo: clima mite ma senza eccessi
Nel frattempo, alle quote più basse, il clima sarà gradevole ma senza eccessi. Nelle zone interne del Centro-Sud e sulle isole maggiori si potranno registrare massime comprese tra 17 e 20°C, valori sicuramente piacevoli ma non eccezionali per la fine di Febbraio. Qualche punta di 21°C non è esclusa in Sardegna e nelle aree interne della Sicilia, dove l’irraggiamento solare sarà più efficace.
Situazione leggermente diversa per la Val Padana e le coste adriatiche, dove le temperature nelle ore centrali si manterranno tra 14 e 16°C. Qui, nelle ore notturne e al primo mattino, potrà ancora manifestarsi l’inversione termica: l’aria fredda ristagnerà nei bassi strati mentre in collina e in montagna farà più caldo. È una delle caratteristiche più tipiche delle alte pressioni invernali sul nostro Paese.
Fonti e modelli previsionali utilizzati
Per questa analisi sono state consultate le ultime emissioni dei principali modelli meteorologici internazionali, che confermano un deciso rialzo dello zero termico a fine Febbraio:
GFS – Global Forecast System (NOAA)
https://www.ncep.noaa.gov
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
https://www.ecmwf.int
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov (METEOGIORNALE.IT)
