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      Home ยป Zero termico alle stelle, un grosso problema per le montagne a fine Febbraio
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      Zero termico alle stelle, un grosso problema per le montagne a fine Febbraio

      Alta pressione per giorni, arriva anche aria tiepida africana in quota. Rischio valanghe in aumento.

      Raffaele Laricchia
      Raffaele Laricchia
      Pubblicato: 23/02/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Alta pressione a tutta forza, zero termico alle stelle
      • Perchรฉ lo zero termico salirร  rapidamente
        • Cosa comporta uno zero termico cosรฌ alto
      • Temperature al suolo: clima mite ma senza eccessi
        • Fonti e modelli previsionali utilizzati

      Lโ€™alta pressione รจ tornata a dominare la scena meteorologica da Nord a Sud, come non accadeva letteralmente da mesi. Questa volta non si tratta della solita breve parentesi di bel tempo, destinata a essere rapidamente spazzata via da nuove perturbazioni atlantiche. Al contrario, siamo di fronte a un anticiclone ampio, robusto e ben strutturato, capace di erigere una vera e propria barriera contro lโ€™ingresso delle correnti instabili almeno fino alla fine di Febbraio. In tutto questo, lo zero termico schizzerร  alle stelle.

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      Alta pressione a tutta forza, zero termico alle stelle

      Dopo settimane di piogge, vento e continui passaggi perturbati, lo scenario cambia radicalmente. Lโ€™ultima parte del mese avrร  un sapore quasi primaverile su molte regioni: il Sole splenderร  quasi ovunque e le giornate appariranno piรน luminose e piacevoli. Anche la percezione del tepore sarร  amplificata dal fatto che le ore di luce sono ormai aumentate sensibilmente e lโ€™equinozio di primavera non รจ poi cosรฌ lontano.

      Attenzione perรฒ a non lasciarsi ingannare. Non siamo di fronte a unโ€™ondata di caldo anomala o fuori stagione come accaduto in alcuni episodi degli anni passati tra Febbraio e Marzo. Il cuore dellโ€™alta pressione resterร  infatti piรน a ovest, tra Spagna e Francia, dove le temperature in quota saranno decisamente piรน elevate. Lโ€™Italia si troverร  in una posizione piรน periferica rispetto al massimo anticiclonico, e questo consentirร  a deboli correnti piรน fresche provenienti dai Balcani di limitare eventuali eccessi termici.

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      In questa fase assisteremo a:

      • Stabilitร  diffusa e assenza di perturbazioni
      • Temperature gradevoli ma senza eccessi al suolo
      • Maggiore irraggiamento solare nelle ore centrali
      • Aumento sensibile delle temperature in quota

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      Perchรฉ lo zero termico salirร  rapidamente

      Ed รจ qui che emerge un aspetto molto interessante: paradossalmente farร  piรน caldo in montagna che in pianura, soprattutto oltre i 2000 metri di quota. Il motivo รจ legato alla subsidenza, un fenomeno tipico delle alte pressioni piรน intense. Quando lโ€™anticiclone si rafforza, lโ€™aria tende a scendere lentamente dagli strati superiori dellโ€™atmosfera verso il basso. Durante questa discesa lโ€™aria si comprime e, comprimendosi, si riscalda. รˆ un riscaldamento โ€œdinamicoโ€, non legato direttamente al Sole, ma alla fisica dellโ€™atmosfera.

      Questo processo provoca un aumento significativo delle temperature in quota, molto piรน evidente rispetto a quello registrato al suolo. Il risultato รจ che lo zero termico, cioรจ la quota alla quale la temperatura dellโ€™aria raggiunge gli 0ยฐC, tende a salire rapidamente. In queste situazioni puรฒ portarsi anche oltre i 2500-3000 metri, un valore piuttosto elevato per il periodo.

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      Cosa comporta uno zero termico cosรฌ alto

      Uno zero termico cosรฌ alto non รจ un dettaglio da poco. Significa che gran parte delle cime alpine si troverร  in un contesto termico insolitamente mite. La neve presente sui monti, soprattutto quella caduta nelle settimane precedenti, sarร  sottoposta a un rapido processo di fusione. Durante il giorno il Sole e le temperature piรน alte favoriranno la fusione superficiale; durante la notte, con il cielo sereno, potrร  verificarsi un nuovo rigelo. Questo continuo ciclo di scioglimento e ricongelamento modifica la struttura del manto nevoso.

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      Le principali conseguenze saranno:

      • Fusione superficiale della neve nelle ore diurne
      • Rigelo notturno con formazione di croste
      • Indebolimento degli strati superiori del manto
      • Aumento del rischio valanghe sui pendii piรน ripidi

      Il manto nevoso non รจ un blocco compatto, ma un insieme di strati depositati in momenti diversi, con caratteristiche differenti. Quando interviene un improvviso rialzo termico, gli strati superiori possono perdere coesione o scivolare su quelli inferiori piรน duri e compatti. รˆ proprio in queste fasi che il rischio valanghe puรฒ aumentare, specialmente sui pendii piรน ripidi e nelle ore piรน calde della giornata.

      ย 

      Temperature al suolo: clima mite ma senza eccessi

      Nel frattempo, alle quote piรน basse, il clima sarร  gradevole ma senza eccessi. Nelle zone interne del Centro-Sud e sulle isole maggiori si potranno registrare massime comprese tra 17 e 20ยฐC, valori sicuramente piacevoli ma non eccezionali per la fine di Febbraio. Qualche punta di 21ยฐC non รจ esclusa in Sardegna e nelle aree interne della Sicilia, dove lโ€™irraggiamento solare sarร  piรน efficace.

      Situazione leggermente diversa per la Val Padana e le coste adriatiche, dove le temperature nelle ore centrali si manterranno tra 14 e 16ยฐC. Qui, nelle ore notturne e al primo mattino, potrร  ancora manifestarsi lโ€™inversione termica: lโ€™aria fredda ristagnerร  nei bassi strati mentre in collina e in montagna farร  piรน caldo. รˆ una delle caratteristiche piรน tipiche delle alte pressioni invernali sul nostro Paese.

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      Fonti e modelli previsionali utilizzati

      Per questa analisi sono state consultate le ultime emissioni dei principali modelli meteorologici internazionali, che confermano un deciso rialzo dello zero termico a fine Febbraio:

      GFS โ€“ Global Forecast System (NOAA)
      https://www.ncep.noaa.gov

      ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      https://www.ecmwf.int

      NOAA โ€“ National Oceanic and Atmospheric Administration
      https://www.noaa.gov

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