
(METEOGIORNALE.IT) In questo periodo, giustamente, si cerca a tutti i costi un cambiamento delle condizioni meteo climatiche. In molti vorrebbero un po’ di bel tempo e visto quanto sta accadendo da un mese a questa parte come non biasimarli? Anche perché, diciamolo, il maltempo non è affatto terminato
I prossimi saranno altri giorni piovosi, difficili per tutte quelle regioni dove di pioggia ne è già caduta in abbondanza. Idem la prossima settimana, allorquando dovrebbero transitare ulteriori perturbazioni. Col rischio, ancora una volta, che possano strutturarsi vortici ciclonici secondari.
Si guarda, a questo punto, a metà mese. Metà Febbraio, questa la data di un possibile cambiamento. Cambiamento dettato dalle complesse dinamiche atmosferiche, cambiamento direttamente riconducibile a ciò che sta accadendo a livello stratosferico. Laddove il Vortice Polare, non scordiamolo, è letteralmente sotto assedio.
Sarà split o sarà displacement? L’argomento è già stato trattato, ampiamente, ma è giusto evidenziare che sciogliere la prognosi definitivamente non è ancora possibile. E’ pur vero che nel corso delle ultime ore le autorevoli proiezioni modellistiche propendono maggiormente per un evento cosiddetto “minor”, ovvero per uno spostamento del Vortice Polare dalla propria sede. Quindi per un displacement.
Ora, al di là di quelli che potrebbero essere gli effetti puntali l’impianto configurativo dovrebbe cambiare. Pesantemente. Ed è tale cambiamento che dovrebbe interrompere il dominio oceanico, quindi stop al maltempo inteso come transito continuativo di perturbazioni atlantiche. Il ché, giusto dirlo, rappresenterebbe senz’altro una notizia importante. Buona o cattiva non sta a noi dirlo, dipende dai punti di vista.
Quel che possiamo aggiungere è che stavolta non dovrebbero esserci vie di mezzo: o arriverà il freddo, oppure tornerà l’Alta Pressione. Ed è ciò che lasciano intendere i centri di calcolo internazionali, dai quali emergono le due ipotesi diametralmente opposte. Ma da cosa dipenderà l’esito di tale evoluzione?
Sicuramente dalla capacità, o meno, dell’Alta Pressione di spingersi verso nord. Perché qualora dovesse riuscire a strutturare un blocco oceanico degno di tal nome ecco che il freddo si fionderebbe sul Mediterraneo. Viceversa, non dovesse riuscirci potrebbe schiacciarsi sui paralleli raggiungendo le nostre regioni.
Al momento entrambe le ipotesi sono egualmente valide, diciamo 50 e 50. Non perché non si voglia prendere una posizione chiara, netta, definitiva, ma piuttosto perché l’evoluzione barica è talmente complessa che sbilanciarsi in un verso o nell’altro avrebbe poco senso. Possiamo concludere dicendovi che molto probabilmente le risposte arriveranno nelle primissime fasi della prossima settimana, ragion per cui occorrerà avere pazienza ancora qualche giorno. (METEOGIORNALE.IT)
