
- Prima fase: AO e NAO positive, Europa piรน mite e getto piรน teso
- Asia e Nord America: due risposte diverse allo stesso schema emisferico
- Week 2: AO/NAO piรน neutrali, ma aumenta il potenziale ondulatorio
- La chiave vera: PCH e accoppiamento stratosfera-troposfera
- Tendenza finale: prima zonale, poi possibile cambio di marcia
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ร uno di quei passaggi che, in meteorologia operativa, spesso decide se il finale dellโinverno resta su binari miti e atlantici oppure se torna a riaccendersi una dinamica piรน invernale, fatta di scambi meridiani e irruzioni a ondate.
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Prima fase: AO e NAO positive, Europa piรน mite e getto piรน teso
Nel breve termine, il segnale รจ abbastanza chiaro: le anomalie di geopotenziale sullโArtico tendono a disporsi su valori prevalentemente negativi, un assetto che statisticamente favorisce una AO positiva. Parallelamente, lโAtlantico settentrionale mostra una configurazione coerente con una NAO positiva, anche per via della presenza di geopotenziali piรน bassi del normale nellโarea groenlandese.
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Tradotto in effetti concreti: sullโEuropa ci aspettiamo un flusso piรน teso e occidentale, con la parte centro-meridionale del continente frequentemente sotto unโinfluenza piรน mite, mentre il raffreddamento resta confinato alle alte latitudini, in particolare su Scandinavia e settori artico-continentali. ร la classica situazione in cui il freddo vero esiste, ma resta lontano dallโItalia: non sparisce, semplicemente rimane intrappolato nella fascia polare.
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Asia e Nord America: due risposte diverse allo stesso schema emisferico
Su scala globale, lo schema non produce gli stessi effetti ovunque. In Asia la tendenza rimane dominata da un ampio campo di geopotenziali positivi sul settore euro-asiatico occidentale, con una risposta ciclonica piรน evidente sulla Siberia. In pratica: gran parte del continente resta su temperature in media o sopra media, mentre i raffreddamenti piรน significativi si concentrano sul cuore siberiano.
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Sul Nord America, invece, la dinamica appare piรน โnervosaโ: si profila una saccatura piรน incisiva tra Alaska, Canada occidentale e Ovest degli Stati Uniti, contrapposta a una dorsale piรน stabile sui settori orientali. Ne consegue un continente diviso in due: piรน freddo a Ovest e piรน mite a Est.
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Week 2: AO/NAO piรน neutrali, ma aumenta il potenziale ondulatorio
Nel medio termine, la situazione diventa meno lineare. Le anomalie di geopotenziale si fanno piรน miste e, con esse, anche gli indici: AO e NAO tendono verso valori prossimi alla neutralitร . ร un passaggio importante: quando il segnale teleconnettivo perde โspintaโ, aumenta lo spazio per geometrie piรน complesse, con onde planetarie piรน marcate e una maggiore variabilitร del getto.
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In Europa ciรฒ potrebbe tradursi in una saccatura piรน incisiva verso il Nord del continente, mentre lโEuropa occidentale e meridionale resterebbero ancora spesso in un contesto relativamente mite. Tuttavia, in questo tipo di pattern, basta un piccolo spostamento delle onde per cambiare radicalmente la traiettoria delle masse dโaria.
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La chiave vera: PCH e accoppiamento stratosfera-troposfera
Il dato piรน interessante emerge nella proiezione a 30 giorni: le anomalie del Polar Cap Geopotential Height (PCH) suggeriscono una possibile fase di coupling tra stratosfera e troposfera nella terza settimana di febbraio. In parole semplici: segnali โcaldiโ in stratosfera potrebbero progressivamente propagarsi verso il basso, favorendo un ritorno a unโAO piรน negativa e quindi a una circolazione piรน bloccata e ondulata.
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Non significa gelo assicurato. Significa perรฒ che aumenta la probabilitร di configurazioni capaci di spingere aria fredda verso latitudini piรน basse, in funzione di dove si posizioneranno blocchi e saccature.
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Tendenza finale: prima zonale, poi possibile cambio di marcia
Mettendo insieme AO/NAO, PCH e assetto del Vortice Polare, la prima parte del periodo appare orientata a un dominio piรน atlantico e relativamente mite alle medie latitudini europee. Ma la seconda metร di febbraio potrebbe aprire scenari piรน dinamici, con un getto meno โdrittoโ e maggiore spazio per irruzioni fredde a ondate.
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ร una tendenza emisferica, non una previsione locale. Ma รจ esattamente questo il tipo di segnale che, quando si consolida, puรฒ cambiare il volto del finale dโinverno nel giro di pochi giorni.
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Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
