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Home A La notizia del giorno

Isole Canarie, non è la prima volta che diluvia per settimane

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Feb 2026 - 10:55
in A La notizia del giorno, Cronaca Meteo
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Lanzarote verde e irriconoscibile: l’anomalia meteo delle Canarie

(METEOGIORNALE.IT) Diciamocelo chiaramente, chi prenota un volo per Lanzarote in inverno si aspetta vulcani neri, terra arida e quel fascino lunare un po’ aspro. E invece? Invece, negli ultimi mesi, l’isola ha deciso di cambiare pelle, mostrandosi con un volto quasi impossibile, alieno per chi la conosce bene: distese di malpaís vulcanico tinte di un verde smeraldo acceso. Non è un’allucinazione collettiva, né un filtro di Instagram scappato di mano. È l’acqua. Tanta, tantissima acqua.

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La stampa locale, con un misto di stupore e preoccupazione, ha snocciolato dati che fanno sgranare gli occhi. Stando a quanto riportato da La Voz de Lanzarote, che cita fonti del Consorcio de Seguridad y Emergencias, tra l’inizio di dicembre e il 5 gennaio alcune aree dell’isola avrebbero incassato qualcosa come 840 litri per metro quadrato. Un numero enorme, quasi tropicale, per una terra abituata alla sete.

Ma cosa diavolo sta succedendo lassù, sopra le nostre teste?

 

Il cielo si inceppa

La colpa, o il merito a seconda dei punti di vista, non è di una semplice perturbazione di passaggio. Sarebbe troppo banale. Il motore di tutto questo è una configurazione atmosferica che, per settimane, è rimasta letteralmente “incastrata” sull’Atlantico.

Immaginatevi un’autostrada del maltempo senza caselli. Le fonti scientifiche spagnole, e in particolare l’AEMET (l’agenzia meteorologica statale), parlano chiaro: la circolazione polare, quel fiume d’aria che scorre ad alta quota, ha deciso di scendere di latitudine e piantare le tende più a sud del solito.

In pratica, il getto polare intenso ha costretto le depressioni atlantiche a scivolare ripetutamente verso la Penisola Iberica e le Canarie, invece di puntare verso il Regno Unito o la Scandinavia come spesso accade. L’avviso speciale numero 09/2026 dell’AEMET lo mette nero su bianco: siamo di fronte a un pattern sinottico persistente. Insomma, la porta atlantica è rimasta spalancata e nessuno si è preoccupato di chiuderla.

 

Il fiume atmosferico

C’è però un dettaglio in più, quel “quid” che trasforma una pioggia normale in un diluvio. Alcune di queste borrasche – nell’avviso dei meteorologi iberici spunta il nome della tempesta Leonardo – non arrivano da sole. Si trascinano dietro un compagno di viaggio ingombrante: un carico d’aria di origine tropicale, satura di umidità.

I media specializzati spagnoli, come eltiempo.es, hanno rispolverato per l’occasione il termine “río atmosférico”, fiume atmosferico. È una lingua di vapore che parte dai Caraibi o dalle latitudini subtropicali e attraversa l’oceano per scaricare tutta la sua acqua sull’Europa occidentale e sulle isole.

Non è solo che piove spesso, è che piove con una “cattiveria” ed efficienza rara, proprio perché queste perturbazioni sono dopate da un’alimentazione calda e umida anomala per la stagione. Il risultato? Un gennaio da record. Anche la TV pubblica canaria ha confermato che, a livello regionale, è stato il 15° mese di apertura dell’anno più piovoso dal 1961, con precipitazioni quasi doppie rispetto alla media del trentennio 1991–2020.

 

Memoria storica e clima che cambia

Sorge spontanea una domanda: è mai successo prima? Sì, le Canarie non sono nuove a questi scherzi della natura. L’arcipelago vive di estremi, alternando lunghi silenzi pluviometrici a sfuriate improvvise. Gli archivi ci ricordano l’“aluvión” del 1826 o le inondazioni del 1957 a La Palma, eventi che hanno lasciato cicatrici profonde. Anche più di recente, nel marzo 1993 o nel 2002 a Tenerife, si sono visti accumuli spaventosi.

Tuttavia, quello che stiamo osservando oggi ha un sapore diverso. La frequenza degli impulsi e la persistenza su suoli ormai zuppi (saturi, tecnicamente) fanno riflettere.

C’entra il Riscaldamento Globale? Qui bisogna andarci coi piedi di piombo, come farebbe qualsiasi scienziato serio. Non possiamo puntare il dito contro il cambiamento climatico per ogni singolo acquazzone. Però, il nesso fisico è plausibile e molti esperti lo usano come ipotesi di lavoro: un mondo più caldo offre più vapore acqueo all’atmosfera (carburante per le tempeste) e un’amplificazione artica potrebbe rendere il Vortice Polare più instabile e ondulato.

Se il getto rallenta e si ondula, le configurazioni meteo si bloccano. E se il blocco avviene nel punto sbagliato, ti ritrovi con mesi di pioggia dove di solito splende il sole.

Intanto, Lanzarote si gode il suo abito verde. È un fenomeno effimero: i suoli vulcanici reagiscono in fretta, la vegetazione esplode, ma basteranno poche settimane di secco e vento per far tornare tutto nero e ocra. Godiamoci lo spettacolo finché dura, consapevoli che il cielo, ultimamente, sembra aver deciso di riscrivere le sue rotte abituali.

 

Fonti (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): analisi delle anomalie della temperatura superficiale dell’Atlantico e pattern di circolazione atmosferica globale. Link alla risorsa
  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): monitoraggio dei flussi di umidità e previsioni stagionali relative al Jet Stream e ai blocchi atmosferici. Link alla risorsa
  • WMO (World Meteorological Organization): report sullo stato del clima globale e studi sull’intensificazione del ciclo idrologico. Link alla risorsa
  • AEMET (Agencia Estatal de Meteorología): avvisi speciali e climatologia storica delle Isole Canarie e della Penisola Iberica. Link alla risorsa
  • AMS (American Meteorological Society): pubblicazioni scientifiche riguardanti la dinamica degli “Atmospheric Rivers” e il loro impatto sulle latitudini medie. Link alla risorsa
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Tags: aemet meteoanomalia atlanticaborrasca leonardofiume atmosfericolanzarote verdepioggia canarievortice polare
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Andrea Meloni

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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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