
(METEOGIORNALE.IT) Ebbene sì, passò piuttosto in sordina ma fu un evento meteo davvero eccezionale. Nel marzo del 2017 l’Italia fu al centro di un periodo estremamente secco e mite. Quel mese si collocò tra i più caldi mai rilevati fino ad allora, facendo registrare valori medi ben superiori rispetto a quelli tipici del periodo. Come se non bastasse, mancarono quasi del tutto le precipitazioni. E fu un appannaggio della terrificante siccità che devastò buona parte dell’Italia nella successiva estate.
Caldissimo soprattutto metà
Le anomalie termiche furono particolarmente evidenti nella seconda metà del mese, quando diverse zone sperimentarono valori anche di 25-27 gradi e per giunta senza l’ausilio del vento di favonio. Le temperature mensili furono davvero ingenti e superarono di slancio le medie stagionali. Stiamo parlando di 4,5 gradi al di sopra della media del periodo in alcune zone del Nord.
Parallelamente, come se non bastasse già questo fatto, la scarsità di piogge aggravò una situazione di siccità che si protraeva già dai mesi precedenti. Questo perché pure l’inverno non fu particolarmente piovoso sulle regioni del Nord. Diversamente, sulle adriatiche fu invece incredibilmente nevoso, soprattutto il mese di gennaio e tra Marche e Puglia.
Potrebbe essere un monito
Sappiamo bene che le attuali condizioni climatiche sono ben diverse. Uno stop dalle piogge di alcuni giorni non deve assolutamente essere visto come una recipiente siccità. In quell’occasione la scarsità di precipitazioni si protrasse già da inizio inverno, senza contare poi che l’eccezionale presenza di favonio fece seccare tantissimo i terreni.
Memorabile la il pomeriggio del 10 marzo, quando in Valle Padana si toccarono delle umidità relative anche del 3%. Valori da pieno deserto! Questo deve essere un esempio di come le precipitazioni primaverili siano comunque importanti. Da un lato è fondamentale un congruo stop delle piogge. Ma da quell’altro è fondamentale che le condizioni meteo piovose tornino tra aprile e maggio. Visto che l’estate sarà lunga, calda e secca.
Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)



