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Meteo: Italia nel mirino di MALTEMPO diffuso e NEVE a quote basse fino a fine mese

Davide Santini di Davide Santini
21 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Stiamo per essere coinvolti da una profonda e dinamica area depressionaria che, tra giovedì 22 e venerdì 23, inizierà la sua avanzata verso l’Italia partendo dai settori occidentali. Si tratterà di un vero e proprio affondo perturbato, anche duraturo, con condizioni meteo di stampo invernale e maltempo particolarmente diffuso.

 

Non tutti saremo coinvolti

Si sa. L’Italia è un paese estremamente variegato sotto il profilo geografico. È estremamente difficile che tutte le regioni vengano coinvolte dal maltempo, anche in giornate consecutive. Le aree settentrionali, le più colpite da questo peggioramento, potrebbero assistere a episodi di neve fino a quote piuttosto basse verso la fine della settimana.

 

Discorso diverso invece per le zone del Centro e del Sud dovranno fare i conti con nuove fasi di maltempo caratterizzate da precipitazioni a tratti e da venti sostenuti, talvolta anche forti. Soprattutto per quanto riguarda le aree tirreniche. Le zone tipiche più interessate dai fronti perturbati di questa matrice.

 

Fine mese? Cose interessanti!

Diamo uno sguardo alla media degli scenari previsionali elaborati nel pomeriggio dal modello GFS. Si può vedere che non ci sarà affatto una vera e duratura stabilità atmosferica. Le configurazioni meteo ipotizzate indicano di fatti una persistenza di condizioni favorevoli all’ingresso di nuove perturbazioni.

 

Insomma, nessun periodo anticiclonico. Le condizioni del tempo potrebbero rimanere perturbate a lungo, con brevi pause e lunghe fasi piovose e nevose fino a quote molto basse. Nessun anticiclone mangia-inverno. Come invece era successo molto più spesso negli ultimi anni. E già questo è un’ottima cosa.

 

Maltempo a più riprese anche nel lungo termine. In questa immagine, a cura del modello ECMWF, si nota la linea dei fronti molto bassa di latitudine. Ciò significa che, al di sopra della quale, saranno molto frequenti le piogge (e ovviamente le nevicate) e poco il cielo sereno.

 

Anticiclone a quote meridionali

Chiaramente, tale figura barrica non è scomparsa. È semplicemente a quote meridionali. In prossimità della Penisola Iberica. Questa collocazione non ostacolerebbe per niente il flusso delle perturbazioni nord-atlantiche, che avrebbero quindi campo libero per raggiungere il Mediterraneo centrale.

 

In termini pratici, aspettiamoci quindi una lunga serie di fasi di maltempo, con piogge localmente intense sulle regioni centro-meridionali e ulteriori possibilità di nevicate a bassa quota al Nord. Ma non di gelo siderale o altro.

 

Anticiclone addirittura sul Marocco e in pieno Oceano Atlantico. Questo vuol dire che l’Italia sarà in balia di continui flussi umidi perturbati. Non sono previste fasi di stabilità almeno nei prossimi 10 giorni.

 

Freddo solo in parte

Volendo vedere, tutto questo è un pattern meteorologico più tipico di marzo che di gennaio. Ciò non toglie che, dal punto di vista termico, comunque il freddo si farà sentire. Analizzando le isoterme a circa 1500 metri di quota (in gergo tecnico a 850hPa) si nota come una vasta massa d’aria gelida continui a stazionare sull’Europa nord-orientale.

 

Questo vuol dire che il serbatoio gelido a Oriente rimane tale e quale, non riesce a venire verso di noi. Ricordiamo però che comunque parliamo del mese statisticamente più freddo dell’anno. Ecco perché qualunque perturbazione è più fredda rispetto al mese di marzo. Ciò non toglie che non possiamo parlare di condizioni meteo troppo invernali. Men che meno di ondata di gelo.

 

L’impressionante mappa delle piogge prevista per i prossimi 10 giorni secondo il modello GFS. Al di là di andare a vedere con la lente di ingrandimento dov’è casa propria, è importante analizzare una visione d’insieme. Piogge diffusissime su vastissime aree d’Italia. Questo vuol dire che mancheranno del tutto le figure di stabilità e di alta pressione.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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