
(METEOGIORNALE.IT) Preparatevi, perché il Tirreno sta per dare spettacolo. E non sarà uno spettacolo tranquillo. A partire da domani, Giovedì 12 febbraio 2026, l’Italia si troverà a fare i conti con una configurazione atmosferica complessa, una di quelle che tengono i meteorologi incollati ai monitor. Una tempesta atlantica è pronta a scatenare non una, ma ben due mareggiate che finiranno per sovrapporsi, creando uno scenario potenzialmente pericoloso in mare aperto.
Onde anomale
Diciamolo subito: le mappe del Consorzio LAMMA parlano chiaro e mostrano venti intensi con fetch molto estesi. Ma andiamo con ordine. Nel pomeriggio di giovedì arriverà il primo “swell” da ovest. Nasce da un fetch lunghissimo, oltre 1000 chilometri, che parte dalle coste murciane in Spagna, attraversa tutto il bacino fino alle Isole Eolie, investendo in pieno la Sardegna. È un moto ondoso carico di energia accumulata su distanze quasi oceaniche, simile a quanto accaduto con la tempesta Harry, quando il mare raggiunse la piena saturazione.
La situazione si complica in serata. Con lo spostamento del minimo di bassa pressione verso il medio Adriatico, i venti ruoteranno bruscamente a ovest-nordovest. Questo creerà un secondo treno d’onde con un fetch di circa 500 chilometri, dalla Sardegna alle coste della Sicilia tirrenica.
Ecco il punto cruciale, quello che tecnicamente chiamiamo interferenza costruttiva. Le onde non viaggiano mai da sole, insomma. Quando questi due sistemi si incontreranno, le loro superfici si sovrapporranno. In pratica, se la cresta di un’onda si allinea perfettamente con la cresta dell’altra, l’altezza non si limita a sommarsi: si amplifica. 1 più 1 può fare molto più di 2.
Muri d’acqua improvvisi
Nel nostro caso, pur provenendo da direzioni leggermente diverse, i due moti ondos convergenti sul Tirreno meridionale creeranno zone dove l’energia si concentrerà in picchi improvvisi. Onde medie di 4 o 6 metri potrebbero trasformarsi in un attimo in muri d’acqua di 9 o 10 metri in mare aperto, specialmente al largo della Sicilia settentrionale. Sono fenomeni insidiosi perché imprevedibili, nascosti tra le onde normali. Chi ha prenotato un traghetto, beh, si prepari a un viaggio decisamente movimentato.
Certo, rispetto alle onde distruttive di Harry che hanno colpito lo Ionio, qui i fondali profondi del Tirreno aiutano a mitigare un po’ la furia quando l’onda arriva a riva, ma resta comunque un bell’evento meteo estremo.
Un venerdì da record barico
Ma non finisce qui. Nella serata di Venerdì 13 febbraio 2026 e durante la notte successiva, le carte meteo mostrano qualcosa di eccezionale: un minimo di bassa pressione stimato in 978 hPa abborderà le coste sarde. Per capirci, è un valore che ci aspetteremmo di vedere nel cuore dell’Oceano Atlantico, non certo nel Mediterraneo. Anche se non avrà la dinamica della tempesta Vaia, la pressione al centro sarà praticamente la stessa.
Questa “voragine” barica scatenerà venti burrascosi su tutta l’Italia e, cosa più importante, avrà la forza di aspirare aria fredda verso la nostra penisola. Si spalancherà la porta al Vortice Polare Troposferico, avviando una fase tipicamente invernale per la prossima settimana.
Il Nord Italia gelido
È interessante notare come il tempo possa essere così diverso a pochi chilometri di distanza. Mentre il Centro-Sud sarà sotto scacco, il Nord Italia vivrà una realtà parallela, protetto dall’arco alpino. Anzi, venerdì sulla Pianura Padana occidentale potremmo vedere un balzo termico verso l’alto e cieli limpidi, grazie ai venti di caduta (favonio) che seccano l’aria. Nevicherà solo sui crinali alpini e sull’Appennino settentrionale.
Guardando oltre, verso fine mese, la situazione si fa intrigante. L’aria che arriverà potrebbe essere ben più cattiva, transitando sull’Europa orientale e sulla Scandinavia, dove mari e laghi sono ormai gelati. Insomma, le previsioni non si fanno guardando fuori dalla finestra oggi, ma analizzando i modelli matematici. E i modelli suggeriscono che l’inverno ha ancora molte cartucce da sparare.
Fonti e approfondimenti scientifici: (METEOGIORNALE.IT)
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (Monitoraggio dei sistemi di bassa pressione atlantici)
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Analisi dei modelli matematici a medio termine)
- Met Office – UK National Weather Service (Studi sulle dinamiche del Vortice Polare)
- Météo-France (Bollettini per il Mediterraneo occidentale)
- WMO – World Meteorological Organization (Standard globali per la classificazione degli eventi estremi)
