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Meteo, Blocco a Est, Atlantico rallentato: GENNAIO entra nella fase decisiva

Le prossime giornate saranno decisive per capire se l’inverno riuscirà a imporsi con effetti concreti anche sull’Italia

A partire dalla terza decade di gennaio, lo scenario meteo sull’Europa potrebbe andare incontro a un cambiamento importante, con effetti potenzialmente rilevanti anche sull’Italia.

Le ultime proiezioni dei modelli previsionali mostrano infatti segnali di un possibile rafforzamento dell’anticiclone russo-siberiano, una vasta area di alta pressione che, negli inverni più freddi del passato, ha spesso avuto un ruolo chiave nel convogliare aria gelida verso ovest.

Quando questa figura barica si espande dalla Russia verso l’Europa orientale, il primo effetto è quasi sempre lo stesso: le correnti atlantiche vengono bloccate. In pratica, le perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico, che normalmente portano aria più mite e umida sul continente, faticano ad avanzare verso est. Il risultato è una sorta di “porta chiusa” sul lato occidentale dell’Europa.

Questo tipo di configurazione può avere conseguenze importanti anche sul bacino del Mediterraneo. Le depressioni che si formano o transitano in quest’area rischiano di rimanere intrappolate, muovendosi più lentamente e interagendo con masse d’aria molto diverse tra loro.

Da una parte potrebbe affluire aria fredda di origine artica o continentale da est, dall’altra aria più umida e mite richiamata dai mari meridionali. È proprio questo contrasto a creare le condizioni ideali per precipitazioni intense, che in inverno possono tradursi in nevicate abbondanti, anche a quote basse.

Va però sottolineato che si tratta di uno scenario ancora delicato e incerto. Quando entra in gioco un anticiclone così esteso, anche piccoli spostamenti della sua posizione possono cambiare radicalmente il tempo previsto. Se l’asse dell’alta pressione si colloca leggermente più a est, il freddo può scivolare verso Russia e Balcani; se invece si spinge più a ovest, l’aria gelida può raggiungere anche Europa centrale e Italia.

Alcune simulazioni, come quelle del modello americano GFS, ipotizzano intorno al 24 gennaio l’arrivo di un nucleo di aria molto fredda da est sul nostro Paese, con possibili effetti invernali diffusi e nevicate su diverse regioni. Al momento non si può parlare di certezze, ma i segnali indicano che la seconda parte di gennaio potrebbe essere molto più dinamica e invernale rispetto ai giorni precedenti.

In sintesi, l’inverno potrebbe non aver ancora detto l’ultima parola: i prossimi aggiornamenti saranno decisivi per capire se questo potenziale scenario freddo riuscirà davvero a concretizzarsi.

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.

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