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      Home » Siccità in Italia: se ne parla poco, ma le conseguenze sono serie, ecco perché
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      Siccità in Italia: se ne parla poco, ma le conseguenze sono serie, ecco perché

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 27/10/2025
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      5 Min Lettura
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      ID 70222283 | Drought ©
      Ahmad Marzuky | Dreamstime.com

       

      Contents
      • Fattori che aggravano la situazione e regioni più vulnerabili
      • Contesto europeo: l’Italia in un quadro più ampio di siccità
      • Conseguenze economiche e ambientali
      • Credit

      Non se ne parla molto ma in questo articolo cerchiamo di fare un approfondimento sulla situazione della siccità in Italia. Secondo i dati più recenti dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la severità idrica distrettuale a scala nazionale si mantiene prevalentemente al livello “medio”, anche se con segnali di peggioramento in alcune aree più critiche.

       

      Nonostante quindi fasi meteo piovose alterne nel mese di ottobre, la situazione non è certo destinata a migliorare. Questa classificazione indica che non siamo — nella maggior parte del territorio — in una condizione pesante di siccità, ma la situazione è certamente più tesa rispetto ad anni normali e lascia margini di rischio qualora venissero meno le precipitazioni nei prossimi mesi. In fondo oramai le sicctà possono capitare anche in pieno inverno…

       

      Fattori che aggravano la situazione e regioni più vulnerabili

      Andiamo ad analizzare quello che sta succedendo. Le precipitazioni in molte regioni sono state disomogenee: zone del Nord-Est hanno ricevuto più pioggia, mentre altre aree (specie nel Centro-Sud) hanno avuto un deficit più marcato.

       

      In realtà in queste zone meridionali ha piovuto tanto ma a strappi e in maniera fortemente irregolare. Ci sono zone che hanno avuto il doppio della media mensile in ottobre e altre meno della metà. Questo vuol dire che sono mancate le vere perturbazioni organizzate.

       

      Inoltre, c’è anche un altro indice meteo climatico molto interessante. L’equivalente idrico nivale (cioè la quantità d’acqua immagazzinata nella neve alpina) è molto sotto la media: la neve, che tradizionalmente funge da “riserva” idrica quando fonde in primavera/estate, è diminuita sensibilmente. E questo è un grosso problema.

       

      Alcuni laghi e bacini in regioni meridionali mostrano livelli tra i più bassi mai registrati: ad esempio, il Lago Trasimeno ha segnato un livello a –154 cm rispetto allo zero idrometrico, una prova concreta della crisi in corso.
      Le perdite nelle reti idriche e la gestione inefficiente dell’acqua aggravano la pressione sulle risorse, specialmente in zone dove la domanda è elevata (agricoltura, usi civili). Possiamo dire che alcune zone stanno vivendo condizioni “accese”, mentre altre sono in una fase di avvertimento (“watch” o “warning”). Non una bella situazione quindi.

       

      Contesto europeo: l’Italia in un quadro più ampio di siccità

      La situazione italiana non va vista isolatamente. Le analisi del Joint Research Centre e dell’Osservatorio Europeo sulla Siccità indicano che gran parte dell’Europa mediterranea sta affrontando condizioni di siccità significative.
      Secondo il rapporto “Drought in Europe – June 2025”, alcune regioni italiane sono classificate nello stato “warning” a causa di deficit pluviometrici prolungati.

       

      Non a caso, i veri problemi nascono dall’interazione con ondate di calore, stress sui fiumi e bacini, e l’aumento dell’evaporazione. Può anche piovere di più, ma se fa troppo caldo evapora molta più acqua. Ecco perché, parità di condizioni meteo climatiche, è importante che piova maggiormente.

       

      Livello di siccità attuale: si nota bene come buona parte del meridione sia sotto un moderato stress idrico, molto forte in Calabria

       

      Livello di siccità degli ultimi due anni: tantissima acqua al Nord, forte siccità di lungo periodo al Sud. Italia letteralmente spaccata in due.

       

      Conseguenze economiche e ambientali

      La siccità non è solo un fenomeno meteorologico o idrico: ha conseguenze veramente molto tangibili sull’economia, sull’agricoltura e sulla disponibilità d’acqua. Secondo uno studio congiunto tra l’Università di Mannheim e la Banca Centrale Europea, la siccità dell’estate 2025 genererà una perdita economica stimata di 6,8 miliardi di euro. Su scala più lunga, lo stesso studio prevede che entro il 2029 il costo complessivo delle perdite dovute alla siccità possa salire fino a 17,5 miliardi.

       

      Nell’ambito scientifico, studi recenti hanno identificato che l’Italia è soggetta a siccità su più anni (multi-year droughts), fenomeni che colpiscono ampie porzioni del territorio e mettono a dura prova la resilienza delle risorse idriche.

       

      Basta ricordare la gravissima siccità del 2022 che si è protratta In alcune zone anche nel 2023. Non dimentichiamoci poi della totale mancanza di acqua nel mezzogiorno nell’estate 2024. Fenomeni meteo sempre più complessi e anche inquietanti.

       

      Credit

      https://www.isprambiente.gov.it/it

      https://lab24.ilsole24ore.com/osservatorio-siccita-italia/

      https://www.legambiente.it/

      https://joint-research-centre.ec.europa.eu/jrc-sites-across-europe/jrc-ispra-italy_it

      Home Drought Central | Osservatorio Siccità

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      TAG:agricolturaambientebacinicambiamenti climaticiclimacrisi idricadeficit idricoDrought in Europeeconomiaequivalenza idrica nivaleEuropa mediterraneaevaporazionefiumigestione dell'acquaISPRAItalialaghiLago Trasimenometeomulti-year droughtsneve alpinaondate di caloreprecipitazioniriscaldamento globalerisorse idrichesiccitàstress idrico
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