
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo vivendo un periodo dal meteo spiccatamente invernale, ma proprio in queste ore sta cambiando tutto. La giornata di lunedì 12 è stata l’ultima che ha registrato temperature ancora una volta sotto media. Ma ecco che sta per cambiare tutto, almeno per il Nord. Scopriamo insieme l’evoluzione dei prossimi giorni.
Tre giorni di maltempo
Tra venerdì 16 e domenica 18, una profonda saccatura riuscirà a richiamare correnti più miti da sud molto umide. Questa configurazione atmosferica darà origine a un marcato contrasto termico tra masse d’aria di natura diversa. Oltralpe freddo e a sud mite. Ne conseguirà che ci saranno 72 ore di forte maltempo.
Le aree più interessate dalla neve
Le zone maggiormente coinvolte da questo scenario saranno le Alpi occidentali, dove le condizioni risulteranno particolarmente favorevoli alle nevicate, anche se non a quote molto basse, giova sempre ricordarlo. Secondo le attuali proiezioni meteo, il limite tra pioggia e neve potrebbe scendere intorno agli 800-1000 metri, con la possibilità di valori ancora inferiori nelle vallate più strette qualora le precipitazioni risultassero intense e persistenti.
Può sembrare una buona notizia, ma in realtà questo tipo di pattern è tipico di novembre e non del cuore di gennaio. Però fa sempre bene, dato che la regione alpina meridionale è rimasta completamente sottovento rispetto all’ondata di freddo della prima metà di gennaio.
Le regioni più interessate
Piemonte e Valle d’Aosta si confermano dunque come le regioni più esposte a questo ritorno di condizioni invernali. In questa area geografica, come detto, localmente potrebbe arrivare fin sul Fondovalle. Ma questo solo grazie alla particolare conformazione geomorfologica. E non alla massa d’aria fredda.
Non a caso, sarà ben diversa la situazione sul resto dell’arco alpino, dove la quota neve tenderà a mantenersi nettamente più elevata. Spostandosi verso le Alpi centrali e orientali, infatti, il limite delle nevicate sarà generalmente compreso tra i 1200 e i 1700 metri. Sul Triveneto e sulla Lombardia, per giunta, le precipitazioni potrebbero risultare inferiori, proprio perché l’area più interessata, come si evince dalla cartina sottostante, sarà proprio l’estremo Nord-Ovest.
Menzioniamo l’Appennino
Qui l’aria più mite in quota impedirà un abbassamento significativo del limite neve, che resterà oltre i 2000-2300 metri. È giusto una menzione veloce, perché non ci saranno né le condizioni di nevicate diffuse, né tantomeno di freddo.
Nel complesso il peggioramento atteso porterà tanta neve soprattutto sulle Alpi occidentali, meno su quelle centrali e orientali, qualcosa sull’alto Appennino (Emilia-Romagna e Toscana), poco o nulla altrove. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
