
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo per essere coinvolti da una profonda e dinamica area depressionaria che, tra giovedì 22 e venerdì 23, inizierà la sua avanzata verso l’Italia partendo dai settori occidentali. Si tratterà di un vero e proprio affondo perturbato, anche duraturo, con condizioni meteo di stampo invernale e maltempo particolarmente diffuso.
Non tutti saremo coinvolti
Si sa. L’Italia è un paese estremamente variegato sotto il profilo geografico. È estremamente difficile che tutte le regioni vengano coinvolte dal maltempo, anche in giornate consecutive. Le aree settentrionali, le più colpite da questo peggioramento, potrebbero assistere a episodi di neve fino a quote piuttosto basse verso la fine della settimana.
Discorso diverso invece per le zone del Centro e del Sud dovranno fare i conti con nuove fasi di maltempo caratterizzate da precipitazioni a tratti e da venti sostenuti, talvolta anche forti. Soprattutto per quanto riguarda le aree tirreniche. Le zone tipiche più interessate dai fronti perturbati di questa matrice.
Fine mese? Cose interessanti!
Diamo uno sguardo alla media degli scenari previsionali elaborati nel pomeriggio dal modello GFS. Si può vedere che non ci sarà affatto una vera e duratura stabilità atmosferica. Le configurazioni meteo ipotizzate indicano di fatti una persistenza di condizioni favorevoli all’ingresso di nuove perturbazioni.
Insomma, nessun periodo anticiclonico. Le condizioni del tempo potrebbero rimanere perturbate a lungo, con brevi pause e lunghe fasi piovose e nevose fino a quote molto basse. Nessun anticiclone mangia-inverno. Come invece era successo molto più spesso negli ultimi anni. E già questo è un’ottima cosa.

Anticiclone a quote meridionali
Chiaramente, tale figura barrica non è scomparsa. È semplicemente a quote meridionali. In prossimità della Penisola Iberica. Questa collocazione non ostacolerebbe per niente il flusso delle perturbazioni nord-atlantiche, che avrebbero quindi campo libero per raggiungere il Mediterraneo centrale.
In termini pratici, aspettiamoci quindi una lunga serie di fasi di maltempo, con piogge localmente intense sulle regioni centro-meridionali e ulteriori possibilità di nevicate a bassa quota al Nord. Ma non di gelo siderale o altro.

Freddo solo in parte
Volendo vedere, tutto questo è un pattern meteorologico più tipico di marzo che di gennaio. Ciò non toglie che, dal punto di vista termico, comunque il freddo si farà sentire. Analizzando le isoterme a circa 1500 metri di quota (in gergo tecnico a 850hPa) si nota come una vasta massa d’aria gelida continui a stazionare sull’Europa nord-orientale.
Questo vuol dire che il serbatoio gelido a Oriente rimane tale e quale, non riesce a venire verso di noi. Ricordiamo però che comunque parliamo del mese statisticamente più freddo dell’anno. Ecco perché qualunque perturbazione è più fredda rispetto al mese di marzo. Ciò non toglie che non possiamo parlare di condizioni meteo troppo invernali. Men che meno di ondata di gelo.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
