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STRATWARMING a metà mese: gli esperti spiegano le reali possibilità di FREDDO in Italia

Davide Santini di Davide Santini
02 Feb 2026 - 10:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Da circa un paio di settimane l’attenzione degli esperti è rivolta verso le probabili dinamiche atmosferiche alle altissime latitudini. Un vero e proprio lago gelido, che si è formato in questi periodi tra Scandinavia e Russia Europea, rappresenta un potenziale protagonista dell’inverno europeo.

 

Dalle tendenze meteo emerge che è possibile un’estensione della massa d’aria fredda (si noti la didascalia a fine articolo). Ma in questo articolo andiamo a scoprire le reali possibilità. Al fine di mostrare ai nostri lettori se sussistono le condizioni per l’arrivo di gelo intenso oppure no.

 

Non fa per niente freddo

Da metà gennaio in poi il freddo in Italia è stato praticamente assente. Il nostro paese piuttosto ha dovuto fare i conti soprattutto con una fase prolungata di maltempo, caratterizzata da precipitazioni frequenti e talvolta intense. Un clima autunnale dunque.

 

Il freddo vero, quello secco e pungente tipico delle irruzioni continentali, è rimasto confinato più a est, lasciando spazio da noi a condizioni più miti, seppur instabili. Va benissimo che arrivino precipitazioni abbondanti, così da avere molte scorte idriche. Ma al tempo stesso è opportuno che arrivi anche un po’ di freddo.

 

Vediamo questa mappa

Analizziamo i dati modello ECMWF basato sui dati del programma Copernicus. Cosa possiamo notare? Non c’è freddo. Almeno fino al 10. La mappa delle anomalie termiche previste per la prima decade di questo mese mostra in maniera inequivocabile che continuerà un clima di stampo autunnale. Maltempo deciso. A tratti anche intenso. Ma niente irruzioni gelide da nord.

 

Questo si tradurrà in piogge abbondanti su molte regioni e in nevicate prevalentemente concentrate sull’arco alpino. Solo occasionalmente la neve potrebbe spingersi a quote più basse, in particolare sul settore nord-occidentale. Piemonte come sempre in pole position, ma non in maniera diffusa. Al massimo potrebbero essere imbiancate coreografiche a bassa quota.

 

Canale depressionario deciso a continuare a condizionare il tempo sull’Italia almeno fino al 9 febbraio. Prepariamoci quindi a un susseguirsi di maltempo senza sosta.

 

Grosso cambiamento a metà mese?

Le elaborazioni dei modelli meteo indicano una situazione piuttosto dinamica, con il freddo che tenterà un lieve avvicinamento ai confini italiani. Sarà la volta buona Perché riesca a valicare le Alpi? Ovviamente manca ancora troppo tempo e dobbiamo analizzare le tendenze probabilistiche.

 

Per quanto riguarda la statistica, con uno probabile riscaldamento stratosferico e un vortice polare molto debole le probabilità di avere un periodo freddo a metà febbraio sono comunque non trascurabili. Non possiamo dare ulteriori dettagli e quindi invitiamo I lettori a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo.

 

Possibilità di freddo dilagante dopo il 10-11 febbraio, e in particolare attorno a metà mese. Stiamo parlando Comunque di tendenze oltre 10 giorni e quindi andranno confermate opportunamente in sede previsionale. Ciò non toglie che la probabilità non sia così bassa.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aggiornamenti meteoalpialtissime latitudinianomalie termicheAROMEARPEGEcambiamento climaticoclima autunnalecopernicusECMWFfreddogeloICONinverno europeoIPCCJMAlago gelidomaltempometeo ItaliaNASAneveNOAAPiemonteprecipitazioniprevisione meteoriscaldamento stratosfericoRussia europeaScandinaviatendenze meteovortice polareWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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