
(METEOGIORNALE.IT) L’Italia sta godendo di una parentesi prettamente primaverile, la prima di questo 2026. Dopo innumerevoli perturbazioni che hanno scatenato pioggia a più riprese soprattutto sulle regioni tirreniche, ora sta andando in scena la tanto attesa pausa che permetterà ai monti e ai terreni ormai pregni e saturi di pioggia di respirare un po’.
Tuttavia occorre sottolineare che non bisogna assolutamente lasciarsi trarre in inganno da questa parentesi mite e soleggiata. Questo assaggio di primavera non durerà a lungo: il mese di marzo ce lo dimostrerà fin troppo chiaramente facendo rispettare la sua nomea. Il mese più pazzerello dell’anno avrà in serbo numerose occasioni di maltempo e soprattutto residue ondate di freddo polare che potrebbero investire il nostro Stivale e buona parte d’Europa rispedendoci prontamente in pieno inverno.
Marzo, ritorna davvero l’Inverno?
Ma si tratta di luoghi comuni oppure di previsioni a lungo termine con una discreta percentuale di realizzazione? Il mese di marzo ormai da molti anni si sta rivelando un mese più primaverile che invernale considerando che le ondate di freddo e la neve a bassa quota latitano sempre più non solo al Sud Italia ma anche al Nord. Fino a qualche decennio fa le ondate di gelo tardive erano molto frequenti anche nel mese di marzo ma, a causa del cambiamento climatico in azione su tutto il pianeta, queste ondate di gelo stanno pian piano venendo meno a favore delle avvezioni più calde subtropicali che con sempre più facilità trovano la via del Mediterraneo.
Ormai da anni si notano:
- Maggiore frequenza di fasi miti subtropicali a marzo
- Riduzione delle ondate di gelo tardive rispetto al passato
Prima il maltempo, poi possibile ritorno in inverno
Secondo gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo l’alta pressione sarà protagonista indiscussa soprattutto al Sud almeno fino al 6 marzo mentre al Nord comincerà a scricchiolare già un paio di giorni prima. In effetti il dominio totale dell’alta pressione potrebbe cedere il passo alle perturbazioni atlantiche tra il 6 e l’8 marzo: in questo frangente una perturbazione proveniente dalla Spagna potrebbe riportare le nubi, le piogge e un calo delle temperature facendoci dimenticare alla svelta le belle giornate precedenti.
Subito dopo questa ondata di maltempo ecco che potrebbero improvvisamente spalancarsi le porte dell’est. L’ondata di freddo tardiva potrebbe realmente compiersi nel periodo compreso tra il 10 e il 15 marzo e in questo caso si tratterebbe di una vera e propria irruzione molto fredda continentale proveniente dalla Russia. A evidenziare questa tendenza ci pensa il centro meteo americano GFS, che spalanca la porta orientale immergendo di nuovo l’Italia in pieno inverno, soprattutto le regioni adriatiche e quelle del Sud.
Ritorno del freddo, c’è la data
Il periodo tra il 10 e il 15 marzo rappresenta dunque la finestra temporale più delicata. In caso di conferma potremmo assistere a:
- Sensibile calo delle temperature su gran parte d’Italia
- Ritorno di condizioni pienamente invernali, specie lungo l’Adriatico
Al momento non si intravede la neve in pianura o a bassissima quota ma, nel caso in cui dovesse realizzarsi questa configurazione su tutta Italia, occorreranno di nuovo abiti più pesanti e invernali non solo di notte ma anche di giorno.
Questa tendenza è stata valutata attraverso il confronto degli ultimi aggiornamenti dei principali modelli matematici internazionali, in particolare il modello americano GFS – Global Forecast System elaborato dal centro statunitense NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, strumenti fondamentali per analizzare l’eventuale ritorno dell’inverno nel cuore del mese di marzo. (METEOGIORNALE.IT)
