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      Home » NEVE a BASSA quota a metà mese: quanto è concreta l’ipotesi meteo
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      NEVE a BASSA quota a metà mese: quanto è concreta l’ipotesi meteo

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 08/01/2026
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      4 Min Lettura
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      Contents
        • Massa d’aria molto fredda
        • Una puntualizzazione
        • Stavolta c’è il nocciolo della temperatura
        • Analizziamo la questione
      • Credit

       

      Andiamo a vedere l’analisi del modello meteo europeo ECMWF. Secondo gli scienziati che lavorano a questo autorevole modello ci potrebbe essere una nuova irruzione fredda tra venerdì 9 e domenica 11 gennaio. Questo pare piuttosto sicuro.

       

      Massa d’aria molto fredda

      L’arrivo di tale eventualità non avrebbe come unico effetto un generale raffreddamento, ma potrebbe anche favorire nevicate fino a quote molto basse su varie zone del Centro e del Sud. Inoltre, tale raffreddamento costituirebbe un elemento fondamentale per creare le condizioni ideali in vista di un possibile evento successivo.

       

      Si tratta di una possibile nevicata cosiddetta di addolcimento sulla Pianura Padana, ipotizzata tra il 14 e il 15 gennaio, qualora sopraggiungessero precipitazioni con temperature ancora sufficientemente basse nei bassi strati. Ma sarà veramente così?

       

      Masse d’aria veramente molto fredde dovrebbero interessare l’intero stivale nel prossimo weekend. Si tratterebbe di una condizione predisponente per una buona imbiancata in Valle Padana.

       

      Una puntualizzazione

      Giova ricordare che che nel corso di questa stagione invernale non sono mancati segnali, anche a lunga distanza temporale, che lasciavano presagire episodi nevosi importanti sul bacino padano. Che però poi sono rimasti disattesi.

       

      Negli ultimi anni, infatti, la neve sembra spesso aver evitato proprio quell’area che un tempo beneficiava di accumuli frequenti e talvolta rilevanti. Se da un lato è vero che, ad esempio all’epifania, è nevicato in Romagna e sulle Marche, da quell’altro le nevicate sono sempre più in crollo dappertutto. Ovviamente parliamo di quote basse.

       

      Stavolta c’è il nocciolo della temperatura

      Il nodo cruciale resta dunque la temperatura, quella essenziale che si origina grazie al cuscino freddo. Su quest’ultimo aspetto, infatti, i principali modelli mostrano una sorprendente concordanza: un afflusso freddo moderato da nord tra il 10 e il 12 gennaio, seguito da una breve fase più stabile il giorno 13 per l’espansione di un promontorio anticiclonico, e infine l’ingresso di una saccatura atlantica.

       

      Possibile circolazione ciclonica tra il 14 e il 16 gennaio. Stiamo parlando di tendenze oltre gli 8 giorni e quindi vanno prese con le dovute cautele. È probabile però che si apra una fase di maltempo piuttosto diffuso sulle regioni del Nord. Serviranno essenziali conferme.

       

      Analizziamo la questione

      Non si tratta di una cosa da poco. Stiamo parlando che l’evoluzione meteo è piuttosto Concorde a tutti i modelli. Ma allora qual è il problema? La massa d’aria in arrivo attorno al 15 gennaio. Parliamo di una Poderosa risalita di correnti da sud e sud-ovest.

       

      Sembra abbastanza sicuro che ci possa essere una fase di maltempo. Ma il problema è sapere se il cuscino freddo resiste. Perché se dovesse resistere allora ci sarebbe una generosa nevicata. Se invece verrà eroso dalle correnti miti potrebbe essere una nuova delusione per il meteo appassionati della neve.

       

      Credit

      L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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      TAG:aria freddaAROMEARPEGECentro Italiacircolazione ciclonicacuscino freddoECMWFfreddo invernalegfsICONinvernoirruzione freddamaltempometeomodelli meteomodello europeonevenevicata di addolcimentonevicate a bassa quotapianura padanaprevisioni meteosaccatura atlanticaSud ItaliaValle Padana
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