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Sconvolgimento meteo piogge senza tregua e gelo pronto a entrare

Italia ancora sotto perturbazioni atlantiche mentre il grande freddo osserva da est.

Pierfranco Serra di Pierfranco Serra
31 Gen 2026 - 10:23
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il meteo europeo sta vivendo una fase di forte contrasto, uno di quei momenti in cui basta alzare lo sguardo alla carta sinottica per capire che qualcosa di grosso bolle in pentola. Da una parte c’è il gelo più severo, quello vero, continentale, che si sta accumulando tra Russia e Scandinavia come una molla sempre più compressa. Dall’altra c’è l’Italia, che continua a rimanere esposta a una circolazione atlantica insistente, umida, perturbata, con sistemi nuvolosi in serie e precipitazioni abbondanti soprattutto al Nord e lungo l’arco alpino.

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Partiamo proprio dal grande freddo a est. Tra la Russia settentrionale e la Scandinavia è pieno inverno in senso estremo: qui il lobo siberiano domina la scena e i valori termici parlano chiaro. Nelle regioni più settentrionali della Russia si toccano punte prossime ai -40°C, mentre tra San Pietroburgo e Mosca le temperature restano stabilmente intorno ai -20°C, con ulteriori possibili cali nei prossimi giorni. È una massa d’aria gelida vasta, compatta, strutturata su più livelli dell’atmosfera. Per ora resta confinata lontano dall’Europa occidentale, ma la sua sola presenza è un segnale da non sottovalutare.

 

Nel frattempo, sul fronte italiano, lo scenario è completamente diverso. Non cambia il regime atmosferico: l’Atlantico continua a spingere e lo fa con decisione. Nei prossimi giorni sono attesi altri impulsi perturbati, con piogge diffuse, locali temporali e rinforzi di vento soprattutto al Centro-Sud. Al Nord, invece, l’attenzione è tutta per le Alpi, dove gli accumuli nevosi diventeranno davvero importanti. In alcune aree si potrebbe superare abbondantemente il metro di neve fresca entro metà settimana, con nuove nevicate anche sul Triveneto e condizioni ideali per il comparto invernale.

 

In Val Padana, le precipitazioni saranno prevalentemente piovose (non si escludono sconfinamenti nevosi a quote basse o sin verso il piano su ovest Piemonte), con terreni già saturi che iniziano a mostrare i primi segnali di affaticamento. Ci sarà forse una breve pausa nel fine settimana, più che altro una tregua, prima di una nuova ripartenza del maltempo all’inizio della prossima settimana. Insomma, pioggia che beve, montagne che si caricano di neve e un’Italia che, per ora, resta lontana dal grande freddo.

 

Ed è qui che entra in gioco la suspense, perché il meteo non è fatto solo di ciò che accade oggi o domani, ma anche di ciò che potrebbe cambiare improvvisamente. Alcuni segnali iniziano a comparire attorno al 9-10 febbraio: piccoli movimenti barici, lievi cedimenti della circolazione occidentale, tentativi di ondulazione che, se confermati, potrebbero aprire un varco. Un varco attraverso il quale il gelo accumulato a est potrebbe provare a muoversi verso l’Europa centro-occidentale, Italia compresa. È ancora presto per parlare di certezze, ma l’ipotesi esiste, ed è una di quelle da seguire con attenzione. Per ora osserviamo, monitoriamo e aspettiamo: l’inverno, quello vero, potrebbe non aver ancora detto l’ultima parola.

Ci ritorneremo.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: freddogelogelo da est a febbraioinvernomaltempometeometeo febbraioneveneve abbondante su alpinevicateondata di gelo russopioggepioggiaprevisioni meteotemperature
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Pierfranco Serra

Pierfranco Serra

Appassionato di meteorologia fin da bambino, ho sempre nutrito un forte interesse per la neve e i fenomeni atmosferici estremi. Dal 2005 collaboro con Meteo Giornale, contribuendo con articoli, analisi e approfondimenti. Nel corso degli anni ho maturato una significativa esperienza come previsore aeronautico, un ruolo che mi ha permesso di conoscere a fondo le dinamiche atmosferiche sia dal punto di vista tecnico che operativo La divulgazione meteorologica è per me molto più di un lavoro: è una passione che coltivo con rigore scientifico, curiosità e il desiderio di rendere la meteorologia accessibile a tutti.

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