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Sicilia, Calabria e Sardegna sorvegliate speciali a causa di un ANOMALO CICLONE

Davide Santini di Davide Santini
18 Gen 2026 - 09:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Tre giornate particolarmente critiche per il Sud, tra il 19 e il 21 gennaio. Le ultime analisi meteo oramai indicano con schiacciante sicurezza la formazione di un ciclone mediterraneo di intensità davvero inusuale per questo periodo.

 

Si tratterà di una struttura depressionaria molto profonda, del tutto anomala per essere il cuore dell’inverno, in grado di generare condizioni davvero estreme su vaste aree del bacino centrale del Mediterraneo. Le tre ragioni più coinvolte saranno senza ombra di dubbio Sardegna, Sicilia e Calabria, in particolare lungo i settori orientali e jonici, con elevato rischio idrogeologico.

 

Si parte con il vento forte

Le correnti meridionali, molto umide e instabili, verranno richiamate con forza verso il minimo depressionario, determinando condizioni di burrasca e tempesta su diversi bacini marittimi. Sul basso Tirreno e sul Mar di Sardegna sono previste raffiche superiori ai 120-130 km/h, con valori che in mare aperto potrebbero avvicinarsi ai 150!

 

Anche il Mar Ionio sarà interessato da venti violenti e da mareggiate diffuse lungo le coste esposte. Questa configurazione atmosferica rientra tra quelle tipiche dei cicloni mediterranei più intensi, molto più comuni tra ottobre e novembre che nel cuore dell’inverno!

 

Raffiche diffusamente oltre 130/150 chilometri orari a est della Sicilia, valori davvero estremi, soprattutto perché duraturi nel tempo.

 

Andiamo con ordine

La Sardegna sarà la prima regione a subire gli effetti più severi del peggioramento. In particolare, il flusso umido proveniente da sud provocherà fortissime piogge. Le aree del Nuorese e dell’Ogliastra risultano tra le più esposte, con accumuli di pioggia che, secondo i modelli previsionali, potrebbero superare i 300-400 millimetri in 72 ore, valori veramente eccezionali per essere gennaio, continuiamo a ribadirlo. Sarebbe qualcosa di più frequente per ottobre o novembre, al massimo dicembre.

 

La situazione più critica

La troveremo in Sicilia, soprattutto lungo il versante orientale dell’isola. Le correnti di scirocco, cariche di umidità, tenderanno a concentrarsi tra il Catanese, il Messinese e il Siracusano, favorendo lo sviluppo di piogge torrenziali, davvero lunghe e persistenti.

 

Le stime attuali indicano quantitativi che la forbice di precipitazione è compresa tra 400 e 600 mm in tre giorni. Si tratta di valori assolutamente eccezionali ed il tutto fuori scala per il periodo in essere. Le fiumare, tipiche del paesaggio siciliano, potrebbero reagire in modo estremamente violento, con la salita di corsi d’acqua nel giro di pochissimo tempo.

 

Piogge fin oltre 600 mm su alcune zone molto esposte agli effetti di questo violento ciclone. Fonte immagine meteologix

 

La terza zona

Infine, pure la Calabria sarà coinvolta in modo intenso, con particolare attenzione al versante ionico. Le correnti meridionali, scontrandosi con le masse montuose dell’Aspromonte e della Sila, favoriranno precipitazioni abbondanti e persistenti. Soprattutto sulle zone sud-orientali si potrebbero registrare Tra 400 e 500 mm. Ricordiamo sempre che sono valori esorbitanti, e sarebbero altissimi anche nel periodo più critico, ovvero il cuore dell’autunno.

 

Quanto è anomala questa situazione?

Tantissimo se paragonata a qualche decennio, ma ormai ci stiamo assuefacendo a questo tipo di fenomeni meteo estremi. La pericolosità di questo ciclone è legata a una combinazione di cose. La depressione tenderà a muoversi lentamente, mentre il continuo afflusso di aria calda e umida da sud alimenterà senza sosta fortissimi temporali.

 

A ciò si aggiunge un’orografia particolarmente sfavorevole nelle zone maggiormente colpite, naturalmente predisposte allo stau. Il risultato è uno scenario ad alto rischio. Ecco perché invitiamo caldamente I lettori di queste zone a Leggere attentamente i bollettini meteo delle varie protezioni civile di riferimento.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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