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Ritorna l’inverno, l’anticiclone collasserà a marzo ne vedremo delle belle

Il dominio anticiclonico durerà a lungo per poi sgretolarsi all’improvviso, il freddo artico tenterà un ultimo assalto

Mauro Meloni di Mauro Meloni
23 Feb 2026 - 21:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Marzo con ipotesi di freddo invernale acuto
Minaccioso scenario invernale a marzo

 

(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente, ne avevamo avuto abbastanza del meteo piovoso delle ultime settimane e l’anticiclone arrivato ad abbracciare l’Italia è accolto in modo estremamente gradito. Quante volte, uscendo di casa abbiamo sbuffato davanti all’ennesimo cielo grigio piombo? Una noia infinita, in effetti. Ora invece c’è un sole radioso e pone fine all’inarrestabile flusso perturbato, anche se l’attuale poi si ribalterà ancora una volta quando meno ce lo aspetteremo.

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Non dobbiamo quindi pensare che la strada è spianata verso un tipo di tempo tranquillo. Stiamo semplicemente vivendo la fine di un ciclo con l’instaurarsi di un anticiclone che mancava da tanto tempo. Possiamo definirla come la pausa rigenerante prima del grande scompiglio primaverile pronto a sorprenderci.

 

Il vero freddo, quello pungente e capace di portare la neve a quote collinari, resterà confinato per un po’ molto lontano dal nostro Paese. Rimarrà comodamente parcheggiato a latitudini estreme, in attesa di capire se Marzo vorrà, come spesso accade, mescolare di nuovo e maliziosamente le carte in tavola.

 

L’aspetto più rilevante di questa evoluzione a breve termine non è tanto la fine delle piogge eccessive, che di per sé rappresenta già una notizia a dir poco eccellente. La vera anomalia è la prepotenza assoluta con cui l’alta pressione si sta ergendo sull’intero scacchiere europeo, facendo risalire masse d’aria particolarmente miti per il periodo.

 

Le temperature subiranno un’ulteriore impennata decisa anche sull’Italia, regalandoci i primi veri tepori stagionali. Sentiremo l’aria addolcirsi sulla pelle. I termometri sono letteralmente pronti a superare agevolmente i 18°C o perfino i 20°C nelle ore centrali della giornata su alcune parti dell’Italia

 

Il cuore pulsante di questa enorme bolla calda, l’epicentro del calore anomalo, posizionerà i suoi massimi di pressione un po’ più a ovest rispetto a noi. Abbraccerà direttamente la Spagna e la Francia meridionale. Proprio in quei territori si registreranno le anomalie termiche più marcate e sorprendenti, mentre l’Europa settentrionale assisterà a un temporaneo, ma significativo, ritiro delle masse gelide verso il circolo polare artico.

 

Una sensazione di primavera improvvisa

Stiamo parlando, senza mezze misure, del primo vero dominio anticiclonico di questo nuovo anno appena iniziato. Questa monolitica configurazione atmosferica ci regalerà la sensibile, quasi tangibile, illusione di una primavera esplosa in netto anticipo. Luce, semplicemente tanta luce. I cieli finalmente sereni e tersi permetteranno al sole di scaldare a fondo i terreni così saturi d’acqua, risvegliando precocemente e forse incautamente la natura dormiente.

 

È un vero sollievo psicologico, oltre che puramente fisico. Potremo godere di lunghe passeggiate all’aperto senza il terrore costante di un acquazzone improvviso pronto a rovinarci la giornata. I parchi cittadini torneranno a popolarsi di bambini e sportivi. Ma attenzione a non cantare vittoria troppo presto, perché l’inganno meteorologico è letteralmente dietro l’angolo.

 

Il collasso inevitabile e il rischio del gelo tardivo

Le dinamiche a livello emisferico suggeriscono infatti che questo stato di quiete assoluta potrebbe avere i giorni tristemente contati. Spingendo lo sguardo attento dei calcolatori oltre la fine di Febbraio, i modelli matematici parlano insolitamente chiaro. Le spietate correnti instabili oceaniche proveranno a riorganizzarsi con estrema violenza e determinazione. La possente macchina atlantica cercherà nuovamente, e ripetutamente, di forzare il massiccio blocco anticiclonico. Il suo chiaro intento? Riportare tutto il suo carico di umidità e maltempo verso il nostro mare, riprendendosi ciò che le è stato tolto.

 

Marzo ha la storica e meritata nomea di mese pazzerello, e raramente delude le aspettative di chi cerca colpi di scena. Modificare radicalmente e in modo permanente lo schema circolatorio che ha dominato gli ultimi lunghissimi mesi è un’impresa complessa, perfino per l’alta pressione più robusta e ben strutturata.

 

È oggettivamente troppo presto per decretare l’inizio definitivo della bella stagione. La primavera per sua stessa intima definizione è il periodo degli sbalzi termici per eccellenza, dei repentini cambi di guardaroba e dei colpi di coda traditori.

 

L’ombrello protettivo reggerà quasi sicuramente per tutta la settimana, e con ottima probabilità potrebbe allungarsi fino ai primissimi, incerti giorni di Marzo.  Tuttavia, il collasso del granitico blocco alto pressorio è in qualche modo già scritto nelle complesse mappe a lungo termine. Un suo fisiologico e inesorabile indebolimento è ipotizzabile già sul nascere del nuovo mese, lasciando di nuovo spazio vitale a prime infiltrazioni nuvolose e fredde da ovest e, in un secondo momento, da nord.

 

Ovviamente parliamo di una tendenza macroscopica che necessiterà inevitabilmente di ulteriori conferme nei prossimi giorni. Una cosa però è certa, l’inverno sembra temporaneamente rimandato a data da destinarsi, la primavera ha vinto la sua primissima e timida battaglia stagionale, ma la vera guerra per il dominio atmosferico del meteo di Marzo è appena incominciata e il gelo farà la sua immancabile mossa.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Anticiclone africanometeo marzoriscaldamento globalevortice polare
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Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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