
(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente, dare per spacciato l’inverno a metà Febbraio è un errore che la storia meteorologica puntualmente punisce. Mentre molti già pensano alle prime fioriture, i modelli matematici iniziano a disegnare scenari decisamente diversi, quasi inquietanti per chi sperava in una primavera anticipata. In effetti, la possibilità che la Neve torni a imbiancare la Pianura Padana non è affatto tramontata, anzi, siamo in procinto di osservare una massiccia irruzione di aria gelida in discesa direttamente dalle alte latitudini.
Il ritorno del grande freddo sull’Europa
Il Vortice Polare, durante la prossima settimana, sembra intenzionato a espandersi con prepotenza verso l’Europa, innescando una dinamica che porterà il gelo a scivolare gradualmente verso sud. Prima toccherà alla Scandinavia, poi sarà la volta della Danimarca e della Germania, territori che si preparano a essere ricoperti da una coltre bianca. Tutto questo movimento è pilotato da una profonda area di bassa pressione che, prendendo forma sul Nord Europa, spingerà correnti artiche fin nel cuore del Mediterraneo. Qui, come spesso accade quando l’aria fredda impatta contro la barriera alpina, si formeranno delle basse pressioni orografiche, piccoli ma insidiosi noccioli di aria gelida pronti a puntare l’Italia.
La rotta non è ancora definita nei minimi dettagli, mancano quelle certezze che solo a pochi giorni dall’evento possiamo avere. Eppure, il Nord Italia potrebbe risentirne pesantemente. Le proiezioni mostrano la formazione del classico cuscinetto di aria fredda, una condizione ideale per le nevicate a quote bassissime. Questo fenomeno sarebbe favorito da una temporanea espansione dell’alta pressione sulla Francia e sull’Europa centrale verso il finire della settimana, situazione che permetterebbe un forte irraggiamento notturno. In parole povere, le temperature crollerebbero drasticamente, con isoterme che a 1500 metri di quota toccheranno diversi gradi sotto lo zero. Una condizione da gelo vero, insomma.
Previsioni per fine Febbraio e l’incognita Marzo
Il primo vero transito perturbato è atteso dai principali centri di calcolo, come quello Europeo, intorno al 19 Febbraio. Bisogna però essere prudenti e prendere queste date con le molle. Tra il 19 Febbraio e il 25 Febbraio si paleserà una situazione di maltempo che, specialmente nelle regioni settentrionali, potrebbe regalare la Neve a quote di pianura. Qualcuno obietterà che ormai siamo vicini alla primavera meteorologica, ma il passato ci insegna che questo periodo è spesso critico. Anzi, è proprio in queste fasi di transizione che si sono verificati alcuni degli eventi nevosi più rilevanti degli ultimi decenni.
L’atmosfera si presenta estremamente variabile. Non possiamo definire ogni dettaglio da qui a Domenica, perché assisteremo a un susseguirsi di correnti differenti. Se il Nord Italia e l’Europa centrale resteranno nel mirino del gelo, nelle regioni centrali e meridionali la situazione sarà più altalenante. Vedremo passaggi di aria fredda alternati a repentine rimonte calde, un mix che genera contrasti termici esplosivi, grandinate e temporali di fine inverno. È il tipico tempo della penisola, quello che accadeva regolarmente in passato e che quest’anno, diciamocelo, è mancato quasi del tutto.
Lo spettro dello Stratwarming e il caos primaverile
Ma c’è dell’altro, qualcosa di veramente incredibile che sta accadendo in alta atmosfera. Si sta osservando una scissione del Vortice Polare, un fenomeno che rischia di rovinare i piani a chiunque sognasse un Marzo mite. Mi tornava in mente proprio stamattina, parlando con un collega, quel bizzarro Maggio del 2019. Ve lo ricordate? In quel periodo le temperature scesero a livelli da pieno novembre, con nevicate storiche tra il 5 Maggio e il 6 Maggio 2019. Fu uno dei momenti più freddi degli ultimi 50 anni per quel mese. Se simili follie meteorologiche possono capitare a Maggio, pensate cosa potrebbe succedere a Marzo con un Vortice Polare che va in frantumi.
I modelli a lungo termine, quelli che spingono lo sguardo fino a 46 giorni, indicano già un Marzo con temperature sotto la media in Italia e in gran parte d’Europa. Ci aspetta il freddo, condito da precipitazioni abbondanti che significherebbero Neve a quote bassissime non solo sulle Alpi ma anche sugli Appennini. Storicamente, il mese di Marzo è stato spesso più crudo del cuore dell’inverno. Pensiamo al Marzo 1962 con i suoi -4°C a Roma, o al leggendario Marzo 1971 quando la Neve cadde persino a Palermo. Per non parlare del Marzo 1987, con 80 centimetri di bianco accumulati in Puglia, o del più recente Marzo 2018 che ha sommerso Potenza.
Attualmente siamo appena entrati nella seconda decade di Febbraio. Sappiamo che in America si sta verificando un forte riscaldamento, e la conseguenza naturale di questi sbilanciamenti è spesso un raffreddamento marcato sul comparto europeo. Tutto dipenderà dagli effetti finali di questa dinamica polare. Con l’aggravante dell’Amplificazione Artica, che tende a estremizzare ogni fenomeno, stavolta la Neve per la Pianura Padana potrebbe davvero arrivare al fotofinish, proprio quando tutti pensavano di aver riposto i cappotti.
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