Estate settembrina col caldo rovente: quanto è cambiata negli ultimi anni
Quanto è cambia la famosa "Estate Settembrina"? Da valori massimi poco sopra i 30 gradi (una volta) a valori non distanti dai 40 (attuali); è cambiata inoltre la durata e la frequenza
- Nuova fiammata calda tra il 5 e il 10
- Che cosa è cambiato quest’anno
- Un anticiclone che continua a fare la voce grossa?
Sino a non molti decenni fa quando si parlava di estate settembrina si intendevano condizioni meteo di stampo estivo nel mese di settembre. E fin qui non c’è nulla di difficile da capire, in fondo fin dalla notte dei tempi l’estate ha avuto le sue propaggini anche nel primo mese autunnale. Le giornate continuavano a rimanere in prevalenza soleggiate, le temperature si mantenevano su valori tipici magari di agosto e l’anticiclone manteneva il controllo del tempo sull’Italia, almeno per qualche giorno.
Una situazione che, nelle ultime estati, è diventata decisamente diversa perché abbiamo assistito a fasi anticicloniche molto durature e a ondate di caldo capaci di protrarsi ben oltre il canonico periodo estivo, con medie tipiche di luglio anche nel cuore di settembre.
Nuova fiammata calda tra il 5 e il 10
E così sarà anche in questo 2026: come poteva salutarci l’estate dopo il calore eccezionale che stiamo vivendo oramai dalla fine di maggio? GFS ed ECMWF sono concordi e indicano una nuova intensificazione dell’alta pressione subtropicale nella prima parte di settembre. Basti pensare che, in linea generale, dal 4 in poi le temperature potrebbero tornare a raggiungere valori prossimi ai 34-37°C su diverse regioni del Centro-Sud, mentre valle Padana non possiamo escludere valori tra 33 e 35, anche in maniera piuttosto diffusa.
Si tratta di valori decisamente elevati per il periodo, anche se non del tutto nuovi, anzi. Basta semplicemente andare indietro ai primi giorni del settembre 2024, oppure nel 2020. Oppure ancora nel 2018 e precedentemente nel 2016. Sono tutti settembre dove abbiamo avuto diverse giornate ben al di sopra dei 30 gradi in maniera diffusa sul nostro stivale.
Che cosa è cambiato quest’anno
La peculiarità del 2026 è l’estrema persistenza di questi pattern meteo oramai dal 20 maggio. Giova comunque ricordare che, pur rimanendo molto elevato rispetto alla media, il caldo settembrino presenta caratteristiche differenti rispetto a quello di luglio e agosto.
Le giornate sono progressivamente più corte, per contro le notti sono più lunghe e quindi si respira decisamente di più notte-tempo, soprattutto lontano dal mare. Questo significa che le temperature minime tendono a scendere maggiormente durante le ore notturne, mentre la minore radiazione è il minor soleggiamento impedisce di raggiungere valori estremi. Discorso diverso sulle coste, dove il Mare rovente rilascia caldo anche nel cuore delle ore notturne.
In termini assoluti i valori massimi possono risultare leggermente inferiori rispetto al cuore dell’estate. Sarà quasi impossibile superare i 40 in maniera diffusa. Ci vorrebbe una campana anticiclonica davvero epocale. Ciò non toglie che, in termini relativi l’anomalia potrebbe rimanere molto significativa, con temperature mediamente superiori di 4-8°C rispetto alle medie climatiche, con punte di 9 al Nord.
Questo perché le massime settembrine di alcune zone padane si attestano a 25-27°C, mentre potremmo toccare valori sui 35-36, che sarebbero addirittura leggermente superiori alle massime del cuore di luglio. Certo, con minime al di sotto dei 20 e massime sotto i 40, la calura estrema è passata, ma questo fatto non toglie l’anomalia. Che rimane grave.
Un anticiclone che continua a fare la voce grossa?
Eh purtroppo la risposta è sì. La sensazione diffusa, tra lettori e persone comune, è quella di trovarsi davanti a un anticiclone particolarmente ostinato, che non fa passare nulla, se non qualche temporale sui rilievo. In realtà, configurazioni meteo di questo tipo non sono sconosciute nel mese di settembre. Il punto è che veniamo da un periodo estremamente duraturo di caldo e quindi il desiderio di buona parte della popolazione è di avere finalmente un po’ di fresco, ma purtroppo l’atmosfera ha ancora piani diversi.
Volendo vedere, il primo assalto delle correnti atlantiche all’alta pressione potrebbe esserci tra il 10 e il 12 settembre. Ma ovviamente, il vero interrogativo riguarda ora la loro capacità di trasformarsi in un cambiamento concreto. Spesso e volentieri è capitato che, nelle tendenze meteo durante il corso della stagione estiva, i modelli avessero fiutato un cambiamento che poi non si è verificato o c’è stato solo in piccola parte. Solamente nei prossimi giorni capiremo se il cambiamento poco prima di metà di settembre sarà quello definitivo oppure solo un break prima di avere nuovi periodi più caldi.
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